Questo articolo riprende e approfondisce il contributo radiofonico di Giusy D’Amico, conduttrice della rubrica “L’alleanza educativa” su Radio Mater e presidente di “Non Si Tocca la Famiglia”.

L’intervento nasce da una domanda provocatoria:
l’emergenza educativa è veramente nei giovani o siamo noi adulti, con le nostre scelte e il nostro stile di vita, il vero problema?

Introduzione: un tema urgente e personale

Parlando con insegnanti, genitori e ascoltatori, emerge chiaramente che l’educazione non è qualcosa che si fa a orari prestabiliti o con formule pronte. È, piuttosto, il frutto continuo delle nostre azioni quotidiane, del modo in cui viviamo le relazioni e della testimonianza che offriamo ai ragazzi.

Progetti concreti nelle scuole: il cineforum “Oltre il muro”

Un esempio concreto del lavoro educativo è il progetto cineforum promosso dall’associazione in collaborazione con il regista Pupi Avati. Il percorso, intitolato “Oltre il muro” e ispirato al film “Il Fulgore di Doni”, è pensato per prevenire ogni forma di discriminazione, promuovendo accoglienza e rispetto verso la disabilità.

Il progetto si articola in quattro step semplici ma efficaci:

  • Proiezione del film in aula magna o in classe;
  • Dibattito moderato dagli studenti con il docente come garante;
  • Incontro con un testimonial collegato alla tematica del film;
  • Elaborazione creativa finale (produzione artistica, letteraria o multimediale).

Il film, raccontando l’amore di due adolescenti e la trasformazione dovuta alla disabilità, suscita forti emozioni e offre spunti per parlare di affettività, diversità, accettazione e rispetto.

Da dove nasce l’emergenza educativa?

Secondo Giusy D’Amico, non è sensato cercare una lista di regole da applicare meccanicamente. L’errore più comune è pensare che l’educazione sia un compito isolato: in realtà è il contesto sociale e personale che educa, continuamente.

“Educare non è avere il problema di educare”: non ci sono formule magiche. Educhiamo in tutto quello che facciamo, anche in come apparecchiamo la tavola.

Le piccole attenzioni — una tavola curata, un gesto di gentilezza di una commessa che confeziona con cura un pacchetto — trasmettono il senso del bello e del valore. I bambini e gli adolescenti “assorbono” questi segnali e li fanno propri.

Testimonianza, attrazione e speranza: le leve dell’educazione

L’educazione, spiega D’Amico, avviene soprattutto per attrazione. I ragazzi cercano modelli che mostrino una vita piena di speranza e senso. Quando vedono negli adulti un desiderio autentico di felicità e di bene, sono naturalmente spinti a imitare quel modello.

“I figli li dobbiamo ammazzare di invidia, non di botte”: ovvero, dobbiamo essere adulti la cui vita susciti il desiderio di essere imitati.

Questo non significa assenza di regole: i figli hanno bisogno di confini e di contenimento. Significa però che i confini funzionano meglio se inseriti in una testimonianza di gioia e fiducia nella vita.

Avere cura di sé prima di tutto

Un punto centrale del discorso è la responsabilità degli adulti di lavorare su se stessi. Non si educa comandando se non si è credibili. I figli chiedono — spesso tacitamente —: “Perché dovrei seguire quello che dici? Perché vale la pena?”: e la risposta arriva più dai fatti che dalle parole.

Prendersi cura del proprio matrimonio, coltivare la propria dimensione spirituale o riconoscere la propria fragilità sono passi necessari per diventare testimoni credibili. Quando gli adulti cercano la propria felicità autentica, anche i figli trovano motivo di sperare.

Aneddoti che illuminano: la forza della fiducia

D’Amico racconta la storia personale della figlia che ha attraversato difficoltà scolastiche, bocciature e scelte scolastiche tormentate. Nonostante i consigli di cambiare strada, la madre ha mantenuto la fiducia e l’ha sostenuta. Oggi la ragazza ha conseguito titoli importanti e lavorativamente è inserita con successo. È la dimostrazione che la fiducia e la perseveranza pagano più di soluzioni affrettate.

Tre lezioni pratiche che emergono dall’esperienza

  1. Non mollare la fiducia: i percorsi possono essere tortuosi ma la fiducia cambia il destino.
  2. Credere nella grandezza del figlio: ogni giovane porta dentro un desiderio d’infinito da rispettare e nutrire.
  3. Essere testimoni più che giudici: l’amore che perdona è più educativo del rimprovero continuo.

Attenzione ai contenuti proposti nelle scuole

Nell’intervento è emersa anche una preoccupazione per attività e progetti che, a giudizio dell’associazione, propongono visioni antropologiche in contrasto con la cultura della famiglia. D’Amico invita genitori e dirigenti a vigilare e a confrontarsi, promuovendo percorsi che rispettino il ruolo educativo delle famiglie.

Risorse e suggerimenti per chi vuole approfondire

Per chi desidera crescere come educatore o genitore, D’Amico consiglia l’ascolto di alcuni autori e conferenze:

  • Franco Nembrini — per un approccio che ri-centra l’educazione sulla testimonianza e sull’attrazione;
  • Don Fabio Rosini — per riflessioni su fede, senso della vita e linguaggio adatto ai giovani.

Inoltre, il progetto del consenso informato preventivo nelle scuole viene presentato come uno strumento utile per riaffermare il ruolo educativo delle famiglie e la loro autonomia nelle scelte formative dei figli.

Conclusione: l’educazione come testimonianza di felicità

La vera sfida dell’emergenza educativa non è trovare nuove regole, ma riscoprire la capacità degli adulti di essere felici e autentici. Solo così i ragazzi potranno guardare agli adulti con speranza e decidere liberamente di imitarli.

“L’educazione procede per attrazione”: lavoriamo su noi stessi, curiamo il nostro sguardo, la nostra voce, il nostro modo di essere nel mondo — e i nostri figli ci seguiranno.

Se sei genitore, insegnante o semplicemente interessato al tema, prendi il tempo per riflettere su cosa il tuo stile di vita comunica ai più giovani. La prima lezione educativa comincia da noi.

Per chi vuole partecipare

Se sei docente o dirigente e vuoi proporre il progetto cineforum nella tua scuola, l’associazione offre percorsi gratuiti che possono essere inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa: è un’opportunità concreta per lavorare su temi di affettività, diversità e rispetto insieme agli studenti.

Ascolta la registrazione integrale: