«Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico»

Una legge per tutelare i diritti dei nostri figli

Associazione Non Si Tocca la Famiglia

Vademecum per tutti i genitori e per gli studenti maggiorenni

Conoscere i propri diritti è il primo passo per poterli esercitare.
Con la Legge 9 giugno 2026, n. 104, promossa dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, sono state introdotte nuove disposizioni sul consenso informato preventivo delle famiglie per determinate attività scolastiche riguardanti temi attinenti alla sessualità.

Ma cosa devono fare concretamente i genitori?
Ecco i passaggi fondamentali.

1.     Informarsi sul Patto educativo di corresponsabilità

Le scuole devono adeguare il Patto educativo di corresponsabilità, indicando le modalità con cui viene richiesto il consenso preventivo delle famiglie e degli studenti maggiorenni.

2.     Conoscere preventivamente le attività proposte

Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, per le attività extracurricolari e di ampliamento dell’offerta formativa che riguardano temi attinenti alla sessualità, la scuola deve richiedere il consenso scritto preventivo.

3.     Chiedere informazioni e visionare i materiali

Prima di esprimere il consenso, genitori e studenti maggiorenni devono poter conoscere:

  • finalità e obiettivi educativi;
    contenuti e argomenti trattati;
    modalità di svolgimento;
    materiali didattici utilizzati;
    eventuale presenza di esperti esterni.

La richiesta deve essere presentata entro il settimo giorno antecedente all’attività.

4.     Sapere che cosa succede in caso di mancato consenso

Per le attività extracurricolari, lo studente non partecipa. Per le attività di ampliamento dell’offerta formativa, la scuola deve predisporre un’attività formativa alternativa.

5.     Conoscere le disposizioni per infanzia e primaria

La legge esclude, in questi due ordini scolastici, le attività didattiche e progettuali aventi a oggetto temi attinenti alla sessualità, fermo restando quanto previsto dalle Indicazioni nazionali.

6.     Non dimenticare i diritti di partecipazione delle famiglie

Anche quando non è richiesto lo specifico consenso preventivo, rimangono importanti i diritti di informazione, partecipazione e collaborazione riconosciuti dall’ordinamento scolastico, a partire dal D.P.R. 275/1999.

In caso di dubbi o di possibili irregolarità, i genitori possono rivolgersi al dirigente scolastico, chiedere chiarimenti e, se necessario, segnalare la situazione agli uffici scolastici regionali e provinciali competenti.

Un messaggio a tutte le famiglie

La scuola e la famiglia non devono essere avversarie, ma alleate nella crescita dei nostri figli. Essere genitori significa anche partecipare, informarsi, fare domande e conoscere gli strumenti che la legge mette a disposizione.

Chiedere trasparenza non significa ostacolare il lavoro degli insegnanti. Significa voler essere parte consapevole del percorso educativo dei propri figli.

Non servono polemiche, ma conoscenza, dialogo e responsabilità. I diritti non si difendono soltanto quando vengono messi in discussione: si tutelano ogni giorno, attraverso la consapevolezza e la partecipazione.

Una famiglia informata è una famiglia più forte.
Perché educare è una responsabilità condivisa e il benessere dei nostri figli deve rimanere sempre al centro.



Riferimenti normativi e istituzionali:

  • Legge 9 giugno 2026, n. 104.
    Nota MIM n. 4712 del 14 settembre 2026.
    P.R. 275/1999.

 

Ufficio Stampa

Associazione “Non Si Tocca la Famiglia”

 

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