“Oltre il Muro” conquista gli esami di terza media ad Anzio.
Il progetto di Non Si Tocca la Famiglia, in collaborazione con il regista Pupi Avati, è stato tra i protagonisti dei colloqui finali alla scuola secondaria di primo grado “Giovanni Falcone” di Anzio.
di Chiara Sagripanti
C’è un modo particolarmente significativo per chiudere un anno scolastico:
portare all’esame non solo conoscenze e nozioni, ma anche esperienze, attività e percorsi vissuti insieme durante i mesi di scuola. È quanto hanno scelto di fare gli studenti della scuola secondaria di primo grado “Giovanni Falcone” di Anzio, che hanno trasformato il colloquio dell’esame di terza media in un’occasione autentica di racconto, riflessione e crescita.
Tra le esperienze più importanti presentate dagli alunni c’è stato il progetto Oltre il Muro, nato dalla collaborazione tra l’Associazione Non Si Tocca La Famiglia e il regista Pupi Avati. L’iniziativa, seguita e coordinata dalla professoressa di religione Teresa Maggio, ha accompagnato gli studenti lungo il loro percorso formativo, diventando parte integrante della loro esperienza scolastica e personale.
Per molti ragazzi, il progetto ha rappresentato un punto di partenza prezioso per costruire il proprio colloquio d’esame. Le esposizioni presentate sono state originali, curate e ricche di collegamenti interdisciplinari, con riferimenti all’attualità e alla propria esperienza vissuta, elementi che hanno colpito positivamente la commissione.
Un aspetto particolarmente rilevante di questo percorso è stata la capacità del progetto di parlare ai ragazzi dei muri invisibili che spesso si trovano ad affrontare nella vita quotidiana: le convenzioni sociali, il bullismo, le paure personali, le insicurezze e le difficoltà nel riconoscere e gestire le emozioni. Attraverso attività di confronto e momenti di riflessione, gli studenti hanno potuto mettersi in gioco, ascoltare sé stessi e gli altri, comprendere meglio i propri limiti e valorizzare le proprie risorse.
Fondamentale, in questo cammino, è stato anche il ruolo degli adulti di riferimento, che hanno saputo offrire un sostegno concreto, educativo e umano. In questo senso, il progetto ha mostrato come la scuola possa essere molto più di un luogo di apprendimento: può diventare uno spazio di ascolto, dialogo e inclusione, capace di accompagnare i ragazzi nella crescita e nella costruzione della propria identità.
Oltre il Muro ha dunque lasciato un segno importante, non solo per il valore formativo dell’iniziativa, ma anche per il significato che ha assunto nel momento dell’esame. Un percorso che ha permesso agli studenti di raccontarsi con autenticità, portando all’interno dei colloqui finali non solo contenuti disciplinari, ma anche esperienze di vita, consapevolezza e maturazione personale.
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