#NonSiToccaLaVita nessuno è di troppo
Ci sono battaglie che non riguardano solo una parte politica, ma il fondamento stesso della nostra civiltà.
Ufficio Stampa - Ass. non si tocca la famiglia
#NonSiToccaLaVita
Ci sono battaglie che non riguardano solo una parte politica, ma il fondamento stesso della nostra civiltà.
Tra queste c’è la difesa della vita umana, soprattutto quando è fragile, malata, anziana o segnata dalla sofferenza.
Oggi si parla sempre più spesso di eutanasia come se fosse una soluzione di civiltà, un gesto di libertà o una risposta “compassionevole” al dolore.
Ma la realtà è ben diversa: quando si apre la porta alla morte volontaria legalizzata, il rischio è che quella porta si allarghi sempre di più, fino a includere persone che non hanno più voce, che si sentono sole, inutili o di troppo. È già accaduto in altri Paesi, dove norme nate come eccezioni per casi estremi hanno progressivamente ampliato i propri confini.
La vita non è un bene che lo Stato possa valutare, concedere o revocare.
Non è un oggetto disponibile, non è una scelta amministrativa, non è un problema da eliminare.
La vita è un bene indisponibile, e proprio per questo va protetta sempre, senza eccezioni.
Per questo diciamo con forza: #NonSiToccaLaVita.
Perché la vera risposta alla sofferenza non è la soppressione della persona, ma l’accompagnamento, la cura, la vicinanza, il sostegno alle famiglie, le cure palliative, la presenza umana e concreta accanto a chi soffre.
Difendere la vita significa difendere anche chi non è forte, chi non è autonomo, chi ha bisogno di aiuto. Significa affermare che nessuno è di troppo.
Significa scegliere la solidarietà invece della resa, la cura invece dell’eliminazione, la dignità invece dell’abbandono.