COMUNICATO STAMPA

Seminario THE CARE DAY - Venezia, presso la sede della Regione Veneto Palazzo "Ferro – Fini"

organizzato dal network “Ditelo sui Tetti” 18 gennaio 2024

Seminario THE CARE DAY – Venezia, presso la sede della Regione Veneto “Palazzo Ferro – Fini”  organizzato dal network “Ditelo sui Tetti”- 18 gennaio 2024

 

Nella mattinata del 18 gennaio, a Venezia, nella sede della Regione Veneto (palazzo Ferro – Fini), si è svolto il seminario dedicato alle cure palliative e al fine vita. Tale iniziativa, organizzata dal network “Ditelo sui Tetti”, si è tenuta anche in altre 8 sedi di Regione nella stessa giornata.

Vari Consiglieri ed Assessori del Consiglio veneto hanno presenziato al seminario e portato il loro saluto e la loro vicinanza, ideale e concreta, al tema della “cura” riconoscendo la necessità, a livello di competenze regionali, di incentivare e favorire sia l’assistenza domiciliare ai malati prevedendo di sostenere anche chi si occupa di loro con impegno e fatica (caregiver), sia di incentivare e sovvenzionare la possibilità, per chi ne avesse necessità, di accedere alle cure palliative.

Le relazioni sono state tenute da 5 autorevoli relatori: dr.ssa M. Pia GARAVAGLIA ex Ministro della Salute; prof. Roberto SALVIA Direttore del master Cure palliative Università di Verona; dr.ssa Vittorina ZAGONEL ex direttore IOV Padova – Osservatorio Agenas cure palliative; dr. G. Antonio DEI TOS medico- bioeticista e direttore Uff. Pastorale per la Salute, Diocesi di Vittorio Veneto; prof. Leonardo BIANCHI Costituzionalista Università di Firenze

Erano state invitate anche molte associazioni, movimenti, centri culturali in rappresentanza della società civile e del volontariato perché i loro brevi interventi potessero contribuire al dialogo, sui temi del seminario, fornendo punti di vista diversi o sottolineando aspetti particolari.

Eravamo presenti come Associazione Non si tocca la Famiglia Veneto e abbiamo offerto il nostro contributo con l’intervento  della professoressa Quartaroli quale referente dell’Associazione.

È stato sottolineato che operiamo in ambiti educativi, fra loro strettamente connessi, quello familiare e scolastico, dove è di primaria importanza promuovere la cultura dell’accoglienza e del rispetto della VITA dal suo sorgere al suo termine naturale. Tali valori si imparano certamente all’interno della famiglia, principale responsabile dell’educazione delle nuove generazioni, ma la scuola, da sempre, collabora con la famiglia nel promuovere il rispetto e nel favorire l’accoglienza di ogni persona, con le sue qualità e i suoi limiti anche fisici, riconoscendone il valore indipendentemente dalle capacità che la persona può esprimere in ambito sociale e lavorativo.

 L’Associazione Non si Tocca La Famiglia richiede con forza alle Istituzioni di garantire accompagnamento e sostegno, dignitosi e amorevoli, a tutte le persone nei momenti di grave difficoltà della loro esistenza e nella parte finale della loro vita. Tutto questo per far sì che nessuno si senta abbandonato al dolore e alla solitudine e per evitare la disperazione che può portare a chiedere disumane soluzioni quali il  “suicidio assistito”.

E’ importante, infatti, che la sofferenza venga accompagnata da una condizione affettiva capace di accogliere, incoraggiare e far sperare il paziente mentre vengono fornite le adeguate cure palliative; in tal modo si può ragionevolmente ritenere di poter rendere il percorso del fine vita più dignitoso e meno doloroso possibile.

Come Associazione Non Si Tocca La Famiglia siamo convinti che le proposte legislative a carattere eutanasico possono veicolare un messaggio fortemente diseducativo, con effetti devastanti per le nuove generazioni, e che tale messaggio possa incentivare la cultura dello scarto.

I nostri giovani, infatti, sono già immersi in un clima di individualismo disarmante che può portarli a ritenere che alcune vite siano degne di essere vissute e altre meno. Nella nostra società potrebbe diffondersi questo pernicioso convincimento, discriminante verso coloro che sono malati e inguaribili, di essere considerati cioè solo un costo e un peso.         

Ogni persona umana, invece, deve essere accolta come unica e preziosa e accompagnata verso la morte senza freddi calcoli economici.

La legalizzazione degli atti eutanasici per rimuovere la sofferenza, inoltre, porta ad un ulteriore grave errore educativo poiché tali eventuali possibili atti saranno, in breve, considerati atti di pietà e indirizzeranno i nostri giovani a pensare che sia giusto rifiutare la vita a causa dei propri limiti o quando essa giungerà ad essere non più autonoma, produttiva, performante o sarà ridotta a dipendere da tutto e da tutti.

Tutto ciò produrrà una società di persone deboli, incapaci di affrontare e sopportare le molte avversità e sconfitte e i molti limiti che l’esistenza propone, da sempre, a tutte le persone.

Al termine dei lavori l’avv. Menorello, portavoce di “Ditelo sui Tetti” che ha organizzato i Seminari nelle varie sedi regionali, ha terminato impegnando i Consiglieri e le Associazioni presenti a ritrovarsi, con cadenza annuale, per monitorare l’evolversi dell’assistenza socio-sanitaria nelle varie Regioni.

Roma, 25 gennaio 2024

                                                               UFFICIO STAMPA