"My Voice My Choice" bocciata dalla UE

ma si apre una pericolosa finestra con i fondi FSE+

Ufficio Stampa Associazione non si tocca la famiglia

  • Comunicato Stampa

La Commissione europea ha chiaramente detto NO all’iniziativa dei cittadini europei “My Voice My Choice”, che mirava a istituire un fondo monetario dedicato al turismo abortivo. Una vittoria parziale, frutto anche della nostra mobilitazione con migliaia di firme contrarie che hanno fatto sentire la voce della vita.

Tuttavia, le frange estremiste – deluse da questa porta chiusa – tentano ora di rientrare dalla finestra. Ieri sui social temevano le “moltissime firme” per bloccare la proposta; oggi, dopo il rifiuto, i commissari europei, per non deludere del tutto i loro sostenitori, hanno dichiarato che i fondi del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) potrebbero essere utilizzati per finanziare lo stesso obbiettivo aberrante.

Questa è una finestra aperta inaccettabile sulla vita e la dignità della donna. L’Europa, invece di sostenere la maternità, continua a legittimare il “commercio e il turismo della morte”.

“Noi continueremo a opporci convintamente” afferma in una nota ufficiale Giusy D’Amico, presidente dell’Associazione Non Si Tocca la Famiglia. “Chiediamo che quei fondi esistenti siano destinati alle donne sole, fragili, forse abbandonate e senza mezzi, per cui – pur volendo portare a termine la propria gravidanza – si troverebbero costrette ad abortire per solitudine e abbandono.”

L’Europa non operi discriminazioni verso le donne. Ogni donna deve sentirsi accolta, sostenuta e ascoltata, soprattutto se in condizioni di emarginazione sociale. Non è accettabile che debba rinunciare alla maternità per pagare il prezzo dell’indifferenza di una società che, per compiacere talune frange politiche, nega la mano a quel mondo femminile forse ritenuto “di serie B”.

Chiediamo a Commissione europea, Parlamento italiano e Governo:

  • Chiusura definitiva di ogni canale di finanziamento pubblico all’aborto, inclusi i fondi FSE+.
  • Rivoluzione etica dei fondi europei: sostegno concreto alla maternità difficile, aiuti economici reali alle donne in crisi, politiche familiari che prevengano l’aborto per motivi economici.
  • Rifiuto di ogni ingerenza ideologica che calpesti la sovranità dei popoli europei sulla difesa della vita.
La vita non è negoziabile.
La dignità della donna non è un’ideologia.
L’onda lunga della nostra protesta non si fermerà.

Roma, 26 Febbraio 2026
Ufficio Stampa – NSTLF