SVOLTA EPOCALE: IL CONSENSO PREVENTIVO INFORMATO DEI GENITORI È LEGGE

SVOLTA EPOCALE.

APPROVATA ALLA CAMERA LA LEGGE SUL CONSENSO INFORMATO PREVENTIVO DEI GENITORI 

 

Quella del 3 dicembre 2025 rimarrà una data storica, davvero un traguardo epocale per la libertà educativa dei genitori!

L’Europa ci invidierà questo risultato di libertà, perché in nazioni come, Francia, Spagna, Germania etc….gender, educazione sessuale, e quant’altro sono nelle scuole ormai dentro, senza più freni alcuni.

Come Associazione Non si Tocca la Famiglia abbiamo gioito, perché sappiamo quanto abbiamo lavorato per giungere a questo risultato diventato disegno di legge, dopo le grandi battaglie combattute per farlo uscire nel 2018 come Nota Miur (prot. n. 19534) nell’esultanza allora di un testo che noi come associazioni avevamo proposto per primi al Ministero dell’Istruzione. 

Erano anni difficili quelli del 2013…2014…2015 in cui denunciavamo costantemente le ondate di abusi nelle scuole, su gender e ossessivi stereotipi di genere da inculcare nei bambini.

Quella Nota venne emanata dal Ministero dell’Istruzione proprio dopo un grande lavoro portato avanti per rivendicare il primato educativo dei genitori riconosciuto dalla nostra Costituzione che all’articolo 30 , sottolinea il diritto e il dovere dei genitori di istruire ed educare i propri figli .

Nel 2018 dopo quattro anni di lavoro ininterrotto presso il Ministero dell’Istruzione con scritture di bozze da sottoporre ai tecnici di area,  testi che intravedevano già l’idea di ipotizzare un documento di  consenso delle famiglie su quanto passava nelle scuole all’insaputa dei genitori , fu pubblicata quella NOTA che rappresentava la prima grande linea di demarcazione, tra il prima , rappresentato dall’invasione ideologica gender nelle scuole, al dopo, rappresentato  dal Consenso Informato Preventivo quale primo vero argine per aiutare genitori dirigenti e docenti ad essere coinvolti adeguatamente nei progetti su cui potevano iniziare ad esprimere un parere contrario, chiedendo astensione per i propri figli da quegli itinerari educativi così divisivi e controversi.

Erano gli anni di lavoro serrato con Chiara Iannarelli, gli amici già dirigenti scolastici Giuseppe Bruno e Giuseppe Richiedei, con i quali si parlava al telefono e via mail tutti i giorni e più volte al giorno.

Inutile dirlo ma molte scuole rifiutavano di riconoscere il valore di quella Nota, solo i genitori più coraggiosi e preparati riuscivano anche da soli a farla rispettare, perché nella stragrande maggioranza delle segnalazioni da parte loro dovevamo intervenire come Associazione , con la nostra equipe scuola sempre indaffarata in attività di invio al Ministero di denunce,  richieste di chiarimento,  chiedendo ispezioni, mettendo in copia il Ministro, facendo uscire sui giornali i casi più difficili da risolvere.

Tantissimi i risultati ottenuti, saltavano progetti nelle scuole a fronte di lettere ai dirigenti scolastici, distribuzioni di volantini fuori scuola per informare i genitori, tante famiglie aprivano gli occhi istruite da altre più preparate, insomma anche i molti corsi di formazione a docenti, dirigenti, educatori, sia in presenza che on line. 

 Quell’obbiettivo si raggiunse partecipando a infinite riunioni di lavoro sia internamente che esternamente ai palazzi del potere, dove incontro, dopo incontro prendeva corpo proprio la necessità di porre un argine a tutta la propaganda ideologica dal gender con una proposta normativa che il Ministero riconobbe come valida per offrire uno strumento democratico ai genitori,  che attraverso le Associazioni avevano portato le loro istanze sulla necessità di essere interpellati preventivamente su tutte le attività riguardanti gender, educazione sessuale e propaganda politica, da cui poter eventualmente astenere i propri figli.

Il lavoro ininterrotto, di vigilanza nelle scuole, uscendo con articoli di giornale, facendo sit-in, lanciando petizioni ma soprattutto con un lavoro certosino di formazione e informazione ai tanti genitori iscritti alla nostra associazione e con tanti docenti, ha reso possibile il traguardo nel 2018 che non avevamo idea, potesse diventare un giorno, addirittura legge dello Stato.

E stato un impegno anche sensibilizzare i decisori politici che in questi anni ci hanno seguiti, spesso  sostenuti e hanno creduto in noi in particolare l’onorevole Rossano Sasso che già ai tempi della sua nomina a Sottosegretario all’istruzione più di una volta ci ha messo la faccia partecipando con noi a dei flash mob ad esempio contro la carriera alias nelle scuole e con il quale abbiamo condiviso testi di scrittura e proposte per quella che è stata una sua risoluzione presentata più di un anno fa,  per la quale siamo stati auditi, e anche in luglio scorso siamo tornati in audizione per questo disegno di legge del ministro Valditara a firma Amorese e Sasso .

Abbiamo potuto sottolineare l’importanza che tutto questo rappresentava per le famiglie italiane per vedere riconosciuto quello spazio di libertà che oggi potrà consentire a ogni genitore a ogni mamma e a ogni papà il principio democratico per il quale astenere i propri figli da progetti gender e di educazione sessuale distorta rispetto al bagaglio di valori con cui hanno deciso di crescere i propri figli .

È  un traguardo storico perché ha visto tutti noi impegnati giorno dopo giorno, anno dopo anno in questi 11 lunghi anni e che oggi offriamo alle famiglie italiane sapendo quanto questo servizio è  costato e permetterà ai loro figli piccoli e grandi di essere protetti.

Il disegno di legge vietera’ di insegnare gender, educazione sessuale a bambini di 3 anni fino ai 10 anni e vedrà  l’obbligo del consenso informato preventivo da richiedere ai genitori su queste tematiche eticamente sensibili nella fascia dei bambini e ragazzi dagli 11 anni ai 18 anni.

È quanto vige già per la Religione Cattolica su cui dietro esplicita richiesta dei genitori si astengono i propri figli.

Se pensiamo a quanto ha circolato in ogni dove dai megafoni mediatici di sinistra il ritornello “Il gender non esiste” ecco che dopo averlo smentito in ogni contesto sociale, culturale, politico, mediatico, siamo riusciti a denunciare come l’ideologia gender esisteva ed esiste ancora, si muove su base antiscientifica, era disturbante per i nostri bambini e ragazzi e da ora potremo proteggerli.

L’educazione al rispetto è dovuta in ambiente scolastico ma non potrà più entrare come cavallo di troia per introdurre gender e certa educazione sessuale, perché la vigilanza ora sarà altissima.

C’è chi ancora usa forzature politiche e ideologiche come a Genova, l’ultimo evento da noi denunciato, dove il sindaco ha imposto l’educazione sessuale a bambini di 3 anni compiendo un atto estremo proprio mentre si sta per decidere il divieto, per legge, di tutto questo.

Questo dimostra la furia politica che ci fa temere per la democrazia nel nostro paese.

Non si travalichi la libertà di educare che da oggi i genitori potranno rivendicare con grande orgoglio a partire da questa approvazione alla camera che presto diventerà legge dello Stato.

Ora è solo gioia, ed è tutta per le famiglie italiane!

Roma 4 dicembre 2025

                                                  Giusy D’Amico