Mentre il Papa richiama la dignità degli anziani e la tenerezza verso chi è fragile, la politica italiana continua a scivolare verso una cultura della morte mascherata da progresso.

Leone XIV difende i fragili, le Regioni li consegnano al suicidio assistito

di Ufficio Stampa - Associazione Non Si Tocca la Famiglia

Le parole di papa Leone XIV per la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani sono una denuncia chiara contro la cultura dello scarto.
«Io invece non ti dimenticherò mai», ricorda il Pontefice citando Isaia, e in questa promessa c’è tutto il contrario della mentalità che oggi avanza nelle istituzioni italiane: una mentalità che considera la fragilità un problema da eliminare invece che una realtà da custodire.

Il Papa parla di anziani spesso soli, dimenticati, ridotti a numeri, a letti d’ospedale, a patologie. Ricorda che nessuno è un peso, che nessuna vita può essere cancellata dall’indifferenza, che la vecchiaia non toglie dignità ma ne rivela anzi il valore più profondo. È un messaggio fortissimo, che mette a nudo l’ipocrisia di chi proclama i diritti e poi, nei fatti, prepara leggi che rendono più semplice la morte che la cura.

E infatti, mentre Leone XIV invita a visitare i nonni, a stringere gli anziani, a restituire presenza e affetto a chi è solo, in Italia le Regioni accelerano sul suicidio medicalmente assistito. L’Emilia-Romagna, dopo altri precedenti regionali, ha imboccato con decisione una strada che non possiamo definire in altro modo se non gravissima: trasformare il fine vita in una procedura da regolare, come se l’abbandono della persona fragile potesse essere nobilitato con il linguaggio burocratico della compassione.

La politica regionale costruisce così una cornice normativa che normalizza la morte anticipata come risposta alla sofferenza, alla malattia, alla dipendenza. Non è progresso. Non è civiltà. È arretramento umano e morale.

Per Giusy D’Amico, presidente di Non Si Tocca la Famiglia, questa deriva è inaccettabile. Ogni legge che apre al suicidio assistito manda un messaggio tremendo: che la vita fragile vale meno, che la sofferenza può essere “risolta” con l’eliminazione del sofferente, che l’assistenza può essere sostituita dalla scorciatoia della morte. È una visione che distrugge il legame tra generazioni, indebolisce la famiglia e colpisce soprattutto gli anziani, i disabili, i malati cronici, cioè proprio coloro che avrebbero bisogno di più protezione, non di meno.

Leone XIV parla con chiarezza: la fragilità non va temuta, va accolta; la vecchiaia non va nascosta, va onorata; il dolore non va cancellato con una firma, ma accompagnato con amore, cure e presenza. È questa la linea di demarcazione tra una società umana e una società che si arrende alla logica dello scarto.

Non Si Tocca la Famiglia lo afferma oggi più che mai senza ambiguità: non si difende la libertà introducendo il suicidio assistito, ma rafforzando cure, sostegno, relazioni, assistenza domiciliare, hospice, vicinanza familiare e comunitaria. Tutto il resto è solo un modo elegante per abituare il Paese a considerare normale ciò che normale non è: l’idea che una vita fragile possa essere spinta fuori scena perché ritenuta troppo costosa, troppo scomoda, troppo debole.

Le parole di Leone XIV sono dunque un monito severo per la politica italiana: se Dio non dimentica nessuno, allora nemmeno lo Stato e le Regioni possono permettersi di abbandonare i fragili alla disperazione o di offrire loro la morte come soluzione. La vera pietà non uccide. La vera giustizia non elimina. La vera civiltà accompagna fino alla fine naturale, senza tradire la dignità della persona.

«Le parole del Papa smascherano una menzogna ormai diffusa: non esiste compassione nel trasformare la morte in una risposta sociale alla sofferenza», ha dichiarato Giusy D’Amico, presidente dell’Associazione Non Si Tocca la Famiglia, che ha proseguito sottolineando come «Le Regioni che legiferano sul suicidio medicalmente assistito non stanno ampliando diritti, ma stanno normalizzando una cultura dell’abbandono che colpirà anziani, malati e fragili» mentre «La famiglia, la cura e la solidarietà devono tornare al centro. Ogni altra strada è una resa alla logica dello scarto».

«La persona fragile non va accompagnata verso la fine, ma sostenuta nella vita. Ed è proprio questa verità che oggi va difesa con più forza, perché la battaglia sul fine vita non è un tecnicismo giuridico: è una battaglia sulla civiltà che vogliamo essere».


Continua nel frattempo la raccolta firme per fermare qualsiasi legge contro la vita: >>>> https://www.nonsitoccalafamiglia.org/petizioni/stop-eutanasia/ <<<<

 
 

Roma, 25 Luglio 2026
Ufficio Stampa – Associazione Non Si Tocca la Famiglia