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📌Da un articolo di Giusy D'amico 

 Tiktok 
Toc Toc famiglia ci sei?
 
 
TikTok risulta ad oggi regolarmente disponibile a tutti gli utenti italiani nonostante il provvedimento del garante sulla privacy emanato dopo la tragedia di Palermo.
Allora che succede dunque... cosa si deve fare?
 
Le piattaforme dovrebbero innalzare a 16 anni l'accesso dei ragazzi e non proporre iniziative a rischio per la vita dei nostri figli.
Ma c'è di più. 
Sono una mamma di figli grandi ormai e un'insegnante, presiedo l'associazione Non si Tocca la Famiglia voluta da genitori impegnati a tutelare l'educazione e i valori fondanti l'umano.
Quando a novembre da un battibecco in classe mi sono accorta che alcuni bambini avevano aperto una chat su wzp nella quale avevano litigato subito perché le parole, faccine e punteggiatura erano diventate lame taglienti, non essendo maneggiate da mani esperte, ho chiesto di chiuderla subito, parlando subito all'uscita con i genitori. 
"Non potete cedere a qualcosa nella quale persino noi adulti scivoliamo spesso non riuscendo a spiegare davvero alcune cose con cui vogliamo dirne talvolta delle altre?
Chiudete subito la chat perché i bambini a quest'età non possono gestire un livello di comunicazione come questo, non hanno gli strumenti e non glieli daremo prima dei 13 anni.
Non ditemi che non potete.
Siete i loro genitori e avete una responsabilità e loro hanno necessità assoluta dei vostri divieti che sono atti responsabilità di cui vi ringrazieranno !"
Devo dire che hanno obbedito subito.
Così dovrebbe accadere Scuola e Famiglia insieme devono e possono educare.
I bambini hanno compreso subito... quasi erano grati di essere stati liberati da un impiccio non indifferente e venerdi scorso quando abbiamo parlato in classe del fatto di Palermo, hanno mostrato intelligenza nei loro interventi, pur essendo bambini di terza elementare hanno manifestato un sano timore della rete, tante domande sul cosa potevano fare o non fare, con il telefono.
"Il cellulare non potete averlo a questa età. "
No.
E se usate quello dei vostri genitori allora devono essere accanto a voi, giocare con voi e valutare con voi cosa è buono e cosa non è buono voi possiate fare.
Tuttavia sono proprio i genitori spesso che si fidano dei bambini vedendoli contenti e ritenendoli figli responsabili.
Spesso non sanno cosa proibire e spiegare il perché.
I bambini non sono responsabili non è possibile perché è assente la capacità di discernere in questa fascia di età cosa può far loro male dietro le apparenze di un presunto bene (ma lo è anche a 16 anni secondo me).
Dietro i colossi delle piattaforme come tiktok Facebook Instagram twitter, ci sono studi di altissimo livello per mobilitare l'intero sistema di risposta allo stimolo di dopamina che risiede nel cervello.
Si diventa dipendenti in età adulta( io stessa mi sono data degli orari per gestire il controllo e gli accessi alla rete, se non quando ritengo siano importanti) figuriamoci nell'età in cui si dipende dal riconoscimento dei pari e dal rinforzo che se non ti arriva da famiglia, scuola, amichetti, fidanzatino, etc diventa morboso e invalidante aggrappandosi a quei like come fossero, e poi diventano di fatto, una questione di vita o di depressione .
Il ruolo di presenza e costante accompagnamento necessario con i bambini impone alla famiglia che non intervenga nessuna distrazione a distogliere l'attenzione da quel che fanno, perché i bambini prima erano adescati al parco, ora c'è il parco virtuale che presenta ancora più rischi perché pensiamo che stando in casa siano sotto il nostro controllo, ma il mondo sommerso del web ha tentacoli demoniaci che ingannano mescolando la verità alla menzogna e facendo vittime innocenti mediante l'elisir di tutti i tempi : l' apparire.
Siamo in una società dove sei, in base a quanto sei riconosciuto e quanti followers hai. 
Se la cultura dell'essere fosse più forte nell'educazione di quella dell'apparire, forse potremmo anche con i nostri figli pianificare una gestione della rete più intelligente. 
Per esempio io sto per proporre ai miei alunni una gara a chi pensa cose più interessanti di altri valutandone insieme la qualità e votando in classe il pensiero più emozionante, poi vorrei farlo pubblicare e anche farlo girare per le classi e diventare famosi a scuola per quel che pensiamo e che siamo capaci di trasmettere per costruire il  bene. 
Sto leggendo loro articoli di giornale e loro sono interessantissimi alla notizia del giorno durante il pranzo.
Tra l'altro associando il piacere del cibo e del relax alla rassegna stampa ( in micro ovviamente), con commenti diversificati trascorrono momenti formativi senza accorgersene .
Non so anche un quadro dipinto " a modo mio" e commentato " come penso io" può riscuotere successo per presentarlo in modo interessante.
Inventare rime poesie e barzellette...e poi farne un giornalino dedicando arte tempo e idee per realizzarlo e diffonderlo come se dovessimo venderlo in edicola.
Poi insegnare loro che la rete deve diffondere cose belle altrimenti non è rete è trappola. 
E poi dare spazio alla noia perché se interpretata bene è una risorsa, soprattutto per una generazione che ci ha imposto ritmi disumani ( il covid, nel male, ci ha restituito un bene, il fermo...e anche la noia. )
Bellissima la noia.
Io ho istituito con i miei alunni " lo spazio del niente".
Meravigliosi 10 minuti in cui non facciamo niente. 
Silenzio, sguardo nel vuoto, o occhi chiusi, oppure pensando.
Possiamo uscire dalla paura di questo tunnel virtuale usando autorevolezza.
Restituiamo qualità al tempo.
Facciamo cose che spezzano i gesti ripetitivi.
Spendiamoci in Creatività. 
Ho imparato a fare il pane in casa. Fantastico!
Ecco facciamo cose belle con i bambini.
Stiamo nel nostro ruolo. 
Desideriamo equilibrio per i figli non sogni di gloria.
Vigilando.
Offrendo bellezza i bambini e i ragazzi cercano bellezza cose che attraggono..
se non siamo appetibili affascinanti si fanno affascinare dalle prime sirene che cantano. 
Le grandi piattaforme hanno una grande attrattiva e certamente se vedono i genitori per primi" fatti di rete " come possiamo sperare che si innamorino di altro.
Se ci vedono leggere leggeranno, se dipingiamo magari non dipingeranno ma ci guarderanno dipingere...
Rimane il grande dolore di una famiglia semplice che amava vedere felice quella ragazzina sommersa di like e cuoricini e sperava di vederla realizzare il sogno di essere famosa, ma quella sfida era diventata più grande di lei fino a sfidare la vita.
Rimane un dolore inenarrabile adesso, la grande solidarietà che come Associazione viviamo in queste ore con i genitori della piccola, uniti per impegnarci tutti a far sì che niente di tutto questo possa ancora ripetersi.
Stiamo lanciando una petizione nazionale per avere garanzie più certe sui controlli delle grandi piattaforme, innalzare l'età a 16 anni per l’accesso a giochi potenzialmente pericolosi e responsabilità penali severe per chi non rispetta le regole.
Le proposte estreme di queste piattaforme hanno dentro distorsioni infernali perché mescolano la verità e cioè che siamo tutti chiamati a cose grandi perché la vita ha una grandezza incontenibile, alla menzogna che la felicità ti viene se tu sei come Dio.
Purtroppo si sperimenta l'inferno perché raggiungere sfide estreme senza l'equilibrio della ratio e del vero bene spinge al suicidio.
In varie forme.
La rete rappresenta una di queste.
Non facciamoci rubare la libertà. 
Riprendiamo in mano l'educazione dei nostri figli con fiducia e impegno. 

 

Roma, 26 gennaio 2021

                                                                 IL Presidente
                                                                 Giusy D’Amico

COMUNICATO STAMPA

 

Giusy D’Amico Presidente dell’Associazione NON SI TOCCA LA FAMIGLIA - Oggi sit in davanti al Ministero dell'interno per dire “NO a GENITORE 1 GENITORE 2”

L'associazione Non si Tocca la Famiglia stamattina ha presenziato insieme al Family day e ai promotori delle Petizioni lanciate da Provita&famiglia e Citizengo, per dire “NO ad un provvedimento ideologico come quello di abolire le parole PADRE E MADRE tese a indebolire ancora di più le radici dell'umano.”

Lo afferma in una nota Giusy D'amico presidente dell'Associazione non si Tocca la Famiglia che annuncia una protesta compatta con quanti si schiereranno a tutela di questo Bene insopprimibile. Poiché la legge fa cultura, la protesta di fronte a questa stortura antropologica terrà deste le coscienze per non abdicare al pensiero unico senza aver resistito fino alla fine.

Non vi è identità senza origine, per questo difenderemo l'identità dei bambini sostenendo in ogni modo, che si nasce da un padre e da una madre e che per essere generati alla vita è necessaria l'unione di un uomo e di una donna.

Tutto il resto sono sovrastrutture ideologiche e strumentali che non hanno relazione con la natura più profonda dell'uomo. 

Roma 20 gennaio 2021

                                               L’Ass.ne Non Si Tocca La Famiglia
                                                              Ufficio Stampa
 
 
 
 
 
 

Per il nuovo ciclo  di conferenze on line sul tema vita Famiglia educazione, oggi il terzo appuntamento.

 

L'evento  di oggi inserito nel percorso del Contrasto e Prevenzione alla violenza sulle donne su iniziativa del Ministero per le Pari opportunità e in collaborazione con il Centro per la Famiglia di Roma, vedrà gli interventi della dott.ssa Federica Dalmastri responsabile della équipe scientifica dell'associazione e Giusy D'amico presidente,  sulle dipendenze dalla pornografia come una delle cause di violenza sulle donne .

Il percorso tenderà ad un'analisi sociologica dell'abuso di tali dipendenze e sui danni che provoca tale schiavitù sul piano della ricezione di dati che operano nella direzione di uno  svilimento della dignità femminile, della sacralità del corpo, del rispetto nelle relazioni.

Quali vie per liberarsi da tali lacci e suggerimenti pratici con info su esperti del settore,  pronti a dare supporto significativo a percorsi di guarigione.

ORE 18.00 diretta fb dalla pagina dell'Associazione Non si Tocca la Famiglia 

Roma, 20 gennaio 2021

                                                                           

Appuntamento da non perdere.

13 gennaio ore 18.00 da questa pagina Non si Tocca la Famiglia diretta FB.
Il covid ha evidenziato disagi noti e inaspettati nelle relazioni interpersonali.
Uomini e donne uniti possono affrontare le sfide attuali e vincerle rispettandosinell'unicita' del loro esistere.
Noi siamo dalla parte dei più fragili sia uomini che donne, siamo per i patti di alleanza tra il genere Femminile e quello Maschile sapendo quanta ricchezza vi è nelle loro differenze.
Ospiti in studio 
Giorgio Sacco Avvocato e responsabile dell'equipe legale dell'associazione .
Giusy D'amico presidente di Non si Tocca la Famiglia. 
 
Conduce in studio Mauro Rotunno.
 TI ASPETTIAMO SU QUESTA PAGINA FACEBOOK  Clicca qui: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3623204811061927&id=694599627255808
 
VI ASPETTIAMO NUMEROSI.........

COMUNICATO STAMPA

 

* NON SI TOCCA LA FAMIGLIA *FLASH MOB PIAZZA MONTECITORIO 29 DICEMBRE 2020 ORE 12.00 “A sostegno della libertà educativa dei genitori”.


L' Associazione Non Si Tocca la Famiglia promotrice della rete *#LiberiDiEducare2 Invita tutti ad unirsi al photoPressing parlamentare inviando le proprie foto entro il 28 dicembre con l'astagh #LiberiDiEducare2 perché la nostra segreteria possa inoltrarle ogni giorno in tempo reale ai parlamentari coinvolti in fase Bilancio fino al 30 dicembre.


Appuntamento IL 29 DICEMBRE CON IL FLASH MOB DAVANTI MONTECITORIO PER SOSTENERE LA LIBERTÀ EDUCATIVA DELLA FAMIGLIA. La rete #LiberiDiEducare è scesa in campo con tante Associazioni di famiglie, docenti, esperti di diritto, dirigenti, per ottenere in fase di Bilancio patti educativi che azzerino finalmente le discriminazioni tra chi per ceto sociale non può ancora scegliere tra una buona scuola pubblica statale e una buona scuola pubblica paritaria.

Continua senza sosta la Maratona di Non si Tocca la Famiglia con Suor Anna Monia Alfieri Usmi Cism, le 70 associazioni del Web Pressing parlamentare del 4 dicembre organizzato a cura di "pro Polis persona ", gli amici dell'associazione Family day, Provita&famiglia, Agesc Milano, Nonni 2.0, Osservatorio Parlamentare Vera Lex, Richiedei già presidente Nazionale Age, Articolo 26, Steadfast , Citizen go autore della raccolta di 100mila firme presentata al Miur il 17 settembre per garantire i patti educativi con le Scuole Paritarie e i costi Standard.

SALVIAMO🔈🔉🔊 INSIEME LA SCUOLA PUBBLICA TUTTA!

Siamo in migliaia ormai sparsi ovunque e per portare la voce dei genitori davanti a Montecitorio una nostra delegazione sarà presente il 29 dicembre alle ore 12.00 per un FLASH MOB che riaffermerà i principi di uguaglianza perché l'istruzione sia davvero un bene di tutti!

Sostieni con noi questa Maratona per la famiglia Inviando la tua foto a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Roma 12 dicembre 2020

                                                                              
                                                          ASS.NE NON SI TOCCA LA FAMIGLIA
                                                                        UFFICIO STAMPA

 

 

**COMUNICATO STAMPA ***

 

L'associazione Non si Tocca la Famiglia annuncia la ripartenza della rete #LiberiDiEducare2 per ottenere in fase di Bilancio, Patti Educativi che azzerino finalmente le discriminazioni sociali tra chi non può ancora scegliere tra una buona scuola pubblica statale e una buona scuola pubblica paritaria.* 
📌  #LiberiDiEducare sostiene e promuove l'appello delle 70 associazioni per il raggiungimento della parità scolastica che a vent'anni dalla L.62 del 2000 sul tema, ancora non trova attuazione come invece accade in diverse nazioni Europee.
 
E' vitale sostenere la collaborazione tra Scuole Statali e Scuole Paritarie per salvare la scuola pubblica tutta, in un momento di gravissima emergenza sanitaria ma anche educativa del paese.
Il diritto all'istruzione e all'educazione deve essere per tutti, non può essere un privilegio per pochi eletti.
Dopo la *Maratona per la Famiglia* del 15 giugno 2020 conclusasi con il Flash Mob davanti Montecitorio che ha visto raddoppiato in Parlamento il fondo alle Paritarie, da 150 a 300 mln di euro, si riparte per sostenere il diritto all'istruzione per tutti senza più discriminazioni tra studenti ricchi e poveri.
La rete #LiberiDiEducare voluta in Marzo 2020 da Giusy D'Amico Prsidente dell'Associazione Non si Tocca la Famiglia riparte con Suor Anna Monia Alfieri premiata proprio in questi giorni con l'Ambrogino d'oro per il suo impegno culturale a sostegno della libertà educativa della Famiglia, esperta di politiche scolastiche, con l'associazione Family Day ( Massimo Gandolfini) l'Osservatorio Parlamentare di Vera Lex ( Domenico Menorello) autore del web-pressing" parlamentare del 15 giugno e l'appello pro-paritarie (voluto da Pro Polis Persona) di 50 associazioni no profit, rilancia oggi la nuova campagna di sensibilizzazione alla libertà di scelta educativa della Famiglia, lo farà con altre associazioni come Agesc Milano (Marco Di Pilato), Provita&famiglia (Jacopo Coghe),(Giuseppe Richiedei) già presidente Nazionale Age, Nonni 2.0 (Peppino Zola),Articolo 26 (Chiara Iannarelli) ,Steadfast Onlus (Emanuele Di Leo), per il bene della scuola pubblica tutta .
 *L'iniziativa chiederà a tutte le famiglie, genitori, docenti, dirigenti, cittadini coscienti del grande valore che l'educazione e l'istruzione sono un diritto di tutti e non di una élite di cittadini, di pubblicare la propria foto con l'hashtag #liberiDiEducare2 per tenere desta l'attenzione sul tema dell'emergenza educativa, che insieme all'emergenza sanitaria merita provvedimenti soluzioni e risorse immediate* e necessarie affinché l'educazione e l'istruzione riparta prioritariamente per le famiglie in difficoltà.
 
Come rete di Associazioni ci incaricheremo di inviare tutte le foto che circoleranno sul web, in tempo reale, a tutte le forze politiche impegnate in questo tempo di legge di Bilancio.
 
Invitiamo tutti i politici che in modo trasversale hanno sostenuto la libertà di scelta educativa delle famiglie in questi mesi, affinché si porti a compimento la  riforma ventennale del sistema scolastico integrato per una collaborazione fra scuole pubbliche statali e paritarie,  introducendo per tutta la scuola i costi standard di sostenibilità da declinare in convenzioni, voucher, buono scuola, deduzione. 
 
Roma, 28 novembre 2020
 
 
                                                                                                L'Ass.ne NON SI TOCCA LA FAMIGLIA
                                                                                                             UFFICIO STAMPA


 

***Che succede nelle scuole di Firenze? Prove tecniche di regime .***
di Giusy D’Amico
 

Con il ddl Zan non avremo più lo scudo del Consenso Informato Preventivo, costato anni di fatiche e che oggi insieme alla modalità collaudata di corretta interazione con le scuole, ha portato moltissimi genitori a vedere rispettato senza timori il diritto ad esercitare la propria libertà di educazione a scuola .

 

ESISTONO LE MODALITÀ PER VEDERE RISPETTATI I PROPRI DIRITTI.[ ]

Leggi l'articolo e l'intervista di una mamma di Firenze referente di "Non si Tocca la Famiglia" per replicare le buone prassi 👇Unici in Europa ad avere lo strumento del Consenso Informato Preventivo possiamo ancora tutelare la libertà educativa dei genitori e mantenere sane alleanze tra Scuola e Famiglia.

Vediamo come a Firenze come Bologna, Milano, Roma e molte altre città e province in Italia, da anni sono oggetto di indottrinamento LGBTQI senza consenso dei genitori e nella maggior parte dei casi senza una vera e piena coscienza da parte delle scuole del cosa esattamente si sta proponendo ai propri studenti, visto che le proposte sono per lo più su tematiche estremamente importanti e in linea di principio ovviamente condivisibili. Lotta al bullismo, alle discriminazioni, alla violenza di genere, etc.

Quale genitore si opporrebbe ad un percorso educativo di prevenzione al bullismo o alla violenza in generale? Tutti siamo d'accordo. Ma può opporsi, se non è stato opportunamente informato e se non condivide i contenuti proposti.

Imporre o subdolamente instillare dubbi sulla propria identità sessuale, o imporre linee educative non condivise dalla Famiglia che per dettato costituzionale ha il diritto e dovere di educare i propri figli è un abuso, la stessa L.107 sulla  Buona Scuola ha ribadito che non è presente nell'ordinamento scolastico italiano nessuna ideologia, teoria gender. La libertà educativa dei genitori è sancita anche dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che all'art 26 recita: "i genitori hanno il diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai propri figli”. Noi sappiamo che nonostante tutte le rassicurazioni pubbliche e il negazionismo di certe correnti culturali e politiche, l'ideologia gender è entrata lo stesso nelle scuole e se ne facciamo denuncia è per bloccarne la diffusione. Ma non sempre si tratta di questo specifico argomento.

Spesso entra a scuola una certa visione di sessualità e di educazione sessuale che non condividiamo, un certo modo di affrontare la realtà sotto la lente di un certo approccio con la tecnica dello yoga che magari non rispecchia il nostro modo di porre attenzione alla nostra interiorità, un certo approccio alle relazioni che non coincidono con i valori dati ai nostri figli...per questi motivi vi invitiamo a consegnare sempre all'ufficio protocollo ad ogni inizio anno o all'atto dell'iscrizione il Documento di Consenso Informato Preventivo che comprende la Nota MIUR del 18/11/2018 che tutela la vostra libertà di educazione.

Quando vi viene detto che il progetto x era nel PTOF( piano triennale dell'offerta formativa) e dovevate controllare, rispondete che le informazioni non sempre sono sufficienti alla comprensione di come, cosa, quando e con chi sarebbe stato svolto il percorso nella classe di vostro figlio. Se non avete presentato il Documento del Consenso informato fatelo subito e chiedete un incontro con il dirigente scolastico per esporre dubbi e perplessità in modo disteso e cordiale. Nessun dirigente intende perdere la propria utenza e farà di tutto per venirvi incontro. La scuola promuove buone prassi per la risoluzione di problematiche diversificate, ma deve rispettare i genitori se i temi trattati a scuola, entrano in ambiti troppo sensibili e delicati, per i quali è d'obbligo l'autorizzazione dei genitori.

Anch'io sono referente di istituto per l'area bullismo e ho cura di presentare schede progettuali molto dettagliate per spiegare ai genitori chi farò intervenire, cosa si dirà, in quali contesti, quando, a fronte di quante ore, con quali sussidi didattici, che film farò vedere etc. Solo dopo raccolgo le adesioni. Purtroppo il gender entra a scuola proprio con tematiche di questo interesse sia per le famiglie che per i docenti.

Quando non si forniscono informazioni chiare sul reale percorso che si seguirà, e certe circolari comunicano la mattina stessa o il giorno prima, l'arrivo di certi esperti in classe, allora non sempre è possibile bloccare progetti di dubbia natura... Spesso molti genitori sono ignari o distratti sul cosa davvero tratterà quel corso o ne vengono a conoscenza solo dopo.

Questo non deve accadere.
Siate dunque vigilanti per tempo. Aggiungiamo il fatto che spesso i genitori temono la propria esposizione nel chiedere chiarimenti (assolutamente doverosi e leciti) pur di non essere tacciati di bigottismo su temi come sessualità, gender e dintorni. Ma non temete questo aspetta basta almeno essere in due inizialmente o chiedere consiglio alle associazioni di genitori.

Il bagaglio valoriale della Famiglia non si tocca e avete il dovere di difenderlo, usando tutti gli strumenti che abbiamo messo a disposizione.

Per essere vigilanti proponiamo sempre ai genitori di candidarsi subito in Ottobre come rappresentanti di classe o di Istituto per offrire un servizio non solo come genitori sentinella, ma anche come famiglie impegnate ad aiutare la scuola, ciascuno nei limiti delle proprie disponibilità e conoscenze, non occorrono titoli per far questo. Fatto questo è bene creare una rete tra genitori, conoscervi, parlare dei figli, confrontarvi su temi vari ed essere pronti così a fare squadra nei momenti di bisogno non solo sul tema gender ma anche su temi di interesse generale per una buona crescita educativa dei vostri bambini e ragazzi.

Se vi trovate in difficoltà rispetto all'interazione con la scuola contattate subito una Associazione di genitori, sia noi di Non si Tocca la Famiglia, come qualunque altra realtà associativa di vostra conoscenza, ormai siamo sparsi su tutto il territorio nazionale .

A Firenze per esempio proprio la scorsa settimana in una scuola, la stessa associazione queer IREOS che si è presentata nella scuola dei figli di Marta, nostra referente per la Toscana - e lo è diventata dopo averci contattato e risolto il caso di seguito- indagando su chi fosse questa associazione IREOS ( andate a vedere sul sito...) ha capito che il progetto presentato era ambiguo...e senza autorizzazione dei genitori.

Chiediamo direttamente a lei come si è comportata con altri genitori in quel contesto e chi contattò subito per capire come fare.

                                                          

                                              INTERVISTA


Giusy D'Amico: Marta grazie intanto per aver accettato l'intervista!

DOMANDA:- Hai seguito i fatti di questi giorni svoltisi nella tua città a Firenze e analoghi a quel che accadde anche a te due anni fa?

RISPOSTA : - Sì, l'ho letto sul giornale ...purtroppo qualche anno fa nella classe di mio figlio alle medie era stato presentato un progetto "Contro le discriminazioni". Siccome io e un'altra mamma sapevamo che questi titoli volutamente generici ed accattivanti spesso nascondevano una vera e propria propaganda della teoria gender, ci siamo informate meglio con la prof che lo presentava. (Da notare che il progetto era tra quelli approvati per la scuola dal Comune di Firenze e raccolti sotto il nome "Le chiavi della città" e questo sembrava garantire serietà e sicurezza per i nostri ragazzi.) Abbiamo così scoperto che il progetto sponsorizzato dal Comune era organizzato da una certa associazione IREOS, che sarebbe venuta per 3 volte nella classe dei nostri figli presentando materiale cartaceo e multimediale con l'aiuto di una psicologa, senza che noi genitori potessimo sapere prima di cosa avrebbero parlato. Il sito dell'associazione non lasciava dubbi riguardo agli argomenti che sarebbero stati trattati...

DOMANDA: A quel punto cosa avete pensato di fare?

RISPOSTA : - Io e l'altra mamma abbiamo contattato la vostra associazione Non si Tocca la Famiglia che ci ha aiutato a capire come muoverci. Abbiamo deciso di evitare uno scontro frontale che rischiava avere ricadute negative sui nostri figli e abbiamo individuato chi in classe poteva essere più sensibile alla questione.

DOMANDA:- Avete avuto un'esperienza positiva sul piano delle relazioni con altri genitori?

RISPOSTA: - Abbiamo telefonato a ciascuna di queste mamme personalmente, spiegando ciò di cui eravamo venute a conoscenza e facendo loro conoscere l'associazione IREOS. La prima reazione è stata lo stupore, poi l'imbarazzo e quasi la vergogna ad ammettere che avrebbero preferito parlare loro di certi argomenti con i loro figli, senza demandare ad altri. Abbiamo dovuto rassicurarle che non erano omofobe se non erano d'accordo che il progetto si svolgesse in classe durante l'orario scolastico senza possibilità di scelta e abbiamo concordato sul chiedere che venisse reso facoltativo spostandolo nel pomeriggio, come le altre attività proposte dalla scuola, vedi per es il laboratorio di teatro o quello di ceramica. Tramite una delle rappresentanti di classe abbiamo sollevato la questione con la prof a nome di "alcuni genitori". Lei allora ha deciso che o partecipavano tutti o nessuno e ha chiesto ai genitori di votare, scrivendo una mail a lei. È bastato quindi un solo no per far saltare il progetto che alla fine non è stato fatto.

DOMANDA:- Cosa consiglieresti ai genitori che vengono a trovarsi in situazioni analoghe?

RISPOSTA:- Consiglierei di non muoversi da sole, ma di cercare alleanze tramite l'amicizia tra genitori, per poter elaborare strategie costruttive con cui poter esprimere il nostro pensiero senza mettere a rischio i nostri figli nelle loro relazioni con i compagni e insegnanti.

DOMANDA: Cosa desideri per il futuro? - Come genitore voglio che continui ad esistere la libertà di pensiero e di parola, contro ogni possibile reato di opinione. Grazie Marta questa tua esperienza aiuterà la riflessione di molti genitori. Grazie per aver accettato, anche con preoccupazione inizialmente, di essere una nostra referente Non si tocca la Famiglia per la Toscana, come sentinella a servizio dei genitori.

RISPOSTA:- Sono ben contenta di aiutare altre famiglie a non cadere nelle trappole e soprattutto a non sentirsi sole e quindi impotenti. Non servono chissà quali competenze ma mettersi a servizio del buon senso e della libertà di continuare ad educare i nostri figli senza paure, tutto il resto viene mano mano.

 

SCARICA LA LETTERA DA INVIARE AI DIRIGENTI SCOLASTICI

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Roma, 18 novembre 2020    

                                                                                        L’Ass.ne NON SI TOCCA LA FAMIGLIA

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