ARTICOLO - tracce di speranza dopo il Giubileo dei giovani

Grato per aver avuto la possibilità di condividere questa esperienza

di Daniele Leggieri, Coordinatore Nazionale dei Giovani dell’associazione Non Si Tocca la Famiglia

TRACCE DI SPERANZA DOPO IL GIUBILEO DEI GIOVANI

In occasione del Giubileo dei Giovani, non posso che esprimere un sentimento di gratitudine per aver avuto la possibilità di condividere questa esperienza con i giovani “fratelli” della parrocchia che frequento, partecipando a un pellegrinaggio organizzato ad hoc per questo evento storico di portata mondiale che lascerà dentro tutti noi un segno indelebile per tutta la nostra vita.

Ci siamo messi in cammino, sia fisicamente che spiritualmente, per poterci preparare al meglio ad andare incontro a Pietro e raccogliere i frutti di questo Giubileo della Speranza, grazie alla forza risanatrice dei sacramenti e alla luce di verità che la Parola di Dio ha aperto sulle nostre vite.

Invitati da Papa Francesco e accolti da Papa Leone XIV, il 2 e 3 agosto ci siamo ritrovati nella spianata di Tor Vergata insieme a un milione di altri ragazzi, in mezzo a una folla oceanica, sconfinata, accorsa da ogni angolo della Terra per poter dar grido alla Speranza che ci ha unito in un unico luogo, come un solo corpo di cui ciascuno di noi si è sentito protagonista e non un semplice spettatore.

Tanti di noi siamo rimasti toccati già a partire dalla sera del 2 agosto, quando il Santo Padre è venuto a trovarci e, prima di presiedere alla veglia di preghiera, ha fatto il suo giro in ‘papa mobile’ in mezzo al milione di ragazzi presenti per poterci salutare. Lo abbiamo sentito molto vicino a noi e abbiamo percepito la sua commozione e la sua felicità nel vedere tanti giovani essere riuniti lì in nome di una sola fede.

Durante la veglia, tre giovani hanno interrogato il Papa Leone su questioni come l’amicizia e le relazioni, il coraggio di saper e poter scegliere e come poter incontrare il Signore Risorto anche in mezzo alle difficoltà che la vita presenta a tutti noi. Ciò che tutti abbiamo subito percepito è stata la profondità e l’attualità di questi interrogativi al quale il Santo Padre ha risposto come un padre fa con i propri figli, come un pastore e guida del suo gregge, con tenerezza e autorevolezza, citando anche San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Papa Francesco e il suo amato Sant’Agostino.  Penso sinceramente che il cuore di tutto questo incontro possa essere racchiuso in uno stralcio preso dalla risposta alla terza domanda a cui il Santo Padre ha risposto con un grande messaggio di speranza:

Perciò incontriamo veramente Cristo nella Chiesa, cioè nella comunione di coloro che il Signore stesso riunisce attorno a sé per farsi incontro, lungo la storia, ad ogni uomo che sinceramente lo cerca. Quanto ha bisogno il mondo di missionari del Vangelo che siano testimoni di giustizia e di pace! Quanto ha bisogno il futuro di uomini e donne che siano testimoni di speranza! Ecco, carissimi giovani, il compito che il Signore Risorto ci consegna.

A seguire abbiamo sostenuto il Papa con la preghiera di fronte all’esposizione del Santissimo, un momento toccante, carico di emozioni e allo stesso tempo di vita, in cui ciascuno di noi, in ginocchio, nel silenzio del proprio cuore è potuto entrare in un dialogo sincero con il Signore. In quei minuti di preghiera abbiamo dimenticato di essere in mezzo a un milione di persone. Il silenzio che è calato in quel momento è stato inspiegabile, ognuno scrutando il proprio cuore e innalzando al Cielo la supplica del cuore.

Terminata la veglia di preghiera, la notte è stata ancora molto lunga e carichi della gioia che ci aveva lasciato l’incontro con il Santo Padre abbiamo dato voce alla bellezza della gioventù, della fede, dell’amicizia, della condivisione. Abbiamo ballato e cantato fino a notte fonda, abbiamo fatto nuove conoscenze, abbiamo rincontrato amici sparsi per il mondo, abbiamo condiviso esperienza, sofferenze e gioie.
Abbiamo sperimentato quello che Davide scrive nel salmo 133 Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!

L’indomani mattina abbiamo partecipato alla Santa Messa presieduta dal Papa, che durante l’omelia ci ha incoraggiato a guardare verso Gesù Cristo e ad aspirare a un “di più” che nessuna realtà creata ci può dare, prendendo come esempio i beati Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis e invitandoci a riporre ogni nostra speranza in Gesù.

Nonostante la stanchezza fisica, che nulla è stata in confronto al bene che abbiamo ricevuto da questo incontro, il 4 agosto siamo tornati sulla spianata di Tor Vergata per partecipare all’incontro vocazionale con i giovani del Cammino Neocatecumenale, organizzato come di consueto in occasione delle Giornate Mondiali della Gioventù dall’equipe internazionale formata da Kiko Argüello, María Ascensión Romero e Padre Mario Pezzi.

Dopo aver presentato i 120 mila ragazzi provenienti da ogni angolo della Terra, abbiamo partecipato a una celebrazione della Parola presieduta da Sua Eminenza Baldassare Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, iniziata affidando questo incontro all’intercessione della Vergine Maria di mandare operai nella sua messe.

Siamo stati incoraggiati a raccogliere i frutti nati dall’incontro avuto il giorno antecedente con il Papa e Kiko ha voluto darci una parola di vita, un kerygma che, nonostante l’avanzare della sua età, ancora annuncia con forza e fede, come servizio a noi giovani e a tutta la Chiesa. Sono intervenuti anche María Ascensión e Padre Mario, ricordandoci l’importanza di seguire con costanza e serietà la Parola di Dio, fonte di vita, e soprattutto facendo un invito a seguire Cristo senza paura se qualcuno si fosse sentito chiamato a questo servizio come sacerdote, come missionario itinerante o come vocazione alla vita contemplativa in monastero.

La prima ha ricordato l’importanza della verginità nella Chiesa primitiva, ricordando Sant’Agnese, facendo riferimento alla vita di clausura; il secondo ha incoraggiato a tornare a partecipare agli incontri della comunità quando si capisce di essersi allontanati.

L’incontro è culminato con le ‘chiamate’ vocazionali che hanno visto correre verso il palco 5 mila ragazzi e 5mila ragazze che hanno dato disponibilità al Signore e alla Chiesa di intraprendere un percorso di discernimento per potersi mettere a servizio della Chiesa fino agli angoli più remoti della Terra.

Il cuore di noi tutti che abbiamo partecipato a questi giorni di grazia è ricolmo di gratitudine nel vedere la fedeltà che Dio Padre ha operato con tutti noi, preparandoci un posto privilegiato nella sua Chiesa, in cui tutti noi possiamo assaporare e gustare la bellezza di essere figli amati da Dio e soprattutto di essere portatori di un messaggio di speranza, di amore e di riconciliazione in questo mondo che sempre di più sembra essere votato alla divisione.

 

Roma, 12 agosto 2025
Daniele Leggieri,  Coordinatore Nazionale dei Giovani dell’Associazione Non Si Tocca la Famiglia