Appello ai senatori sul consenso informato: una battaglia per la libertà educativa delle famiglie
Non Si Tocca la Famiglia, insieme ad altre associazioni, ha inviato ai senatori di ogni gruppo parlamentare un appello per chiedere un voto favorevole al DDL sul consenso informato preventivo
Ufficio Stampa Associazione non si tocca la famiglia
In questi giorni torna al centro del dibattito parlamentare il tema del rapporto tra scuola e famiglia, in vista della votazione al Senato del DDL Valditara sul consenso informato preventivo nelle istituzioni scolastiche. Una battaglia che per Non Si Tocca la Famiglia non riguarda soltanto “norme tecniche”, ma il diritto fondamentale delle famiglie di essere parte attiva e responsabile nel percorso educativo dei propri figli.
Il provvedimento, in particolare, introduce e disciplina in modo chiaro il consenso informato preventivo, chiedendo alla scuola di informare le famiglie prima dell’avvio delle attività e di raccogliere un consenso consapevole.
Questo significa che i genitori potranno decidere se far partecipare o meno i propri figli ad attività che non risultino in linea con le proprie convinzioni religiose, morali e sociali, senza che ciò venga interpretato come ostilità verso la scuola, ma come esercizio di un diritto-costituzionale.
Come spesso ricordiamo, gli articoli 29 e 30 della Costituzione riconoscono alla famiglia il carattere di “società naturale” e ai genitori il diritto-dovere di educare i propri figli. Regole simili si trovano in molte carte internazionali, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, dove si riconosce ai genitori la priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai propri figli.
Proprio per questo riteniamo che il consenso informato non sia una limitazione, ma una garanzia di libertà. È uno strumento di trasparenza che rafforza il patto educativo tra scuola e famiglia, evitando che alcune attività vengano svolte in modo implicito o “automatico”, senza un coinvolgimento consapevole dei genitori.
Particolare rilievo assume il tema delle attività che toccano la sfera affettiva, sessuale e identitaria dei giovani, ambiti in cui le visioni culturali e antropologiche sono profondamente diverse. In questo contesto, il consenso informato permette alle famiglie di valutare consapevolmente se un percorso sia coerente o meno con il bene educativo dei propri figli, senza che la scuola si sostituisca alle responsabilità genitoriali.
In questi giorni Non Si Tocca la Famiglia, insieme ad altre associazioni, ha inviato ai senatori di ogni gruppo parlamentare un appello per chiedere un voto favorevole al DDL Valditara.
Lo facciamo non per “limitare” la scuola, ma per riconoscere e rafforzare il ruolo delle famiglie nella formazione delle nuove generazioni.
La libertà educativa delle famiglie non è un tema di parte: è un pilastro della democrazia e del pluralismo.
E la scuola, in quanto luogo pubblico, deve essere capace di accogliere questa pluralità, senza ridurla a silenzio.
Seguiteci per restare aggiornati sulle prossime tappe di questa battaglia per la libertà educativa delle famiglie.
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