C'è un accanimento ideologico contro la famiglia.

Giusy D'Amico

presidente Associazione Non Si Tocca la Famiglia

Chi ha paura del Consenso Informato preventivo a scuola ? La sinistra.

Quella  dei “diritti per tutti ”  ma che purtroppo li nega, proprio ai genitori .

Si sta discutendo in Parlamento un ddl che dovrebbe trovare concordi tutti senza colori e bandiere di partito, perché in realtà un provvedimento come il Consenso Informato Preventivo dei genitori a scuola è quanto di più democratico si potesse ipotizzare per le famiglie a scuola.

Ci richiama a quanto già in uso  in ambito sanitario per esempio , dove appunto  il fine della richiesta del consenso informato è promuovere l’autonomia o libertà di scelta dell’individuo nell’ambito delle decisioni mediche, perché invece dovrebbe essere rifiutato in ambito educativo visto che il tema della sessualità risulta eticamente sensibile e proprio per questo e’ giusto che siano i genitori per primi a parlarne con i  propri figli?

Perché il tema  afferisce ad un ambito delicatissimo e se la famiglia non gradisce che se ne parli in un certo modo piuttosto che in un altro, ad una certa età e non ad un’altra, deve poter liberamente dire si o no. Il no e’ personale, non vieta a tutti gli altri genitori di agire per il si, quindi far partecipare i propri figli a quel corso o a quel progetto.

Più libertà di così?


Ma l’obiettivo è tenere fuori la famiglia. Impartire un’educazione statalista vuol dire obbligare senza opzione di scelta.
Ma questo appartiene ai regimi totalitari non a quelli democratici come il nostro. 
Il problema è che destrutturare la famiglia, è il compito del grande reset mondiale, rendere  gli individui sempre più slegati da contesti dove il pensiero come quello che si costruisce in famiglia, struttura i figli in modo forte, solido e protetto,  è bene per gli ideologi tenerlo sciolto dai legami affettivi per consegnarlo al monopolio  degli slogan del momento.


Destrutturare i rapporti familiari,  espone  ad una condizione di solitudine , che  consegna i nostri figli al grande capitalismo dei consumi.
Quindi sistemi scolastici sempre meno esigenti e spinti verso il digitale, che si sa,  ha azzerato relazioni, fatiche intellettuali, studio, pensiero e motricità fine, rendendo tutto sempre più impersonale…  Se uno è solo, è più fragile.

La sinistra quella degli acculturati ,degli studiosi , dei filosofi,  che esisteva una volta, non so mi riferisco a teste pensanti come Pasolini e altri… che  di fatto non esistono più se non in una ristrettissima minoranza, pure silenziata, sono stati soppiantati da coloro che fanno “quelli di sinistra” ma davvero non la rappresentano più se non nelle bandiere di partito sventolate all’occorrenza nelle piazze.
Quei signori hanno preso a cuore solo i diritti  di immigrati irregolari , comunità lgbtqi , correnti religiose,  che peraltro di diritti  ne hanno davvero in abbondanza visto che siamo un paese libero e civile, in altri paesi sono rifiutati e pure vergognosamente  maltrattati.
Ecco la sinistra che  si occupava dei lavoratori e che francamente non se ne sente  parlare proprio più… ha lasciato il campo a quelli  che ormai riempiono piazze con manifestazioni sindacali ( tutto pagato s’intende pullman, pranzo, bandiera, e gadget) in piazza sono propal con quel che si è visto…per distruggere e mettere a ferro il fuoco le città , ma quella stessa sinistra che si vantava di avere il predominio culturale, ha svuotato di quella cultura , proprio la scuola italiana riempendo libri, programmi e progetti, di menate sul green, agenda 2030 , gender, educazione sessuale forzata con ipotesi di accoglienza incondizionata anche di tutti coloro che arrivano in Italia e delinquono, essendo pure irregolari nel nostro paese. È evidente che non avendo più temi hanno cercato consensi altrove, ma,  purtroppo per loro, la gente che non è fessa, in quelle pagliacciate non si ritrova più.

Hanno perso le elezioni, non hanno perso la ruota della fortuna, hanno perso davanti al voto libero degli italiani e benché avessero governato negli ultimi anni senza essere stati eletti , proprio non digeriscono questo riconoscimento nazionale , di chi come l’attuale governo,  il favore del popolo se l’è guadagnato con un voto legale, ufficiale, popolare, inconfutabile.

Bene ora per evitare probabilmente che quel popolo che una volta era più istruito, formato, educato, e che leggeva di più, e vantava  leader politici di grande spessore, si esprima su temi scomodi, lo si cerca di incuriosire su aspetti che non hanno  rilevante importanza , e quindi non richiedono l’esercizio di un pensiero critico. Poco istruire il paese vuol dire coinvolgerlo poco, poco scegliere, poco pensare,  poco decidere, e operare svolte decisive nella storia.

Altra fetta da tenere fuori e’ la famiglia , vogliono estromettere dalla scuola i genitori, non concedere loro la libertà di scegliere per i propri figli se quel corso di educazione sessuale, sia rispettoso dei valori con cui si è scelto di educarli e crescerli , oppure no, e nel caso non lo fosse,  poterli astenere da certe trattazioni.

La sinistra dichiara che i figli sono dello Stato, non dei genitori, l’ho udito io in commissione cultura alla Camera quando sono intervenuta in audizione , e ho  ribadito con forza che i figli sono dei genitori e soprattutto finché minorenni sotto la stretta tutela della famiglia che è la prima agenzia educativa, deputata a questo compito, per mandato costituzionale. 

Io sono anche docente e da sempre ho rispettato e coinvolto le famiglie nel delicatissimo processo di crescita dei loro bambini, lo Stato non può arrogarsi diritti di veto sui genitori imponendo tematiche così personali e delicate come la sessualità, senza il dovuto coinvolgimento.

Ma è proprio quella sinistra che non ha più quel vulnus culturale di storia, filosofia, letteratura , che vorrebbe continuare a portare il paese verso uno svuotamento  antropologico su cui invece si basa la nostra nazione a partire da  quel deposito millenario che viva Dio portiamo ancora tatuato nelle vene.  Cioè il valore della famiglia, della vita, dell’identità strutturale di un paese, da quella  cristiana, a quella   scientifica  che per esempio dice, pensate un po ….che i generi sessuali sono due.

Continueremo a resistere a questa narrazione che oggi addirittura si sposta sulla necessità di fare educazione sessuale per contrastare il femminicidio. Affermazioni anche queste di tipo propagandistico, ad  effetto pancia, di frasi buttate lì senza approfondimento scientifico dei dati per esempio, perché basta fare un giro in rete per rilevare che in tutte quelle Nazioni dove l’educazione sessuale è stata resa  obbligatoria,  i femminicidi , così come li chiama la neolingua ma in realtà sono azioni brutali di uomini malati ossessionati da relazioni affettive tossiche, continuano ad essere presenti in numeri percentuali addirittura  molto più alti di quanto non si registri in Italia.

Quindi continueremo a ripetere che l’educazione sessuale a scuola a bimbi piccoli, è giusto rimanga fuori dalle aule, e per i più grandicelli solo con il consenso dei genitori . Educare alla sessualità non cambia la visione di un uomo nei confronti di una donna,  sapere come si fa, dove si va, cosa si usa, quante volte si fa e con chi lo si fa,  ma è vivere all’interno di segmenti affettivi culturali familiari educativi che aiutino costantemente a guardare l’altro con il rispetto dovuto ad ogni persona , questo lo fa cultura, lo fa anche  la fede, lo costruisce la sensibilità che ci viene dal conoscere, studiare, approfondire, per esempio i classici quello che una volta era il grande impegno che  coinvolgeva genitori e figli a scuola, per formare l’identità di una persona quale individuo pensante.

Oggi aver reciso la radice del pensiero critico, la radice della fatica , la radice del fallimento costruttivo,  la radice della responsabilità,   ha provocato la totale de- responsabilizzazione di quei rapporti che  certamente non miglioreranno con l’educazione sessuale a scuola, ma con un lavoro di ritorno a modelli educativi più solidi, più attraenti, più esigenti e incarnati nel contesto dove si vive quotidianamente.

Non si impara ad amare e rispettare gli altri dai libri di scuola o da sedicenti esperti , ma vivendo accanto testimoni credibili che siano in grado, a partire dalla famiglia e da sani educatori, contagiare buon senso e vero senso civico,  libero dalla continua e vuota, oltre che sterile e ossessiva propaganda di sinistra con cui si vorrebbero rieducare le nuove generazioni. 

Si perché l’intento non è educare, ma rieducare,  estromettendo i genitori  su temi discutibili come quelli della fluidità sessuale,  delle fredde” istruzioni per l’uso”, e molto altro di cui i giovani oggi non sanno cosa farsene.

Hanno sete di eternità,  di volare alto, di poter sognare e desiderare la bellezza, e noi vorremmo mortificarli pensando che facendo educazione sessuale nelle scuole potremo redimerli dal non senso di una società capitalista e sempre più tesa a considerare l’uomo solo un mero consumatore ?

Rimbocchiamoci le maniche a scuola e in famiglia, restituiamo ai nostri ragazzi più verità, più sete di infinito e la sessualità sarà per loro la via naturale per trasfondere la bellezza desiderata, in una vita piena, nell’anima,  nel corpo, nella mente, in relazione con un altro o un’altra da sé. 

Giusy D’Amico
Presidente dell’ Associazione Non Si Tocca La Famiglia.