Nasce da questa convinzione «Educare alla libertà, alla bellezza e all’affettività», l’iniziativa con cui l’Associazione Non Si Tocca La Famiglia presenta e promuove, per l’anno scolastico 2026/2027, i propri itinerari educativi rivolti alle scuole e pensati per fasce d’età differenti.
Cinema, lettura, letteratura, teatro, musica, danza e arti visive diventano strumenti attraverso i quali accompagnare gli studenti a incontrare il bello, comprendere il significato delle relazioni, interrogarsi sulla libertà e sulla responsabilità delle proprie scelte, riscoprendo il coraggio di amare e di guardare l’altro senza lasciarsi arrestare dalla paura o dal pregiudizio.
Proposte diverse per linguaggio e destinatari, dunque, ma unite da una medesima prospettiva educativa: offrire ai più giovani esperienze capaci di coinvolgerli non soltanto sul piano delle conoscenze, ma anche in quella dimensione personale e relazionale nella quale si formano lo sguardo su se stessi, il rapporto con gli altri e il modo di affrontare la vita.
«Oltre il muro» — Il cinema che educa all’amore
Tra le iniziative destinate principalmente alla scuola secondaria di primo grado, e proponibili anche a studenti più grandi, trova spazio il cineforum «Oltre il muro», nato dall’incontro con il cinema del regista Pupi Avati e, in particolare, con Il fulgore di Dony.
Il film offre il punto di partenza per un itinerario che conduce i ragazzi a confrontarsi con alcune questioni decisive dell’esistenza: la possibilità di un amore che non arretra davanti alla difficoltà, il significato di un «sì» assunto fino in fondo, la libertà di scegliere il bene e la capacità di non considerare insuperabile ciò che, a prima vista, appare come un limite.
Al centro della vicenda ci sono Dony e Marco. Dopo un grave incidente, Marco rimane segnato da importanti conseguenze fisiche e neurologiche; Dony, che lo ama, si trova così dinanzi a una realtà profondamente diversa da quella che aveva immaginato e sceglie di non abbandonarlo. È proprio questa decisione a permettere al film di interrogare lo spettatore sul significato dell’amore quando la fragilità dell’altro mette alla prova aspettative, paure e convenzioni.
Il «muro» evocato dal titolo assume allora un significato che supera la vicenda cinematografica: è il muro della paura, dell’indifferenza, dell’isolamento e del pregiudizio, ma anche quello che può sorgere quando la diversità viene percepita anzitutto come distanza. Il cineforum intende aprire proprio su questi temi uno spazio di confronto nel quale i ragazzi possano interrogarsi sul modo in cui guardano l’altro e, nello stesso tempo, comprendere meglio se stessi.
L’esperienza maturata dall’associazione nelle scuole ha mostrato quanto il cinema possa diventare uno strumento educativo quando la visione non rimane un momento isolato, ma viene accompagnata dal dialogo, dalla riflessione e dall’incontro con testimonianze concrete. Il progetto «Oltre il muro» ha coinvolto studenti in diverse realtà scolastiche, facendo emergere domande e riflessioni che hanno trovato spazio anche oltre il momento della proiezione.
Un ruolo particolarmente significativo è affidato ai testimonial, che incontrano gli studenti e condividono esperienze nelle quali la difficoltà non viene negata, ma attraversata. Le loro storie permettono di mostrare concretamente che anche una condizione percepita come un limite può aprire alla possibilità di ricominciare, di ritrovare fiducia in se stessi, di scegliere il coraggio e di riconoscere nell’amore una forza capace di orientare decisioni che, in altre circostanze, sarebbero sembrate impossibili.
È questa, in fondo, una delle intuizioni educative che sorreggono «Oltre il muro»: l’amore autentico non cancella la fragilità, ma può trasformare il modo in cui la si attraversa, rendendo possibile uno sguardo nel quale speranza e determinazione impediscono al limite di avere l’ultima parola.
Dante Alighieri — Alla ricerca del vero, del bene e della bellezza
Per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, la proposta dei cineforum si arricchisce di un itinerario dedicato alla figura e all’opera di Dante Alighieri, nel quale il linguaggio cinematografico diventa la porta d’ingresso a un incontro con la storia, la letteratura, la poesia e, soprattutto, con la profondità umana delle domande dantesche.
L’obiettivo non è soltanto tornare su un autore centrale della tradizione letteraria italiana, ma offrire agli studenti l’occasione di riscoprire Dante come uomo che ha interrogato l’amore, il desiderio, la libertà e il destino della persona. La letteratura viene così sottratta al rischio di apparire come un patrimonio distante, da conoscere esclusivamente sul piano scolastico, per tornare a essere il luogo nel quale prendono forma interrogativi che continuano ad attraversare l’esperienza umana.
La figura di Francesca, la riflessione sull’amore e la tensione verso ciò che è vero, buono e bello costituiscono alcuni dei fili conduttori dell’itinerario. Attraverso di essi, gli studenti sono invitati a confrontarsi con la complessità dell’esperienza affettiva, con le conseguenze delle scelte e con quella ricerca di senso che attraversa l’intero cammino dantesco.
In questa prospettiva, l’incontro con Dante diventa anche una possibilità per tornare a interrogarsi sul significato della libertà. Non una libertà intesa come semplice assenza di limiti, ma come esperienza che si misura con il desiderio, con il bene e con la responsabilità personale.
La ricerca della verità e della bellezza attraverso l’amore offre così una chiave per avvicinare una delle più grandi eredità culturali della nostra storia facendo emergere la sua capacità di parlare ancora agli studenti e alle domande del loro presente.
«Famiglie (stra)ordinarie» — La lettura e la scoperta dell’altro
Alle età più piccole è dedicato il progetto di lettura «Famiglie (stra)ordinarie», rivolto alla scuola dell’infanzia e alle classi prime e seconde della scuola primaria.
Al centro della proposta si trova una raccolta nata dai disegni e dalla creatività dei bambini, attraverso i quali prendono vita brevi storie legate all’amore, all’affetto, all’amicizia e alla famiglia. Il linguaggio immediato dell’infanzia diventa, in questo modo, il punto di partenza per avvicinare temi fondamentali dell’esperienza relazionale senza sovrapporre alla sensibilità dei più piccoli categorie estranee al loro modo di conoscere il mondo.
Le immagini e i racconti consentono di lavorare sul rispetto, sulla collaborazione, sull’accoglienza, sul bene e sull’inclusione attraverso ciò che i bambini sperimentano quotidianamente: gli affetti, le amicizie, la vicinanza agli altri e il desiderio di condividere.
L’educazione alla relazione può infatti cominciare proprio dalla capacità di riconoscere che la presenza dell’altro non rappresenta un ostacolo, ma una ricchezza. Aiutare i bambini a comprenderlo fin dai primi anni significa accompagnarli nella costruzione di rapporti nei quali rispetto e accoglienza non rimangano concetti astratti, ma prendano forma nell’esperienza concreta dello stare insieme.
Il Dantedì — Quando la Divina Commedia incontra musica, arte, teatro e danza
Il rapporto con Dante torna, con modalità profondamente diverse, nella proposta elaborata in occasione del Dantedì, pensata per avvicinare gli studenti alla Divina Commedia attraverso l’incontro tra parola poetica e linguaggi artistici contemporanei.
L’iniziativa prevede la declamazione di canti dell’Inferno, accompagnata da musica, teatro, danza e arte visiva, così da trasformare l’ascolto dei versi in un’esperienza nella quale diversi linguaggi possano dialogare fra loro.
La presenza di un giovane artista di teatro e cantante si intreccerà con la collaborazione di una scuola di danza della città di Nettuno, mentre un artista realizzerà, durante l’esecuzione dei canti, una tela in divenire: un’opera destinata a crescere e trasformarsi insieme alla parola, al movimento e alla musica.
La danza accompagnerà la declamazione, mentre l’arte visiva proverà a restituire attraverso forme e immagini le suggestioni suscitate dalla narrazione. Non si tratta, dunque, di sovrapporre elementi spettacolari al testo dantesco, ma di costruire una modalità di incontro nella quale la poesia possa essere percepita anche attraverso il corpo, il suono e l’immagine.
L’intento è mostrare ai ragazzi che la letteratura non appartiene a un passato immobile. I versi possono ancora essere pronunciati, ascoltati, interpretati e attraversati da nuovi linguaggi; possono continuare a emozionare e, soprattutto, a suscitare interrogativi. La vitalità di un’opera si misura anche nella sua capacità di entrare in relazione con epoche e sensibilità diverse senza perdere la profondità delle domande che porta con sé.
Educare significa offrire criteri per orientarsi
Pur rivolgendosi a età differenti e utilizzando strumenti diversi, questi itinerari nascono da una convinzione comune: educare non significa soltanto trasmettere ciò che si sa, ma aiutare una persona a costruire i criteri con cui guarderà se stessa, gli altri e la realtà che la circonda.
Per questo il cinema, la lettura, la poesia, il teatro, la musica, la danza e l’arte possono assumere una funzione propriamente educativa. Attraverso una storia, un personaggio, un verso o una testimonianza diventano accessibili domande che difficilmente potrebbero essere ridotte a una lezione teorica: che cosa significa amare una persona? In che modo si esercita la libertà? Come si affronta la paura? Che cosa impedisce al pregiudizio di determinare il nostro sguardo sull’altro? Da dove nasce il coraggio necessario per scegliere ciò che riconosciamo come bene?
Sono interrogativi che cambiano forma con l’età, ma non cessano di accompagnare la crescita. Offrire ai ragazzi luoghi nei quali possano incontrarli significa riconoscere che anche la loro interiorità, i loro desideri e le loro speranze hanno bisogno di essere educati e nutriti.
È in questo senso che Non Si Tocca La Famiglia desidera offrire ai giovani, attraverso gli itinerari educativi per l’anno scolastico 2026/2027, quel «cibo buono» per l’anima, per i sogni e per le speranze evocato all’origine di queste iniziative: non risposte prefabbricate, ma storie, testimonianze e opere capaci di riaccendere il desiderio della verità e della bellezza, di far comprendere il valore della libertà e di aprire alla possibilità dell’amore.
Perché andare oltre un muro non significa fingere che il limite non esista. Significa imparare a non fermare lì il proprio sguardo e scoprire che, anche dall’altra parte di ciò che sembrava invalicabile, può ancora aprirsi una possibilità.
Le scuole, i docenti e le realtà educative interessate agli itinerari proposti per l’anno scolastico 2026/2027 possono approfondire i diversi progetti e le relative modalità di realizzazione attraverso i canali ufficiali dell’Associazione Non Si Tocca La Famiglia.
Roma, 5/09/2026
Ufficio Stampa – Ass. Non Si Tocca La Famiglia