CONSENSO INFORMATO A SCUOLA: «SENZA FAMIGLIE INFORMATE NON C’È VERA ALLEANZA EDUCATIVA»
Comunicato Stampa
Associazione Non Si Tocca la Famiglia
La Legge 104/2026 introduce strumenti di trasparenza e coinvolgimento preventivo delle famiglie.
Non Si Tocca La Famiglia: «La responsabilità educativa dei genitori non può essere considerata un ostacolo alla funzione della scuola»
La raccolta firme avviata per chiedere l’abrogazione della Legge 9 giugno 2026, n. 104, recante disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico, ha riaperto il confronto sul rapporto tra scuola e famiglie. Non Si Tocca La Famiglia ritiene necessario che il dibattito parta anzitutto da ciò che la legge effettivamente prevede, evitando di attribuirle contenuti o conseguenze che non trovano riscontro nel testo normativo.
La Legge 104 stabilisce che le istituzioni scolastiche richiedano il consenso informato preventivo dei genitori – o degli studenti, se maggiorenni – per la partecipazione alle attività individuate dalla norma riguardanti temi attinenti alla sessualità, previa possibilità di visionare il materiale didattico destinato a essere utilizzato. Per le attività extracurricolari e per quelle relative all’ampliamento dell’offerta formativa, la richiesta di consenso deve inoltre rendere preventivamente conoscibili finalità, obiettivi educativi e formativi, contenuti, argomenti, modalità di svolgimento ed eventuale presenza di esperti esterni, enti o associazioni.
La legge disciplina anche il coinvolgimento di soggetti esterni nelle attività scolastiche, prevedendo la deliberazione del collegio dei docenti e l’approvazione del consiglio di istituto e richiedendo che la loro selezione tenga conto, tra l’altro, dell’esperienza professionale, scientifica o accademica, della coerenza con le finalità educative e dell’adeguatezza rispetto all’età e al grado di maturazione degli studenti.
Per Non Si Tocca La Famiglia, consentire alle famiglie di conoscere preventivamente ciò che viene proposto ai figli, i materiali utilizzati, gli obiettivi perseguiti e i soggetti coinvolti non sottrae nulla alla funzione educativa della scuola, ma contribuisce a costruire quel rapporto di fiducia sul quale deve fondarsi un’autentica alleanza educativa.
Anche le conseguenze dell’eventuale mancata adesione sono definite dalla norma: per le attività relative all’ampliamento dell’offerta formativa, la scuola deve garantire attività formative alternative comprese nel Piano triennale dell’offerta formativa. Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, inoltre, restano espressamente ferme le Indicazioni nazionali, mentre la legge esclude ulteriori attività incentrate su temi attinenti alla sessualità. Non si tratta, dunque, di cancellare quanto previsto dall’ordinamento scolastico, ma di stabilire limiti e condizioni per iniziative ulteriori rispetto al quadro nazionale.
Per Non Si Tocca La Famiglia, il punto centrale non è contrapporre scuola e genitori, ma riconoscere responsabilità differenti che devono concorrere al medesimo compito educativo. L’articolo 30 della Costituzione riconosce infatti come dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli. A questa previsione costituzionale si affianca una più ampia cornice internazionale: la Dichiarazione universale dei diritti umani riconosce ai genitori priorità nella scelta del tipo di istruzione da impartire ai figli; il Patto internazionale sui diritti civili e politici tutela la loro libertà nell’educazione religiosa e morale; il Protocollo n. 1 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo richiede allo Stato di rispettarne le convinzioni religiose e filosofiche nell’esercizio delle proprie funzioni in materia di educazione e insegnamento.
Tali disposizioni non determinano di per sé la specifica disciplina tecnica del consenso introdotta dalla Legge 104, ma delineano con chiarezza un principio: la responsabilità educativa dei genitori costituisce una posizione giuridicamente riconosciuta e non un elemento accessorio del rapporto tra famiglia e istituzioni. Su questioni capaci di coinvolgere dimensioni particolarmente delicate della crescita, dell’affettività e della comprensione di sé, informazione preventiva e trasparenza verso le famiglie rappresentano strumenti di responsabilità, non impedimenti all’educazione.
È pienamente legittimo sostenere politicamente la modifica o l’abrogazione di una legge. Altrettanto necessario è, però, che il confronto pubblico si misuri con il suo contenuto effettivo e non trasformi il coinvolgimento dei genitori in una presunta contrapposizione tra famiglia e scuola.
Non Si Tocca La Famiglia ribadisce la propria convinzione che una scuola autorevole e una famiglia responsabilmente coinvolta non siano realtà concorrenti. Una comunità educante autentica nasce dalla loro collaborazione, dalla trasparenza e dal riconoscimento dei rispettivi compiti, avendo come criterio prioritario il bene dei figli.
Ufficio Stampa – Non Si Tocca La Famiglia
Roma, 19 agosto 2026
Bibliografia
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https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7500000
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https://www.ohchr.org/en/human-rights/universal-declaration/translations/english
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https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/06/22/26G00121/SG