La nuova legge sul consenso informato preventivo riafferma – contro le derive ideologiche degli ultimi anni - il primato educativo dei genitori e la necessità di una alleanza tra scuola e famiglia
LEGGE VALDITARA SUL CONSENSO INFORMATO PREVENTIVO:
DIVIETO O TUTELA?
di Lucia Comelli - Ufficio Stampa Associazione non si tocca la famiglia
Il 5 giugno Senato ha approvato a larga maggioranza – dopo la Camera – il disegno di legge promosso dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in materia di consenso informato nelle scuole.
Con la nuova norma, le scuole dovranno chiedere il consenso informato scritto e preventivo dei genitori per la partecipazione degli studenti a iniziative didattiche o extracurriculari legate all’educazione sessuale e all’affettività, o degli studenti stessi se maggiorenni. A questo scopo, gli istituti almeno sette giorni prima dello svolgimento delle attività dovranno mettere a disposizione il materiale che intendono utilizzare per essere visionato dalle famiglie (1) , senza tale adesione gli allievi non potranno prendervi parte.
La legge stabilisce inoltre che, durante le attività extracurriculari rivolte a minorenni, sia sempre garantita la presenza di un insegnante. Il coinvolgimento di esperti esterni è subordinato alla deliberazione del collegio dei docenti e all’approvazione del consiglio d’istituto. Il collegio docenti deve definire i criteri per
valutare titoli, esperienza professionale, scientifica o accademica dei soggetti esterni, tenendo conto della coerenza con gli obiettivi educativi e dell’adeguatezza rispetto all’età e alla maturazione degli studenti.
Infine, la nuova legge vieta di svolgere qualsiasi attività o progetto che riguardino la sfera della sessualità nelle scuole dell’infanzia e alla primaria.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara ha definito la nuova legge una “riforma storica” che – applicando il principio costituzionale [Art.30] che ‘attribuisce ai genitori il diritto-dovere di educare i figli’, tutela bambini dalla confusione della propaganda gender e ridà voce ai genitori sulle tematiche dell’identità di genere per i figli adolescenti ancora minorenni.
Ognuna di queste disposizioni di legge, ha scritto giustamente l’amica Giusy D’amico (2), non arriva per caso, ma giunge dopo anni tredici anni di lavoro, sacrifici, incontri, petizioni, mobilitazione, da parte di associazioni e famiglie convinte che la libertà educativa meriti di essere difesa.
Ogni comma della legge è frutto di tante sperimentazioni didattiche spericolate – ispirate in particolare all’ideologia della fluidità di genere – di cui, come Associazione Non si tocca la Famiglia, siamo venuti a conoscenza ad opera di genitori, spesso a loro volta insegnanti, preoccupati per la loro ricaduta sull’equilibrio psicologico dei figli e/o allievi.
Bambini a cui attivisti arcobaleno: “per combattere gli stereotipi di genere” una volta entrati nelle classi hanno insinuato dubbi sulla loro identità sessuale, perché – hanno detto loro – si può anche nascere in un corpo sbagliato. Consigli di classe e collegi docenti hanno approvato negli ultimi anni attività designate con nomi generici – che chiamavano in causa principi sacrosanti come l’educazione al rispetto e l’accettazione delle diversità – senza che i genitori (e spesso neppure i colleghi degli insegnanti proponenti) conoscessero le credenziali degli esperti esterni e le modalità concrete di tali iniziative.
La pervasiva presenza dell’approccio ‘affermativo’ sui social e nelle scuole ha portato negli ultimi anni in molti istituti alla creazione, del tutto arbitraria perché priva di fondamenti giuridici adeguati, di un protocollo scolastico ad uso interno – la cosiddetta Carriera Alias – che dà inizio alla transizione sociale anche di studenti minorenni. Si approva la richiesta senza sia accompagnata dal certificato di uno specialista che attesti la presenza della disforia di genere (pur essendo spesso le incertezze sulla propria identità sessuale semplicemente il sintomo di problemi psichici più complessi, come disturbi dello spettro autistico) e persino senza l’approvazione preventiva dei genitori (3) .
La Carriera Alias muta il nome anagrafico di uno studente, quello dato alla nascita in accordo con il sesso biologico, imponendo arbitrariamente a compagni e docenti l’uso di un nome conforme all’identità ‘percepita’ dall’allievo. Questo senza tener conto del fatto che dubbi e incertezza sulla propria identità – fisiologici nell’età prepubere – si risolvono nella stragrande maggioranza dei casi con un riallineamento della mente alla biologia.
I minori che iniziano il percorso di transizione, nella stragrande maggioranza dei casi, invece, lo proseguono con terapie ormonali che hanno effetti collaterali pesanti e operazioni chirurgiche dagli esiti incerti. È stata proprio la denuncia disperata dei ‘detransitioner’ (4) che in Inghilterra ha portato prima alla chiusura della clinica Tavistock specializzata nei ‘cambiamenti di sesso’ dei minori, poi alla monumentale Cass Review, un’inchiesta scientifica commissionata dal servizio sanitario inglese che si è conclusa con il Final Report, pubblicato il 10 aprile 2024: il documento denuncia il carattere ideologico del principio della fluidità di genere e il fallimento delle terapie di transizione, che avevano trattato centinaia di minori transgender, o supposti tali, come palloni da calcio.
La nuova legge sul consenso preventivo, pur tanto attesa, non determina quindi l’allentarsi della vigilanza da parte di famiglie e di associazioni come la nostra: bisogna vegliare affinché la legge venga effettivamente applicata, anche laddove le istituzioni – come la Giunta comunale a Roma – hanno imposto persino al personale degli asili nido corsi di formazione ispirati all’ideologia gender (nel nome di una sessualizzazione precoce e distorta dell’essere umano). È necessario continuare ad impegnarsi anche per offrire corretta informazione, sostegno e valide proposte formative a tutte le famiglie, anche quelle più disagiate, perché possano assumersi piena responsabilità del proprio diritto – dovere di educare i figli – che la nostra Costituzione e altre Dichiarazioni internazionali riconoscono tra i diritti inviolabili, in quanto espressione della natura umana e della sua dignità.
Come Papa Leone XIV ha ricordato davanti al Parlamento spagnolo pochi giorni fa:
Tale dignità precede ogni concessione dello Stato […]
La fede cristiana la proclama a partire dalla Rivelazione; la ragione umana può riconoscerla come esigenza inscritta nella verità dell’uomo […]
In questo contesto riveste particolare importanza la famiglia, prima realtà umana e fondamento naturale della comunità.
Nell’ambito familiare si intrecciano le generazioni e si trasmette una memoria viva che dà continuità interiore alla società […]
La famiglia sarà sempre la prima scuola di umanità dove si impara, prima che in qualsiasi altro luogo, la grammatica elementare della convivenza: accogliere la vita, prendersi cura dell’altro, perdonare, servire e appartenere.
Anche le istituzioni educative rivestono un ruolo decisivo in questo compito.
In esse, le nuove generazioni possono imparare a cercare e ad amare la verità, a interrogarsi sul senso della vita e sulla dignità di ogni persona. Perciò molti genitori […] ripongono in esse grandi speranze, come preziose alleate nella loro educazione.
Questa collaborazione deve sempre rispettare il «diritto primario e inalienabile» dei genitori di «scegliere il tipo di istruzione e di formazione da impartire ai figli, coerentemente alle proprie convinzioni morali, culturali e religiose» (cfr. Magnifica humanitas, 143; Patto internazionale sui diritti
civili e politici, art. 18.4) (5)
Roma, 4 giugno 2026
Lucia Comelli – Ufficio Stampa Non Si Tocca La Famiglia
(1) Non si tratta di un semplice assenso formale, ma di una scelta basata sulla conoscenza preventiva dei contenuti, degli obiettivi e dei materiali utilizzati. In assenza di adesione, gli studenti vengono esentati dalla partecipazione a quelle specifiche attività. L’educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola.
(2) Presidente dell’Associazione Non si tocca la Famiglia
(3) Cfr. www.generazioned.org – Sito di testimonianze e articoli di ‘controinformazione’ curato da genitori di ragazzi che si sono scoperti da un giorno all’altro transgender.
(4) Giovani che vorrebbero tornare indietro, avendo intrapreso queste trafile devastanti da bambini, senza comprenderne le implicazioni e assentirvi consapevolmente.
(5)Cfr.www.sabinopaciolla.com/papa-leone-xiv-esorta-il-parlamento-spagnolo-di-sinistra-a-rispettare-la-vita-dal-concepimento-alla-morte-naturale, 9.06.2026