Le misure in legge di bilancio sostengono la libertà di educazione e la centralità della famiglia nell'educazione dei figli
Ufficio Stampa
Associazione Non Si Tocca la Famiglia
L’Associazione Non Si Tocca la Famiglia, insieme alla presidente Giusy D’Amico, esprime profonda gratitudine per le misure contenute nella Legge di Bilancio in via di approvazione, che sostengono in modo chiaro la libertà di educazione e la centralità della famiglia nel progetto educativo dei figli.
In particolare, viene salutata come un atto di giustizia la scelta di non gravare di imposte gli immobili che ospitano scuole paritarie appartenenti al sistema pubblico di istruzione, realtà che da anni portano avanti, spesso tra sacrifici e incomprensioni, una missione educativa al servizio del bene comune.
L’introduzione del buono scuola rappresenta un gesto di grande portata sociale, perché consente finalmente anche alle famiglie meno abbienti di orientarsi verso scuole di libera scelta, senza sentirsi escluse da percorsi educativi ritenuti più vicini ai propri valori.
Questo sostegno economico, destinato in via prioritaria ai nuclei con redditi più bassi, spezza la narrazione secondo cui la scuola paritaria sarebbe “solo per i ricchi” e restituisce dignità a ogni famiglia che desidera partecipare in prima persona alle scelte educative dei figli.
Le scuole paritarie che fanno parte del sistema nazionale di istruzione sono, a tutti gli effetti, un pezzo vivo della scuola pubblica, dove ogni giorno docenti e operatori si spendono per educare il cuore, la mente e la libertà dei ragazzi.
Alleggerire il peso fiscale su queste realtà non significa fare un favore a pochi, ma riconoscere il loro servizio alla comunità e permettere che nessuna scuola che educa davvero venga soffocata dai costi o costretta a chiudere le porte a chi ha più bisogno.
«Queste decisioni – afferma la presidente Giusy D’Amico – sono un segnale di speranza per migliaia di famiglie che, spesso in silenzio, hanno continuato a credere in un’educazione che sia davvero “cosa di cuore”, capace di mettere al centro la persona e non l’ideologia».
«Quando lo Stato sostiene la libertà di scelta educativa, non fa un regalo di parte, ma riconosce che il primo luogo in cui nasce l’educazione è la famiglia, e che i genitori non possono essere spettatori ma protagonisti del cammino dei propri figli».
Non Si Tocca la Famiglia guarda a queste misure come a un inizio, non a un punto di arrivo, e rinnova il proprio impegno perché il sistema integrato di istruzione sia sempre più giusto, inclusivo e rispettoso della responsabilità educativa dei genitori.
L’auspicio è che la politica, oltre le contrapposizioni ideologiche, continui a scegliere di stare accanto alle famiglie, riconoscendo che investire sulla libertà educativa oggi significa costruire una società più umana, responsabile e solidale domani.
Ufficio Stampa – Non Si Tocca la Famiglia
20 dicembre 2025
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