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COMUNICATO STAMPA  - "Liceo Amaldi com'è finita...."
 
Il Dirigente dopo aver ricevuto i genitori che hanno posto in luce il mancato coinvolgimento delle famiglie nell'informazione puntuale sulla proiezione del film : Puoi baciare lo sposo, ha fatto scrivere una comunicazione a tutti i ragazzi e speriamo siano stati proprio tutti...con cui si leggeva sul libretto delle giustificazioni : "film in aula magna"...davvero ancora troppo poco ...per dirsi informazione dettagliata di una proposta/imposta da un giorno all'altro a ragazzi minorenni, la cui tematica ormai parte integrante di un pensiero unico, non avrebbe certo trovato l'opposizione degli alunni, ma per fortuna di certi genitori attenti si!
In effetti molti non hanno partecipato per mancata autorizzazione, altri per richiesta esplicita di esonero, altri perché pare non ci fosse posto per tutti.
Ora come Associazione abbiamo chiesto alla direzione e in copia al Miur, che quanto accaduto non deve ripetersi e che su tematiche sensibili, non preventivate e senza debita informazione dettagliata alle famiglie, la scuola non può permettere una tale estromissione dei principali protagonisti dell'educazione, quali le famiglie.
E' stata accolta una proposta alternativa da parte dei genitori che ora motivati e pronti ad un nuovo coinvolgimento nella scuola, si faranno promotori di progetti educativi dal sapore plurale e non unilaterale, perché si realizzi nella scuola una vera alleanza con la famiglia.
Occorre costruire reti di famiglie nelle scuole e scuole più attente alla loro partecipazione.
Bravi i genitori !!
 
Roma, 10 marzo 2018
 
                                                                       IL Presidente Ass.ne
                                                           NON SI TOCCA LA FAMIGLIA
                                                                         Giusy D'AMICO

Come indottrinano i giovani al "gender”

 
Alcuni genitori del liceo linguistico Amaldi di Roma, sabato scorso hanno contattato la nostra Associazione Non Si Tocca La Famiglia, comunicando allarme e lamentele per un film di chiara impronta ideologica proposto/imposto, in orario curricolare e senza autorizzazione da parte dei genitori.
Il film “ Puoi baciare lo sposo” sul tema delle unioni civili con relativo dibattito alla presenza della Presidente di Diversity la signora Francesca Vecchioni è stato comunicato solo a voce, agli alunni della classe 3CL nella giornata di venerdì 2/3/2018.
Tale “proposta,”si fa per dire...perchè immaginate di questi tempi e con la pressione mediatica che vivono i giovani su questi temi se qualcuno avrebbe potuto argomentare ed esprimere la propria contrarietà in merito o disinteresse per il tema...
Comunque il tutto è avvenuto senza preventivo inserimento nel ptof della scuola; non vi è menzione di tale itinerario educativo specifico e oltre a non aver chiesto autorizzazione ai genitori per tale attività di natura extracurricolare in orario normale di lezione e ad alunni minorenni, nella circolare n. 250 non vi è allegata nessuna scheda dettagliata del progetto sul quale, era dovuto da parte della scuola chiederne consenso preventivo data la tematica sensbile e con trattazione pure unilaterale, dato che non era previsto alcun contraddittorio.
 
Sulla circolare, che compare solo sul sito, come se i genitori fossero quotidianamente impegnati a guardare le pubblicazioni che la scuola mette in evidenza... riporta anche in modo improprio la dicitura : “ in allegato il pressbook con tutti i dettagli”, in realtà alla circolare segue solo la locandina del film che non ha nulla a che vedere con un pressbook.
 
Ai genitori abbiamo consigliato di chiedere subito lunedì mattina un chiarimento e una valutazione immediata al Dirigente sul fatto che i genitori di tutte le classi coinvolte fossero avvertite entro l'orario di uscita del tipo di “proposta”si fa sempre per dire.....e che solo dopo aver ricevuto autorizzazione avrebbero potuto proiettare il film che sarà proiettato proprio stamattina.
Ci assicureremo in giornata su come si siano svolti i fatti dopo aver opportunamente consigliato i genitori.
 
Tale comunicazione a tutte le famiglie prima dell'uscita da scuola, andava data con semplice modalità di avviso sul diario da far firmare a casa perchè il mezzo fosse immediato e trasparente.
Speriamo sia andata così.
Se la scuola dietro richiesta dei genitori da noi guidati, non avessero fatto sentire la loro voce, non avrebbero potuto ricevere opportuna comunicazione tutti gli altri ignari del progetto, se non quei pochi, i cui figli a casa avevano raccontato della comunicazione data a voce.
 
Così in molte scuole si rimane all'oscuro di certe attività che fuori dal curricolo nazionale obbligatorio delle discipline, vengono attuate, come in questo caso senza il coinvolgimento delle famiglie.
Come associazioni dei genitori riteniamo che sia inammissibile pensare che la scuola possa utilizzare la semplice firma sul PEC in sede di iscrizione, per considerarla equivalente ad una delega in bianco, su ogni proposta, soprattutto quando questa giunga in corso d'anno, senza previa comunicazione ai genitori, senza dettagli specifici e a soli quattro giorni dalla sua realizzazione.
Non si può accettare che una direzione didattica senza tutte le precauzioni del caso inserisca un film del genere in orario curricolare e senza ampio coinvolgimento della componente genitori, per affidarne il dibattito ad una realtà dichiaratamente di parte come l'associazione della signora Venditti.
Questo agire è in contrasto con le circolari ministeriali che sostengono il primato educativo della famiglia nell'educazione dei figli e quanto ribadito anche nel capitolo 29 della nostra Costituzione unitamente a quanto è dichiarato nella Dichiarazione dei diritti dell'Uomo all'articolo 26, sulla priorità di scelta dei genitori nella scelta del tipo di istruzione da impartire ai propri figli.
Questi riferimenti normativi sono anche in apertura alle Linee Guida del c. 16 su cui si è recentemente pronunciato il Miur.
E' opportuno che la scuola qualora non riceva autorizzazione per l'attuazione di simili itinerari formativi, predisponga l'esonero per quegli alunni i cui genitori, non condividendo la trattazione di tematiche ritenute sensibili, vogliono liberamente orientare i propri figli in base al proprio impianto educativo morale, culturale, etico, valoriale, religioso etc...e non a quello che propone/impone il dibattito pubblico asservito al pensiero unico dominante. Educare al rispetto di ogni persona e delle scelte personali di ciascuno, è compito della scuola, ma questo aspetto non può imporre visioni unilaterali senza neanche prevedere una visione plurale del tema con un sano approfondimento rispetto all'altra faccia della medaglia.
Tale esonero agli alunni non interessati, non può neanche contemplare l'assenza da scuola per un giorno, poiché per il diritto allo studio gli alunni devono poter usufruire di attività alternative senza perdere ore obbligatorie di didattica curricolare.
 
Per una maggiore condivisione con le famiglie e un maggior coinvolgimento auspicato anche nel nuovo pronunciamento del Ministro sul PEC ( Patto di corresponsabilità educativa), avvenuto il 1 Marzo dove si esalta il nuovo Patto di Alleanza Educativa tra scuola e famiglia, chiediamo alle scuole in base alla propria autonomia, che vengano coinvolte le famiglie, attenendosi alle modalità comunicative obbligatorie che impongono alla classe docente e dirigente, di informare e recepire le dovute autorizzazioni, su iniziative di particolare, quando non, di discusso interesse.
Ci aspettiamo che il film venga proiettato solo dopo aver appurato che tutte le famiglie abbiano realmente ricevuto, dettagliate informazioni sul contenuto del film segnalando la presenza sul sito di una vera, scheda tecnica del chi, come, perchè e con chi si svolgerà il progetto, dopo aver concordato una data per parlare anche di famiglia fondata sull'unione di un padre e una madre, e aver opportunamente esonerato gli alunni non interessati al film .
 
Segnaliamo l'importanza di genitori attenti, sensibili e vigili nelle scuole, perchè l'ideologia trova il suo peggior nemico non solo in chi tutela i diritti delle famiglie, ma soprattutto in chi come famiglia è presente nella vita scolastica dei propri figli rifiutando l'indottrinamento gender che entra proprio così... a loro insaputa.
 
Roma, 09 marzo 2018
 
Presidente dell'Associazione Non Si Tocca La Famiglia
                             Giusy D'Amico

COMUNICATO STAMPA

 

E' stato approvato dal Forum delle Associazioni di Genitori presso il MIUR  il nuovo Patto di Corresponsabilità Educativa Scuola-Famiglia che era atteso da Novembre e per il quale abbiamo da mesi denunciato la grave mancanza di una definizione nei tempi assicurata da parte del Ministero dell’ Istruzione.
Dopo mesi di ritardi e promesse come associazione Non Si Tocca La Famiglia, promotrice dei due Family Day ci auguriamo che il testo rappresenti la reale novità attesa per un vero coinvolgimento delle famiglie in ordine al diritto dei genitori di vedere tutelata la loro  libertà di educazione.
Lo afferma Giusy D'Amico auspicando che il prossimo governo abbia a cuore le istanze delle famiglie troppo  spesso in questi anni private dei loro diritti e scavalcate nella trattazione a scuola di temi non condivisi e di matrice ideologica.
 
 
 Roma, 28 febbraio 2018 
 
                                                                                                         Ass.ne Non si Tocca la Famiglia
                                                                                                                 Ufficio Stampa
 
 

 
 
 
Ci chiedevamo che fine avesse fatto il PEC
 
Una delegazione di rappresentanti delle associazioni dei genitori si erano date appuntamento nei giorni scorsi  davanti al Miur per chiedere al Ministro di ufficializzare il lavoro tanto atteso sul PEC.(Patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia), nonostante avessero chiesto a Gennaio con una mail che fine avesse fatto il Pec ed espresso la necessità di intervenire nella discussione.
Oggi dopo varie pressioni abbiamo appreso dal  Miur che si è giunti ad un testo finale votato all'unanimità dalle associazioni presenti nel Fonags,  dopo dieci anni dalla sua  costituzione.
Ci sembra un  piccolo passo verso un nuovo coinvolgimento dei genitori nel rapporto scuola famiglia tuttavia auspichiamo che dopo una  lettura approfondita del testo  emerga  la novità attesa per il pieno riconoscimento del primato educativo della famiglia. 

Il Ministro lo scorso 31 Luglio ricevendo i rappresentati dei genitori, promotori anche  della manifestazione davanti al Miur del 17 Giugno con centinaia di famiglie,  aveva promesso che a Novembre sarebbe avvenuto il rinnovo di tale Patto di Corresponsabilità visto che   necessitava di adattamenti urgenti soprattutto in ordine alle nuove esigenze educative per il reale riconoscimento della Libertà Educativa dei genitori, su tutti i temi sensibili attualmente trattati a scuola.
Il patto dopo lunghi mesi di attesa è giunto a conclusione.
 
Come Associazione Non Si Tocca La Famiglia, lo scorso anno insieme ad altre realtà educative, avevamo lanciato anche  una petizione nazionale  titolata "Lettera al Ministro Fedeli" per chiedere  con  migliaia di firme  chiarezza e ufficializzazione di un modello  procedurale unico di Consenso Informato Preventivo con cui sostenere il patto di alleanza  educativa con le famiglie .
 
Ad oggi dopo aver visto riaffermare nelle  Linee Guida  al comma 16 che... tra le conoscenze da trasmettere  non rientrano in nessun modo né le “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo... e aver  riconosciuto il ruolo educativo  dei genitori nel  riferimento costituzionale e in quello contenuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, pensiamo sia necessario riflettere sul grande lavoro portato avanti dalle Associazioni Familiari che dopo i due Family Day hanno contribuito al grande muro di resistenza contro il gender  che ad oggi, ha arginato almeno il passaggio legislativo che lo avrebbe voluto obbligatorio nelle scuole italiane.
Non possiamo parlare di vittoria su un'ideologia che ormai ha invaso ogni angolo della vita quotidiana, dal grande schermo, alla rete, ai social, alla cultura, all'informazione, nel politically correct che impedisce in ogni modo di opporsi al pensiero unico dominante, ma certamente aver posto un argine a questa invasione ideologica almeno nelle scuole, ha permesso con una  vigilanza attiva, la continua difesa alla tutela del diritto dei genitori di educare liberamente  i propri figli in ordine a tutti i temi sensibili che nella scuola spesso vengono trattati senza opportuna informativa ai genitori.
Su questo punto è necessario continuare a resistere, la scuola deve coinvolgere in prima linea i genitori se intende trattare temi che necessitano la loro autorizzazione.
La grande sfida che abbiamo davanti e su cui siamo solo all'inizio,  è il necessario e attivo coinvolgimento  dei genitori nelle scuole, affiancato su richiesta dal servizio che continueremo ad offrire alle famiglie in ordine alla formazione e all' informazione e nell'urgente  riappropriarsi in modo competente, di quel ruolo educativo che per troppo tempo abbiamo dato in appalto alle istituzioni.
 
Quindi le parole d'ordine per le famiglie sono :
- partecipazione
- informazione
- formazione
Con chi?
- mettendosi in rete tra genitori
- utilizzando i contatti con le nostre associazioni per essere seguiti e sostenuti
- collaborando in modo attivo con la scuola per migliorare rapporti di trasparenza e di fiducia, ma anche di denuncia qualora venissero disattese le norme di rispetto sul valore prioritario di educare i propri figli  conoscendo, condividendo e approvando quanto la scuola propone.
 
In attesa di valutare in modo approfondito il nuovo PEC teniamoci sempre pronti a tenere ferma l 'attenzione sui temi della Libertà di Educazione come libertà di espressione e valorizzazione del patrimonio famiglia, unica risorsa di vera tutela ai valori della nostra cultura.
 
 
 IL PRESIDENTE
  Giusy D'Amico
 
 

 

Inaccettabile  un’altra ondata di attivismo ideologico nelle scuole da parte dell’UNAR !!!

 

Una nomina di parte come quella del nuovo coordinatore Luigi Manconi dichiaratamente ideologica e' la vergognosa azione di un governo che  a fine legislatura vuole assicurarsi i "suoi " dentro un ente corrotto come questo!

Come Associazione Non Si Tocca La Famiglia siamo tornati davanti all'Unar con le associazioni  del Family Day chiedendo che questo ente CHIUDA poiché  non ha più niente a che fare col contrasto alle discriminazioni su base razziale, etnica e religiosa.

Il un nuovo flash mob dopo quello dell'8 Febbraio a Roma con i  rappresentanti di  associazioni familiari come Non Si Tocca La Gamiglia,  Comitato Articolo 26,  CitizenGO Italia e Generazione Famiglia, Pro Vita, Gocce Verdi per consegnare  alla dirigenza dell’Ufficio le migliaia di  firme raccolte in pochi giorni con una petizione popolare che continua a dare voce al grido di protesta di tanti genitori famiglie, nonni e docenti .

L’UNAR è finito una prima volta nell’occhio del ciclone quando nel 2013 ha spalancato le porte all'entrata dell'ideologia gender nelle scuole  finanziando con 10 milioni di Euro la “Strategia Nazionale LGBT”: un piano di sponsorizzazione delle istanze politiche LGBT in tutti i settori della società, a partire dalle scuole.

L’attività dell’ente, dipendente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata poi travolta l’anno scorso dallo scandalo che ha riguardato il suo ex Direttore Francesco Spano, sotto l’amministrazione dal quale passò un finanziamento di oltre 50mila Euro a un’associazione LGBT di cui lui stesso era tesserato. Un servizio del programma Le Iene mostrava che nei locali di questa associazione avvenivano orge con spaccio di droga e prostituzione.

Se non verra' revocata  entro breve la nomina di Manconi condurremo una grande azione popolare per portare alla chiusura dell’UNAR e certamente  sosterremo chi si proporrà di aiutarci a farlo con successo.

Sia revocata subito questa nomina e venga chiuso un Ufficio fantasma ancora sotto inchiesta per aver abusato di denaro pubblico ai danni dei cittadini e di tutte quelle realtà educative che hanno accolto spesso, senza sapere,  progetti finanziati dallo Stato  per insegnare storture antropologiche ai nostri figli e alunni!

Roma 17 Febbraio 2018

 

INTERVISTA AL PRESIDENTE Giusy D'Amico
CHIUDETE L'UNAR UFFICIO FANTASMA  
PORTA DEL GENDER IN ITALIA
 https://www.tempi.it/chiudete-unar                                                                                                                
 

                                                                                          Il Presidente

                                                                                        Giusy D'Amico

 

Nel Liceo Galvani a Bologna di nuovo in scena l'Arcigay.

http://www.nonsitoccalafamiglia.org/scuola-educazione.html

 

Come Associazione Non Si Tocca La Famiglia nel marzo 2017 mettemmo in luce che al Liceo Galvani di Bologna, nel progetto di educazione alla salute,  agli alunni era stato distribuito un libretto dell’Azienda Sanitaria Locale collegata al Cassero di Bologna (Arcigay ) con il quale all'insaputa delle famiglie in un bel miscuglio di informazioni sulla dimensione neutra del corpo, dove è indicato pure come abortire, come e dove avere contatti  per relazioni omosessuali, in sede di progetto si spiegava pure come usare il preservativo utilizzando zucchine e cetrioli. 

La scuola che  incarica esperti esterni a gestire ambiti estremamente sensibili come questi, che toccano la sfera valoriale ed educativa della famiglia, non ha cura di spiegare esattamente ai genitori quel che verrà detto ai propri figli, tanto  che la segnalazione giunse da genitori spiazzati di fronte a notizie sparse avute dai figli...        

Ora ci risiamo con il Progetto “Educare all’altro” che gestito sempre  in collaborazione diretta con il Cassero (Arcigay) si occuperà ancora della "salute"...degli alunni...

Il tutto si evince dalla circolare 206 del 20/1/2018 firmata dalla referente per l'educazione alla salute che comunica orari di attuazione del progetto in fasce orarie che tra l'altro si concentrano maggiormente nella prima mattinata quando solitamente sono ore  ritenute preziose per l'apprendimento... Chiederemo garanzie circa il  Consenso Informato chiesto alle Famiglie perché sappiano esattamente di cosa si parlerà  in questi corsi,  sponsorizzati e strafinanziati con  soldi pubblici e che sottraendo 12 ore alla didattica curricolare, è bene valutare se siano  davvero così vitali per famiglie e alunni tanto da essere inserite  nell'ambito del curricolo obbligatorio delle discipline.

Le famiglie di Bologna come in ogni scuola d'Italia  hanno il diritto di chiedere l'esonero da corsi non condivisi e avere per i propri figli un'attività alternativa.

Ma poi sono tutti informati sulle attività dell'Associazione Il Cassero?  Ricordiamo intanto che fu  promotore di uno  spettacolo blasfemo come quello realizzato e diffuso  sulla vergognosa rappresentazione del Venerdì Santo che  suscitò polemiche in tutta la città e a livello nazionale, senza dimenticare i collegamenti allo scandalo Unar ancora sotto  inquisizione dopo la messa in luce del programma Le Iene, sul finanziamento pubblico ad associazioni lgbt dove dietro progetti di inclusione vi erano orge, droga e prostituzione.

A tal proposito chiedemmo con una petizione nazionale Per una Strategia Nazionale rispettosa delle famiglie! che le strategie inclusive di educazione alla diversità venissero affidate alle associazioni di genitori e docenti dopo il monopolio dato per  tre anni(2013-2015) solo a 29 associazioni LGBT.

 Come Associazione  pensiamo che chi propone spettacoli di questo genere... non  dovrebbe  avere accesso nelle scuole dove si insegnano  i valori fondamentali che costruiscono le dimensioni  del rispetto verso ogni cultura, credo religioso, etnia, condizione sociale etc...

Invitiamo comunque le famiglie ad una vigilanza attiva sul tipo di educazione che viene offerta ai propri figli e a richiedere tutte le notizie necessarie per un consenso davvero informato e consapevole sulle modalità con cui temi tanto delicati e sensibili vengono offerti a ragazzini di soli quattordici anni.

Se la scuola dovesse rifiutare ai genitori l'esercizio di tale diritto, incoraggiamo insieme ad altre associazioni di genitori, azioni di protesta non firmando il Patto di Corresponsabilità Educativa e non versando il contributo volontario alla scuola.

Roma 28 gennaio 2018

 

                                                                                           IL PRESIDENTE

                                                                                                             Giusy D'Amico

 

 

 

C O M U N I C A TO 

 

          L'Associazione Non Si Tocca La Famiglia, tra i promotori dei due Family Day, sulla base delle proposte inoltrate al Miur e ignorate nel "nulla di fatto" con cui a Novembre il Ministro avrebbe dovuto formalizzare il Nuovo Patto di Corresponsabilità Educativa tra scuola e Famiglia, invita tutti i genitori ad una ferma azione di protesta per difendere nella scuola, il diritto di educare liberamente i propri figli secondo quanto recita la nostra Costituzione, la Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo e le recenti Linee Guida al comma 16 della L. 107 su La Buona Scuola.

          La segreteria del Ministro Fedeli non risponde alla richiesta urgente di un incontro nel quale definire tale diritto. Poiché le famiglie non possono aspettare il prossimo Ministro dell'istruzione chiediamo ai genitori di non firmare il PEC all'atto di iscrizione a scuola in queste settimane e non versare il contributo volontario, preparandosi ad un imminente presidio davanti al Ministero della Pubblica Istruzione a Roma.

Lo afferma il presidente Giusy D'Amico in attesa che venga ufficializzato quanto è ancora fermo al Ministero nel tavolo delle bozze di lavoro sul nuovo Patto di Corresponsabilità.

          Roma, 22 gennaio 2018

                                                                                                

                                                                                          L’Ass.ne Non si tocca la Famiglia

                                                                                                   Ufficio Stampa

 

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