COMUNICATO STAMPA
In occasione della conferenza sulla famiglia promossa in Regione Lazio dall’Assessore Simona Baldassarre, prima firmataria della proposta di legge regionale dedicata alla famiglia, è intervenuta Giusy D’Amico, presidente dell’associazione Non Si Tocca La Famiglia, anche in rappresentanza della rete “Ditelo sui tetti”, coordinata da Domenico Menorello.
“Ho ritenuto doveroso esserci”, ha dichiarato Giusy D’Amico, spiegando di aver preso parte all’incontro nonostante una situazione personale estremamente delicata, con la madre ricoverata in pronto soccorso in condizioni gravissime.
“Non potevo non partecipare, perché oggi il tema famiglia è anch’esso una questione di vita e di morte: quella di un bene che rende stabile e coesa la società e che oggi appare ferito da molti mali, tra cui il più grave è l’indifferenza.”
Nel suo intervento, la presidente ha richiamato i suoi tredici anni di esperienza nell’associazionismo familiare, vissuti integralmente nel volontariato, accanto a famiglie, genitori, educatori, docenti, professionisti e cittadini che in questi anni hanno condiviso battaglie per la libertà educativa e per la tutela della famiglia.
“Vivo da tredici anni l’esperienza appassionante dell’associazionismo, insieme a tante famiglie e a tante persone che hanno avuto a cuore la nostra azione di tutela della famiglia.”
Giusy D’Amico ha quindi scelto di richiamare fatti concreti, evitando retorica, per descrivere ciò che oggi scoraggia profondamente i giovani dal costruire una famiglia e dall’aprirsi alla genitorialità.
“Se un giovane vive in una famiglia dove si fatica ad arrivare alla seconda settimana del mese, dove non si riesce a sostenere un affitto o, per i più audaci, un mutuo, penserà inevitabilmente che sposarsi o avere figli sia un rischio troppo grande.”
Un passaggio centrale ha riguardato il rapporto tra maternità e lavoro.
“Se una giovane donna vede che una madre ha dovuto rinunciare al lavoro, allo stipendio e alla carriera per crescere i figli, ci penserà molte volte prima di intraprendere lo stesso cammino.” Sul punto, ha precisato:
“Non penso semplicemente ad aumentare servizi sostitutivi, ma a promuovere contratti di lavoro realmente a misura di mamma, capaci di riconoscere il valore sociale del generare e del crescere figli.”
Secondo la presidente di Non Si Tocca La Famiglia, la questione non è soltanto economica, ma profondamente culturale.
“Questa legge ha il merito di voler riportare al centro dell’agenda politica una responsabilità che, prima ancora di erogare fondi o sussidi, deve saper restituire speranza. Perché la legge fa cultura, e oggi ciò che manca a molti giovani è proprio il coraggio di credere in progetti duraturi, nell’amore per sempre, nella possibilità concreta di costruire una famiglia.”
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dei caregiver familiari, spesso lasciati soli nella gestione della fragilità, della malattia e della disabilità.
“Ci sono famiglie che custodiscono con amore la dignità della vita, dall’inizio alla sua fine naturale, ma troppo spesso vengono lasciate sole. I ristori del Servizio Sanitario Nazionale sono insufficienti, le ore di assistenza domiciliare spesso troppo poche, gli incentivi per le disabilità gravissime bloccati da liste d’attesa interminabili.”
Da qui il monito culturale: “Se il messaggio che passa è che prendersi cura significa solo sfinimento e abbandono, il rischio è che qualcuno finisca per considerare accettabili soluzioni apparentemente semplici alla sofferenza.”
Nel suo intervento è emersa anche una riflessione critica sul modello culturale dominante.
“La famiglia non è al centro del pensiero consumista, perché la famiglia risparmia, si sacrifica per i figli, tiene insieme relazioni, costruisce stabilità.”
Richiamando anche la tradizione classica, ha ricordato la definizione ciceroniana della famiglia come “principium urbis”, fondamento stesso della comunità civile.
Pur esprimendo apprezzamento per l’iniziativa politica, Giusy D’Amico ha chiarito che il giudizio definitivo dipenderà dalla concreta attuazione della legge.
“Apprezziamo il coraggio di riportare finalmente la famiglia dentro l’agenda politica. Ma ora servono atti concreti. Come associazione avanzeremo ulteriori proposte migliorative nei prossimi giorni.”
Infine, un riferimento al clima politico che ha accompagnato il provvedimento:
“Dispiace che questa proposta sia stata fortemente osteggiata dall’opposizione in Regione Lazio. Ci auguriamo che venga approvata rapidamente e possa diventare un modello virtuoso capace di ispirare anche altre Regioni.”
“La famiglia non è un tema marginale: è il fondamento vivo della società.”
Roma, 21 maggio 2026
Sede della Regione Lazio
Ufficio Stampa – Associazione Non Si Tocca La Famiglia