Illustrissimi Senatori
Le associazioni dei genitori sono in attesa della votazione con cui il Senato confermerà il diritto costituzionale delle famiglie della “libertà di scelta educativa”, definendo in modo chiaro e puntuale il consenso informato dei genitori e degli studenti maggiorenni.
Il Disegno di Legge:
– si colloca all’interno delle norme che danno attuazione a quanto previsto dalla Costituzione: infatti, l’articolo 29 riconosce la famiglia come “società naturale”, l’articolo 30 riconosce ai genitori “il diritto – dovere di istruire ed educare i figli”;
– è confermato dall’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani prevede il diritto dei genitori alla “priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli”,
– è coerente con la a Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza che, all’art. 14, stabilisce che “gli Stati parti rispettano il diritto del fanciullo alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Gli Stati parti rispettano il diritto e il dovere dei genitori oppure, se del caso, dei tutori legali, di guidare il fanciullo nell’esercizio del summenzionato diritto, in maniera che corrisponda allo sviluppo delle sue capacità”. Anche le Carte internazionali, dunque, prevedono ciò che la nostra Costituzione stabilisce: il primato educativo dei genitori nei confronti della prole da riconoscere e quindi da garantire.
– Il Disegno di Legge non fa altro che dare ai genitori la facoltà di esercitare il loro diritto – dovere e di chiede alla scuola di informare preventivamente le famiglie e verificarne il loro consenso consapevole.
Il consenso informato non è una limitazione, ma una garanzia di libertà. Il tema della corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia costituisce uno dei nodi centrali del sistema scolastico pubblico, in particolare quando l’attività educativa incide su ambiti sensibili della formazione della persona. In tale contesto, il Consenso Informato Preventivo si configura come uno strumento giuridicamente necessario per garantire un equilibrio effettivo tra il diritto-dovere educativo dei genitori, la libertà di insegnamento dei docenti e l’autonomia delle istituzioni scolastiche, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e dell’assetto democratico della scuola pubblica.
La libertà di insegnamento, a sua volta, non si esercita in forma isolata o autoreferenziale, ma all’interno di un sistema pubblico pluralista. In tale sistema, il Piano Triennale dell’Offerta Formativa rappresenta il luogo di sintesi giuridica tra autonomia scolastica e partecipazione democratica della comunità educante. – Il DPR 275/1999, nel disciplinare l’autonomia didattica e organizzativa delle scuole, richiama espressamente la necessità di rispettare la pluralità culturale e le scelte educative delle famiglie, confermando che l’autonomia non può mai tradursi in autoreferenzialità decisionale.
Particolarmente rilevante risulta, in questo ambito, il tema dei progetti riguardanti la sessualità, che incidono in modo diretto sulla costruzione dell’identità personale e sullo sviluppo affettivo e relazionale dell’individuo. Si tratta di un ambito che, nel contesto culturale attuale, è attraversato da visioni profondamente divergenti sul piano antropologico e scientifico. Proprio per questo, l’introduzione di una disciplina che garantisca consenso informato preventivo e, se necessario, anche l’esenzione dalla partecipazione a percorsi ritenuti in contrasto con il bene educativo dei figli, non indebolisce l’azione educativa della scuola, ma costituisce una misura di garanzia e di equilibrio, volta a preservare il pluralismo e la corresponsabilità educativa.
Un ulteriore aspetto procedurale riguarda la tempistica di definizione dei progetti: mentre il PTOF viene generalmente sottoscritto dalle famiglie al momento delle iscrizioni, molte iniziative di ampliamento dell’offerta formativa vengono progettate e deliberate successivamente. Ciò rende imprescindibile un’informazione continua e aggiornata, che non può esaurirsi in un atto iniziale, ma deve tradursi in una prassi stabile di comunicazione e di raccolta del consenso.
Alla luce di questi elementi, il Consenso Informato Preventivo non costituisce un limite all’autonomia scolastica né una compressione della libertà di insegnamento, ma uno strumento giuridicamente fondato e pedagogicamente necessario per rendere effettiva la corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia.
Esso rafforza la trasparenza, consolida il patto educativo e contribuisce a costruire una scuola pubblica autenticamente pluralista, capace di rispettare i diritti fondamentali dei genitori e di operare, in modo equilibrato e responsabile, nell’interesse superiore degli studenti e della comunità educante.
Le associazioni dei genitori:
