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COMUNICATO STAMPA


Giusy D’Amico (**ASSOCIAZIONE NON SI TOCCA LA FAMIGLIA **) Sul tema delle scuole paritarie vittoria delle Associazioni di genitori nel constatare un nuovo approccio del Ministro Azzolina nel merito della questione.

 

Le parole pronunciate dal Ministro Azzolina ieri in Parlamento sono la prova di un grande cambiamento di rotta da parte di un'area politica che aveva sempre usato toni contrastanti, non di rado ideologici, sul tema delle scuole statali e scuole paritarie. Lo afferma in una nota Giusy D'Amico presidente dell'associazione Non Si Tocca La Famiglia che sottolinea come ieri sono stati usati dal Ministro termini come, pluralismo educativo, libertà di scelta educativa, sistema integrato. Espressioni che appartengono al mondo associativo di genitori e famiglie che in questi anni hanno difeso la libertà di scelta educativa. Ora attendiamo che domani in aula l'approvazione di quegli emendamenti  decisivi per integrare il decreto sulla detraibilità totale delle rette versate dai genitori in tempo di corona virus, si traduca in fatti concreti, altrimenti dovremo pensare ad un alto tradimento anche da parte di quei politici che in questo tempo hanno sempre appoggiato la libertà di educazione per il contrasto alla povertà educativa e alle discriminazioni tra bambini. Pronti a manifestare di fronte a eventuali passi indietro da chi ora potrebbe salvare la scuola pubblica tutta, dal collasso dei prossimi mesi e non lo farà. C'è in gioco la chiusura  del trenta per cento delle scuole paritarie a Settembre con conseguente collasso della scuola statale. 

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Roma 7 Maggio 2020

 

                                                             L’Ass.ne Non si Tocca La Famiglia
                                                                       L’Ufficio Stampa

Le decisioni del Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, rischiano di mettere in grave difficoltà i bambini, i giovani e le famiglie. Il Ministro ha dichiarato che da settembre le lezioni saranno "metà a scuola, metà a casa" tramite la "Didattica a distanza".

Questa proposta è inaccettabile per l'enorme peso che viene scaricato sulle famiglie e per i danni che può provocare alla formazione intellettuale e umana degli studenti, nonché alla loro salute.

Firma per chiedere al Ministro dell’Istruzione e al Presidente del consiglio di prevedere la piena ripresa della scuola a settembre, nel rispetto delle misure di sicurezza occorrenti. FIRMA E FAI FIRMARE

Questa petizione è promossa da: Associazione Family Day, Associazione Non Si Tocca la Famiglia, Associazione Generazione Famiglia e Pro Vita & Famiglia Onlus.

-- Ecco il messaggio che invieremo al Ministro dell'Istruzione e al Presidente del consiglio --

Grande preoccupazione hanno destato le dichiarazioni del Ministro dell'Istruzione, secondo le quali da settembre le lezioni saranno "metà a scuola, metà a casa" tramite la "Didattica a distanza", ipotizzando di dividere le classi: "Una metà degli studenti per metà settimana andrebbe a scuola, poi l’altra metà".

Le ragioni per le quali questa proposta è inaccettabile sono molteplici. Le famiglie - già messe in grande difficoltà dalla crisi sociale ed economica in atto - subirebbero un ulteriore grave colpo: i genitori dovranno organizzare il loro lavoro in base ai giorni della “Didattica a distanza” (DAD) e molti saranno costretti o a continuare il lavoro sopportando le spese di un baby sitter oppure ad attendere alla cura e all'istruzione dei figli, sacrificando il lavoro e soffrendo un danno economico aggiuntivo.

L’ipotesi "metà a scuola, metà a casa" è dannosa anche per i bambini e i giovani, sia sotto l’aspetto relazionale e pedagogico, sia in relazione alla salute psicofisica.

La didattica a distanza (DAD) non è comparabile alla presenza in classe dal punto di vista didattico, relazionale ed emotivo. Gli studenti sono esposti a molte più distrazioni a casa, manca quella presenza fisica che stimola l’attenzione ed è fortemente compromessa la comunicazione anche non verbale che permette agli insegnanti di sentire la recettività degli alunni. Gli studenti hanno e avranno sempre bisogno di stare in contatto con i loro "prof" e con i "compagni".

Inoltre, la DAD sta creando una voragine tra studenti agiati e studenti con disabilità e fragilità socio economiche, i quali hanno maggiori difficoltà - e talvolta nemmeno la possibilità - di seguire le lezioni telematicamente.

Il tempo trascorso a seguire le lezioni online si aggiunge a quello passato di fronte agli schermi, che in questo periodo di restrizioni ha già conosciuto un forte aumento: ciò peggiora una serie di problematiche psicologiche nei bambini e nei giovani, tra le quali: disturbi del sonno, depressione, maggiore irritabilità, difficoltà di concentrazione, disturbi d’ansia, dipendenze e isolamento.

Molti altri paesi hanno già provveduto a riavviare le attività scolastiche: il Governo ha quattro mesi per organizzare il rientro in sicurezza.

Chiediamo quindi che il Ministero dell’Istruzione e il Governo rispettino il diritto all'istruzione e alla salute dei bambini e dei giovani, nonché l’interesse delle famiglie, riaprendo pienamente - in sicurezza - le scuole di ogni ordine e grado a settembre.

Roma 06 maggio 2020

                                                                                   Ass. Non Si Tocca La Famiglia

                                                                                             La Segreteria

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Emergenza scuole chiuse : Giusy D’Amico Presidente Associazione NON SI TOCCA LA FAMIGLIA -“Ipotesi del Ministro da settembre metà studenti in classe e metà a casa" *Approssimativa e press'appochista la proposta del Ministro Azzolina .*  Una scuola virtuale non è la scuola in cui credono le famiglie italiane e che possa offrire garanzie serie ai propri figli per innalzare il livello di istruzione già seriamente compromesso dalla pandemia.

 

Si offra ai genitori il ritorno in sicurezza dei propri figli perché sia garantito il diritto allo studio di tutti, senza discriminazioni già evidenti in quei bambini e ragazzi che per motivi di disagio sociale e con bisogni educativi speciali con fatica o quasi per nulla hanno seguito la didattica a distanza.

Inaccettabile, prosegue Giusy D'Amico presidente dell'associazione, che in questo momento così critico non venga citato il serio dibattito sulle Scuole Paritarie a rischio chiusura per Settembre con l'inevitabile riversamento di migliaia di alunni in classi già sovraccariche.

Inoltre come gestiranno questi turni i genitori che lavorano?

Troppe le questioni aperte che meriterebbero nell'immediato almeno l'apertura in piena sicurezza per tutta l'area di quegli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento che, essendo pochissimi sul totale della popolazione scolastica, potrebbero rientrare con tutte le misure previste di sicurezza visto che con immensa fatica anche per i docenti, dovranno recuperare il regresso in atto.

Le relazioni non passano attraverso uno schermo e anche il rischio di dipendenze dai sistemi di rete non può essere sottovalutato per tutti gli altri alunni che dovranno poter tornare alla normalità.

Conclude D’Amico Se a settembre non ripartiranno le scuole in sicurezza, scenderemo in piazza a far sentire la nostra voce.

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Roma, 2 maggio 2020

                                                                         L’Ass.ne Non si Tocca La Famiglia
                                                                            L’Ufficio Stampa

 

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COMUNICATO STAMPA

 

*#NESSUNA MISURA SUL TEMA FAMIGLIA*

Il nuovo decreto non prevede alcun provvedimento per il sostegno alle famiglie soprattutto quelle numerose per le quali non è previsto alcun voucher baby sitting in aiuto alle mamme che ora resteranno a casa, senza scuola, senza nonni, con tre quattro bambini piccoli alcuni con lievi o gravi handicap, mentre i mariti torneranno al lavoro. Nessun riferimento alla scuola, al dibattito in corso sulle scuole paritarie, ad una possibile riapertura almeno per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali che, registreranno un gravissimo regresso non potendo più usufruire di sostegno alcuno, e partecipando, solo dove possibile, con estrema difficoltà a lezioni di didattica a distanza per loro assolutamente insufficienti.

Questi sono servizi essenziali alla persona e alla cultura quanto lo sono musei ed altre attività che riapriranno, con le stesse, dovute, misure di sicurezza con le quali avrebbero potuto riaprire anche le scuole almeno per i casi difficili.

*Lo afferma Giusy D'Amico presidente dell'associazione Non Si Tocca La Famiglia* che aggiunge essere stato ignorato un altro servizio essenziale, a milioni di famiglie italiane, quello della fede e dei sacramenti.

Le ultime parole pronunciate ultimamente dal Santo Padre sul rischio di viralizzare la fede e la Chiesa, hanno posto subito in evidenza la conseguente necessità di tornare, con le dovute precauzioni, ad essere popolo: siamo invece nuovamente a restrizioni ingiustificate di fronte alle quali sosteniamo la Cei che ha fatto giustamente sentire la sua voce per concordare un protocollo su nuove disposizioni.

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Roma, 27 aprile 2020

                                          
L'Associazione si Tocca La Famiglia
                                                  L’Ufficio Stampa

 

 

 

                                                            

LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE LUCIA AZZOLINA
Lucia Azzolina

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE

 

Signor Ministro

chi le  scrive è una docente di scuola primaria che prima di essere insegnante è mamma, e prima di aver conseguito i titoli per esercitare, coltivava nell'animo solo  il desiderio di educare ai valori, alla speranza e all'autostima i suoi figli e poi ha sognato di farlo anche con i figli degli altri .

Un sogno diventato realtà, tuttavia in costruzione ogni giorno. Solo questo allora mi spinse a riprendere gli studi e poi a farlo ancora, formandomi e documentandomi sempre più per cogliere in profondità il frutto migliore da offrire ai nostri bambini e ragazzi, nell'unica direzione possibile che fosse in grado di suscitare in loro il desiderio di sapere, di capire, di curiosare nella realtà, di desiderare, di inoltrarsi... Questa direzione sta nel coltivare per prima cosa la relazione.

Non vi è istruzione senza relazione. 

Nel decreto appena emanato non vi è traccia del tema scuola, famiglie numerose, bambini, bambini disabili o con bisogni educativi speciali! L'emergenza Corona virus  ha indotto il mondo della scuola ad  una brusca interruzione di quel rapporto diretto con i nostri alunni con il quale misuravamo gli sguardi, gli animi, i desideri e la quantità di interesse che poteva far emergere in loro la voglia di scommettere su se stessi... sugli altri...su quel tratto di vita da percorrere insieme. La didattica a distanza ci ha ribaltati dalle nostre cattedre alle cattedre del vero sapere quello che sta dentro lo scrigno della coscienza di ogni bambino e che chiede di venir fuori perché ha sete di cose grandi, di orizzonti sconfinati che non possono essere saziati solo dal concetto di sapere,  ma chiedono di essere accompagnati  perché l'educazione cammina un passo avanti all'istruzione  se il sapere non è connesso alla passione e all'Amore con cui viene presentato e fruito, si spegne la motivazione, la fiducia e  la speranza.

La dad ci ha spiegato che i nostri alunni, soprattutto i più fragili, desiderano quel contatto, quella relazione quella passione che attraverso lo schermo non ce la fa a passare...

I bambini e ragazzi più sicuri e autonomi, vivono la DAD come esperienza divertente anche se ovviamente nuova  da gestire con attenzione  e dedizione, in collaborazione dei genitori, tuttavia il progressivo e inevitabile regresso dei più fragili (dai più certificati con handicap, a coloro che mostrano disturbi lievi o gravi di apprendimento, o ai bambini  certificati  solo dal buon senso dell'educatore) non può lasciarci indifferenti.

Ci impone interrogativi urgenti, azioni tempestive e  misure immediate per evitare che quel resto di umanità e di coscienze in formazione, registri e consolidi un fallimento che in modo fatale potrà pregiudicare il futuro apprendimento e l'autostima necessaria per recuperare il divario già esistente con la vita, con gli  altri, con se stessi.

Io non mi do pace  da settimane  tentando di raggiungere i più lontani con ogni mezzo possibile, video chiamate wzp, telefonate con spiegazioni in diretta, foto, incoraggiamenti, ma tutto questo non offrirà loro quel che può essere dato solo di presenza... purtroppo sono anche gli stessi con scarse disponibilità di supporti informatici e le famiglie non hanno ancora avuto accesso alle quote messe  a disposizione per loro.

I molti bambini stranieri che non comprendono neanche bene la lingua italiana  sono ormai fermi da settimane.
Questo vuoto relazionale, diretto, empatico, non possiamo più permetterlo. Non per i bambini con più in difficoltà. Non possiamo permettere altre discriminazioni oltre quelle già vissute da tutti coloro che privi di strumenti multimediali sono rimasti indietro su quanto svolto finora.

Permettiamo invece l'apertura imminente delle scuole con tutte le misure previste per la sicurezza oltre che  disinfezione quotidiana degli ambienti, distanziamento di un metro tra i banchi e tamponi almeno per i docenti giovani, che in forma graduale riprenderanno il servizio. Permettiamo almeno a  tutta la sfera dei bisogni educativi speciali e della disabilità di riprendere le lezioni in presenza, considerati i numeri esigui con cui sarà possibile lavorare visto che nella scuola questi casi sono pochissimi in ogni classe, attuando tutte le norme di sicurezza previste e mantenendo la DAD per tutti gli altri fino a cessato allarme.

Diamo una speranza ai più bisognosi, anche fino a tutto il mese di giugno poi consolideremo nel mese di luglio da casa, solo con loro, le basi recuperate in maggio e giugno. Sosteniamo la fatica dei più fragili e delle loro famiglie così preoccupate e anche affaticate, diamo un segnale di vicinanza, perché  tutti gli altri possono aspettare (la DAD in modalità sincrona li supporta egregiamente) ma non sostiene allo stesso modo gli incerti. Allora le chiedo da docente e da genitore, ma anche a nome di centinaia di famiglie che rappresento come presidente di una associazione chiamata Non si Tocca la Famiglia, formata appunto da genitori famiglie e docenti di agire subito. Faremo cosa buona per il bene dei più fragili, delle loro famiglie, per il bene comune della collettività e nell'ottica di sostenere  i bambini e l'educazione per una scuola davvero inclusiva e plurale.

Attendo uno spiraglio di luce in un suo pronunciamento.

Roma, 27 aprile 2020

  •                                                        Associazione Non Si Tocca La Famiglia
  •                                                                          Il Presidente
  •                                                                         Giusy D'Amico                          

 

COMUNICATO STAMPA


SALVIAMO LE SCUOLE PARITARIE

L'associazione Non si Tocca la Famiglia insieme ad altre associazioni di genitori come Agesc, Provita&famiglia, Difendiamo i Nostri figli, con Suor Anna Monia Alfieri esperta di politiche scolastiche e Giuseppe Richiedei già presidente Nazionale Age, chiedono di salvare le scuole paritarie che con la crisi economica rischiano la chiusura!

Non chiediamo soldi per loro, ma la detrazione totale delle rette pagate dai genitori perché non venga perduto un patrimonio immenso di cultura e si giunga ad una quota capitaria per ogni bambino in grado di garantire l’esercizio di libertà, con cui tutti i genitori potranno scegliere la buona scuola statale oppure una buona scuola paritaria per i propri figli.

Basta alle discriminazioni sociali che da sempre hanno escluso le famiglie più povere nel poter scegliere la scuola dei loro desideri, non potendo sostenerne i costi delle rette.

Con “il costo standard” assegnato dallo Stato potranno iscrivere liberamente i propri figli o nelle scuole statali o in quelle paritarie.

Lo afferma Giusy D'Amico presidente dell'associazione Non Si Tocca La Famiglia preoccupata che dopo la crisi economica, molti degli alunni delle paritarie confluiranno nelle scuole statali dove la situazione giungerà al collasso riempendo classi già sovraccariche e con una conseguente spesa per lo Stato, stimata oggi dagli esperti fino a 3 miliardi. 

Con appena due miliardi invece (piano al vaglio del governo) si salverebbe tutta la scuola sia statale che paritaria e i genitori potrebbero finalmente esercitare la vera libertà di scelta educativa, mandando i propri figli nelle scuole che condividono le medesime convinzioni culturali, educative e religiose.

Conclude Giusy D'Amico chiedendo con forza, che il governo non abbandoni un comparto come le paritarie con più di tre milioni di portatori di interesse. Soprattutto non ignori il grandissimo servizio offerto alla cultura e alla democrazia dal pluralismo scolastico che garantisce alle famiglie la libertà di scelta educativa.

Libertà da assicurare a tutti, abbienti e meno abbienti, come nei Paesi europei, democratici, avanzati, ma che in Italia è ancora ostacolata da discriminazioni socio – economiche, inconcepibili in una Repubblica tenuta a rispettare tra i diritti inviolabili quello della scelta incondizionata della scuola.

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Roma, 21 aprile 2020

                                                             L’Ass.ne Non si Tocca La Famiglia

                                                                       L’Ufficio Stampa

SALVIAMO LE SCUOLE PARITARIE

 

L'associazione Non si Tocca la Famiglia (Giusy D'Amico), insieme ad altre associazioni di genitori come Agesc Milano (Marco Di Pilato), Provita&famiglia (Jacopo Coghe), Difendiamo i Nostri figli (Massimo Gandolfini), con Suor Anna Monia Alfieri esperta di politiche scolastiche e (Giuseppe Richiedei) già presidente Nazionale Age, chiedono di salvare le scuole paritarie che con la crisi economica Rischiano la chiusura !

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