No all’omicidio di stato: la vita non si elimina !

leggi “rigorose” diventano porte aperte alla soppressione dei più fragili

Ogni legge sull’eutanasia inizia come una norma “rigorosamente controllata”, destinata a presunti casi irrecuperabili di salute.

Nel corso degli anni, però, i Paesi che hanno introdotto tali leggi hanno mostrato uno sviluppo preoccupante:

i limiti sono stati progressivamente allargati
fino a includere situazioni di sofferenza psicologica, malattie croniche e, in alcuni casi, anche bambini e persone con disabilità gravi.

Questo dimostra che, quando lo Stato consente di uccidere per motivi di “sofferenza” o di “malattia inguaribile”, crea una deriva in cui la vita umana più fragile viene sempre più percepita come un peso da eliminare, anziché un valore da proteggere.

Con questa petizione chiediamo a tutti i deputati, senatori e ai rappresentanti
delle istituzioni di
non votare alcuna legge sull’eutanasia
o sui protocolli di morte assistita,

ma di impegnarsi invece a rafforzare le cure palliative, il sostegno alle famiglie, i servizi di assistenza domiciliare e l’accompagnamento integrale ai malati.

La vita non è un diritto di soppressione,
ma un bene indisponibile.

 

#NonSiToccaLaVita

NonSiToccaLaVita

Ogni volta che uno Stato consente di uccidere un essere umano, cambia la percezione stessa della dignità umana.

La legge non può giudicare se una vita “vale la pena” di essere vissuta, soprattutto quando chi è più fragile è già esposto a solitudine, stanchezza e senso di inutilità. Invece di aprire la strada a percorsi di morte che rischiano di diventare soluzioni facili per la società, scegliamo di investire in accoglienza, accompagnamento e presa in carico integrale.

La vita non si misura in termini di produttività o di “sofferenza accettabile”, ma va rispettata e sostenuta sempre, fino alla sua fine naturale.

Firma ora per dire:

la vita umana non si negozia, e lo Stato non può mai diventare garante dell’omicidio volontario. 

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