Novembre 2024:
la nostra lettera al
ministro Valditara
Qualche spunto di riflessione sulla questione nodale che afferisce alla libertà di scelta educativa delle famiglie
di Giusy D'Amico, presidente Associazione Non Si Tocca la Famiglia
LETTERA AL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE GIUSEPPE VALDITARA
Inviata a Novembre 2024
Gentilissimo Ministro,
desideriamo offrire qualche spunto di riflessione sulla questione nodale che afferisce alla libertà di scelta educativa delle famiglie, rispetto alla possibilità di esonerare i propri figli da progetti educativi su temi eticamente sensibili non condivisi da tutti i genitori a scuola.
Abbiamo contribuito fattivamente negli anni 2015 , 2016 fino al raggiungimento nel 2018 della Nota Miur sul consenso informato preventivo che largamente promossa dalle nostre associazioni di riferimento, ha dato supporto alle famiglie nell’interazione con le istituzioni scolastiche proprio sul diritto dei genitori ad esercitare il loro primato educativo.
Tuttavia Il grande problema affrontato nell’arco di questi anni è stato quello di imbattersi spesso in una sorta di resistenza da parte delle istituzioni scolastiche nel concedere alle famiglie quanto la nota stessa dichiarava e autorizzava, rispetto all’esonero da percorsi dubbi di educazione affettiva sessuale di genere, che nelle scuole passavano giustamente come tematiche centrali e urgenti perché collegate alla prevenzione alla violenza e alle discriminazioni, ma veicolando spesso visioni ideologiche di vario segno tra le più invasive quelle sull’ideologia gender.
Un’altra forma di resistenza abbastanza reiterata è stata quella da parte delle istituzioni scolastiche nel non concedere l’esonero da quei progetti perché ritenuti ormai approvati nel Piano Triennale dell’offerta formativa anche dalla componente genitori presente nei consigli di istituto, purtroppo non tutti i genitori con vite frenetiche e anche complesse rispetto a tante situazioni familiari oramai molto confuse e difficili, hanno il tempo di visitare con accuratezza i siti delle scuole e leggere con altrettanta puntualità schede tecniche collegate ai progetti di riferimento, dove spessissimo vengono omessi i dettagli importanti sul chi svolgerà il progetto , come lo svolgerà, con quali sussidi didattici, utilizzando quali terminologie con quali esperti di riferimento e soprattutto dando per scontato che la firma apposta dai genitori sul Patto di corresponsabilità educativo, sia una sorta di firma su un assegno in bianco rispetto a tutto ciò che viene approvato successivamente dagli organi collegiali .
Purtroppo questo aspetto ha creato nei genitori lo stigma di omofobi se contrari a progetti ispirati all’ideologia gender o definiti medievali e retrogradi se nella posizione di critica rispetto posizioni discutibili di una educazione sessuale più ridotta a ” istruzioni per l’uso “che disposta ad aprire spazi di confronto e di approfondimento su parole chiave come amore , responsabilità , progetto ….rispetto, pertanto noi riteniamo sia indispensabile una definizione obbligatoria all’interno delle istituzioni scolastiche sul reale rispetto della volontà o meno dei genitori ad accettare forme di indottrinamento, non di rado anche politiche, su tematiche afferenti ambiti tanto delicati .
È indispensabile ricevere il consenso delle famiglie, in assenza del quale deve essere prevista la possibilità di esonerare i figli da tali percorsi educativi e inserirli in spazi dove offrire attività alternative, nel pieno riconoscimento del diritto allo studio, nel pieno rispetto dell’articolo 30 della Costituzione che impone ai genitori di educare e di istruire i propri figli .
Il primato educativo della famiglia già era stato riconosciuto nell’articolo 26 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che cita proprio i genitori nel riconoscimento al diritto di priorità della scelta del genere di istruzione da impartire i propri figli, crediamo che questa linea sia la linea vincente rispetto al riconoscimento di quel valore che ancora oggi la scuola deve all’esercizio della famiglia quale prima agenzia educativa, solo così sarà rivalutato il patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia, consapevole e attento al ruolo dei genitori in una società sempre più confusa e fluida.
Confidiamo nella sua cortese attenzione e fattiva collaborazione con tutte le associazioni che rappresentiamo all’interno della grande rete creata per una sinergia continua sui grandi temi al cuore dell’umano.
in Fede
Giusy D’Amico
Presidente della Associazione Non Si Tocca La Famiglia
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Pubblichiamo questa lettera che abbiamo inviato nel mese di Novembre 2024 al Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Valditara dopo aver lanciato pure una petizione nazionale per ottenere ufficializzazione del Consenso Informato preventivo, e dopo aver avuto alcune interlocuzioni dirette con il Ministro a sostegno della famiglia.
In questa memoria di quanto esposto in presenza , vi è quanto di basilare, per comprendere quanto è stato decisivo fare pressione su base di diritto e di buon senso oltre che facendo leva sulla costituzione e sui Trattati internazionali, per tenere alto il ruolo e la tutela del valore altissimo della famiglia e del suo mandato educativo.
Se oggi c’è una proposta di legge in discussione alla Camera e presto al Senato, è proprio per il grande lavoro di contaminazione politica che ha fatto si che alcuni decisori, si assumessero oggi, finalmente la responsabilità di porla al centro del dibattito.
Stiano seguendo tutto l’iter passo passo dopo essere stati già auditi in Commissione cultura alla Camera.
Seguiteci vi terremo aggiornati!