Al Senato della Repubblica “Educare alla libertà, alla bellezza, all’affettività”
Progetti educativi nelle scuole: cinema, Dante e collaborazione tra famiglie e docenti
Evento promosso dall’associazione Non Si Tocca La Famiglia
Si è svolta al Senato della Repubblica presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro la presentazione dei progetti educativi per le scuole di ogni ordine e grado proposti da Non Si Tocca la Famiglia.
Questo il resoconto di quanto presentato nell’evento patrocinato anche dalla Regione Lazio.
Il video integrale dell’incontro è disponibile al link :https://youtu.be/O6VJajUz1eE
Il dibattito sui progetti educativi nelle scuole torna a concentrarsi su un punto concreto: come costruire percorsi che coinvolgano studenti, docenti e famiglie senza ridurre educazione, relazioni e prevenzione del disagio a lezioni astratte.
Le proposte presentate dall’associazione Non Si Tocca la Famiglia puntano su cinema, lettura, testimonianze, poesia e arti performative. L’obiettivo dichiarato è creare occasioni educative capaci di affrontare fragilità, bullismo, disabilità, affettività e ricerca di senso attraverso esperienze partecipate.
Key Takeaways
I progetti uniscono scuola, famiglie, docenti e territorio in una responsabilità educativa condivisa.
Il cinema viene proposto come strumento per discutere fragilità, relazioni, disabilità e bullismo.
Il percorso su Dante collega la lettura dei versi a musica, danza e pittura.
Il consenso informato preventivo è presentato come leva di trasparenza nei progetti scolastici sensibili.
Indice
Perché servono progetti educativi che vadano oltre la lezione frontale
Tre proposte per le scuole: cinema, lettura e Dante
Il ruolo del cinema nell’educazione scolastica
Consenso informato preventivo a scuola: perché conta la trasparenza
Come costruire un progetto scuola-famiglia che funzioni
Errori da evitare nei progetti educativi
Un’educazione che unisce cultura, prevenzione e relazione
Perché servono progetti educativi che vadano oltre la lezione frontale
Scuola e famiglia hanno ruoli diversi, ma complementari. Una progettazione efficace non può limitarsi a trasferire nozioni: deve creare spazi in cui ragazze e ragazzi possano elaborare domande su relazioni, rispetto, vulnerabilità e futuro.
La proposta illustrata si fonda sull’idea di comunità educante. In pratica, significa coinvolgere più soggetti: insegnanti, genitori, istituzioni, associazioni, esperti e realtà culturali del territorio. Questo approccio mira a rendere i percorsi più trasparenti e coerenti con l’età e i bisogni formativi delle classi.
Tra gli ambiti indicati come prioritari rientrano:
prevenzione del bullismo e del cyberbullismo;
contrasto all’indifferenza e all’isolamento;
inclusione di studenti con disabilità o vissuti di fragilità;
educazione alle relazioni e alla responsabilità;
valorizzazione della cultura, della letteratura e delle arti;
partecipazione attiva delle famiglie alle iniziative scolastiche.
Tre proposte per le scuole: cinema, lettura e Dante
Il programma presentato raccoglie tre filoni progettuali diversi, accomunati dall’uso di linguaggi narrativi e creativi per favorire il confronto.
1. Oltre il muro: un cineforum su fragilità e relazioni
Oltre il muro è un percorso costruito a partire dal film Il fulgore di Dony di Pupi Avati. La storia viene utilizzata come punto di partenza per parlare di amore, disabilità, cambiamento, solitudine e fedeltà nelle relazioni.
Il progetto non si esaurisce nella proiezione. La struttura presentata prevede quattro passaggi:
Visione dell’opera, per introdurre una vicenda capace di stimolare reazioni e domande.
Incontro con testimoni, inclusi racconti di esperienze segnate da bullismo, malattia o scelte personali controcorrente.
Dialogo guidato, in cui la classe può riflettere sui temi emersi e confrontarsi direttamente con gli ospiti.
Produzione creativa, attraverso cartelloni, parole chiave, video e installazioni realizzate dagli studenti.
Il muro diventa il simbolo del percorso. Può rappresentare esclusione, paura, pregiudizio, violenza o disinteresse, ma viene anche trasformato in un oggetto concreto da costruire e abbattere insieme. L’attività permette di rendere visibile il passaggio dalla chiusura al dialogo.
Le parole emerse nei materiali del progetto richiamano il rifiuto di mafia, razzismo, bullismo, egoismo e invidia. Il punto educativo non è soltanto dire no a comportamenti dannosi, ma individuare alternative concrete: ascolto, rispetto, cura dell’altro e responsabilità personale.
2. Lettura per infanzia e primaria: famiglia, differenze e relazioni
Il secondo filone è rivolto alla scuola dell’infanzia e alla primaria. Attraverso racconti e attività di lettura, affronta il valore della famiglia e delle relazioni quotidiane, con titoli progettuali come Uguali e diversi e Famiglie straordinarie.
Un percorso di lettura per i più piccoli funziona quando non si limita a un messaggio conclusivo. Le storie possono diventare occasioni per riconoscere emozioni, descrivere le proprie relazioni, ascoltare punti di vista diversi e costruire un linguaggio rispettoso.
Per docenti e scuole, una progettazione adeguata all’età può includere:
lettura ad alta voce e conversazione guidata;
disegni, mappe delle emozioni e lavori di gruppo;
attività che coinvolgano le famiglie;
attenzione alla pluralità delle esperienze personali degli alunni;
materiali chiari, comunicati preventivamente alle famiglie.
3. Dante a scuola attraverso teatro, danza, musica e pittura
La terza proposta punta a riportare Dante Alighieri in una dimensione viva e interdisciplinare. L’idea non è sostituire lo studio del testo, ma partire dai versi della Commedia per interrogare temi che continuano a riguardare la vita quotidiana: paura, desiderio, speranza, responsabilità, smarrimento e ricerca del bene.
Il format annunciato per la settimana del DanteDì mette insieme declamazione teatrale, musica, danza e pittura dal vivo. La scelta di combinare le arti mira ad avvicinare studenti e studentesse ai testi mantenendo centrale la parola poetica.
Un laboratorio di questo tipo può seguire una traccia semplice:
selezionare un canto o un gruppo ristretto di versi;
fornire il contesto storico e letterario essenziale;
leggere e commentare il testo con precisione;
collegare immagini, gesti, suoni o colori ai temi affrontati;
chiedere alla classe una restituzione personale, scritta o artistica.
L’approccio evita due rischi frequenti: trattare Dante come un autore remoto e semplificare eccessivamente un’opera complessa. Il testo resta il centro del lavoro, mentre le arti aiutano a renderne percepibili le immagini, le domande e la forza espressiva.
Il ruolo del cinema nell’educazione scolastica
Il cinema può offrire un linguaggio particolarmente utile nei percorsi educativi perché mette in scena conflitti, scelte e conseguenze. Tuttavia, per essere davvero formativo, un cineforum deve essere accompagnato da preparazione e confronto.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, è stata ricordata anche una proposta di riforma per il settore cinematografico e audiovisivo, con l’ipotesi di un’agenzia autonoma dedicata al comparto. Il tema è stato collegato alla necessità di avvicinare nuove generazioni, scuole e famiglie alla cultura cinematografica italiana.
Per organizzare un cineforum scolastico in modo solido, è utile verificare cinque aspetti:
Coerenza con l’età: contenuti, durata e complessità devono essere proporzionati alla classe.
Obiettivo didattico esplicito: il film deve rispondere a una domanda educativa precisa.
Preparazione prima della visione: bastano poche informazioni per orientare attenzione e lessico.
Discussione dopo la visione: domande aperte, non risposte già predisposte.
Restituzione finale: testo, podcast, disegno, dibattito o progetto collettivo aiutano a consolidare il percorso.
- Consenso informato preventivo a scuola: perché conta la trasparenza
Una parte rilevante del confronto ha riguardato il consenso informato preventivo per attività scolastiche su temi sensibili, in particolare quelli riferiti alla sfera della sessualità e dell’affettività.
I relatori hanno descritto una disciplina che richiederebbe alle scuole di fornire alle famiglie informazioni preventive su finalità, contenuti, argomenti, modalità di svolgimento ed eventuale presenza di esperti o associazioni esterne. Per alcune attività, è stato inoltre richiamato il tema di proposte formative alternative quando il consenso non venga espresso.
Poiché norme, circolari e procedure possono cambiare, famiglie e scuole dovrebbero sempre consultare i testi ufficiali pubblicati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e gli atti deliberati dall’istituto scolastico.
Quali informazioni dovrebbero ricevere i genitori
Al di là dello specifico quadro normativo, una comunicazione di qualità dovrebbe chiarire almeno:
titolo e obiettivi del progetto;
classi coinvolte e calendario delle attività;
contenuti trattati e materiali utilizzati;
nomi, qualifiche e ruolo di eventuali esperti esterni;
modalità di partecipazione e gestione delle assenze;
eventuali attività alternative previste;
referente scolastico per domande e chiarimenti.
La trasparenza non è un ostacolo alla scuola. Al contrario, può prevenire incomprensioni e rafforzare il patto di corresponsabilità educativa tra istituto e famiglie.
Il riferimento costituzionale
Il dibattito sul ruolo educativo dei genitori richiama gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione italiana, che riconoscono i diritti della famiglia e il dovere e diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli.
È stato inoltre citato l’articolo 2 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dedicato al diritto all’istruzione e al rispetto delle convinzioni religiose e filosofiche dei genitori nell’ambito dell’educazione e dell’insegnamento.
Questi principi non eliminano la funzione educativa della scuola. Richiedono piuttosto un equilibrio tra autonomia scolastica, professionalità docente, diritto all’istruzione e partecipazione informata delle famiglie.
Come costruire un progetto scuola-famiglia che funzioni
Un buon progetto non nasce quando tutto è già deciso. Nasce prima, attraverso una progettazione condivisa e verificabile. Ecco un modello pratico applicabile a cineforum, percorsi di lettura, laboratori artistici o incontri con esperti.
1. Partire da un bisogno osservabile
La scuola può individuare un’esigenza concreta: conflitti nel gruppo classe, episodi di bullismo, difficoltà relazionali, isolamento, fragilità emotive o necessità di rafforzare l’inclusione. Il bisogno deve essere descritto senza etichettare gli studenti.
2. Definire risultati realistici
Obiettivi come “eliminare il bullismo” sono troppo generici. È più utile mirare a risultati osservabili, per esempio migliorare il lessico delle emozioni, favorire il dialogo tra pari, far conoscere i canali di aiuto o produrre una carta di classe contro le prevaricazioni.
3. Coinvolgere le famiglie prima dell’avvio
Una comunicazione preventiva dovrebbe essere breve ma completa. Quando possibile, un incontro di presentazione con docenti e referenti del progetto permette di chiarire dubbi, raccogliere osservazioni e rafforzare la collaborazione.
4. Usare linguaggi adatti agli studenti
Film, poesia, danza, immagini e testimonianze possono facilitare la partecipazione, ma non devono sostituire il confronto critico. Le attività migliori alternano esperienza, parola, ascolto e produzione personale.
5. Raccogliere una restituzione
Alla fine del percorso, è utile documentare ciò che ha funzionato e ciò che va migliorato. Una restituzione può includere elaborati della classe, questionari anonimi, osservazioni dei docenti e un momento di condivisione con le famiglie.
Errori da evitare nei progetti educativi:
- Affidarsi solo a un incontro isolato: un singolo evento può essere stimolante, ma difficilmente produce un cambiamento duraturo senza un lavoro prima e dopo.
- Non dichiarare contenuti e metodo: la mancanza di chiarezza crea diffidenza e ostacola la collaborazione.
- Usare esperti senza verificare competenze: su temi delicati servono preparazione, linguaggio adeguato e capacità di relazione con l’età coinvolta.
- Parlare dei giovani senza ascoltarli: le attività devono lasciare spazio a domande, vissuti e proposte degli studenti.
- Ridurre l’inclusione a una celebrazione formale: occorrono pratiche quotidiane di rispetto, non soltanto giornate simboliche.
- Semplificare eccessivamente i testi culturali: un autore come Dante può essere reso accessibile senza perdere profondità e precisione.
Un’educazione che unisce cultura, prevenzione e relazione
Le proposte basate su cinema, letteratura e arti performative mostrano una direzione precisa: affrontare il disagio non soltanto quando diventa emergenza, ma costruendo contesti in cui ogni studente possa sentirsi riconosciuto, ascoltato e coinvolto.
Il valore di un progetto educativo dipende dalla sua capacità di creare alleanze. Quando scuola, famiglie e territorio condividono obiettivi, metodi e responsabilità, anche un film, un canto di Dante o un muro di cartone possono diventare strumenti concreti di dialogo e crescita.
Domande frequenti sui progetti educativi nelle scuole
Che cos’è un progetto educativo scolastico?
È un percorso organizzato dalla scuola, spesso con soggetti esterni, per sviluppare competenze relazionali, culturali, civiche o personali attraverso attività strutturate.
Un cineforum può essere utile contro bullismo e isolamento?
Sì, se la visione è accompagnata da domande, confronto guidato, attività di classe e strumenti per tradurre i temi narrativi in riflessioni concrete sulle relazioni.
Come possono partecipare le famiglie ai progetti scolastici?
Possono chiedere informazioni su obiettivi, contenuti e referenti, partecipare agli incontri di presentazione e offrire osservazioni costruttive durante la progettazione e la valutazione finale.
Perché proporre Dante attraverso arte e teatro?
Musica, danza, pittura e declamazione possono rendere più accessibile il testo poetico, purché non sostituiscano lettura, analisi e contestualizzazione dell’opera.
Ufficio Stampa – Non Si Tocca La Famiglia
Roma, 14/09/2026
Taggato convegno, Regione Lazio, Senato
