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Una certa politica si è fatta sentire il 13 febbraio a Roma presso Palazzo Giustiniani, dove si è tenuto un convegno sul tema "Libera scuola in libero Stato".

Un evento che ha  posto l'attenzione, mai come stavolta, sul tema urgentissimo della libertà di educazione.

Se ne è parlato con un'ampia trasversalità politica a giudicare dai convenuti e dai molteplici richiami che tutti i relatori hanno lanciato   al mondo  della  politica, dell' educazione e dell'informazione perché si agisca subito per il bene dei nostri figli e per il valore della libertà.

Se per scegliere la scuola paritaria anche lontana da casa, dove sono certo non entri gender, ipersessualizzazione, ideologie di vario segno quando non di peggio percorsi di sessualizzazione precoce, e non mi è possibile per il magro  bilancio che non mi consentirebbe il pagamento della retta, allora vuol dire che sono discriminato rispetto a chi può e mi è negato il diritto   di scegliere in libertà, la scuola e il genere di istruzione che vorrei per i miei figli ....

Questa opzione può offrirla solo lo Stato. Solo lo Stato può garantire uguali diritti per tutti, pari opportunità per ricchi e poveri.

Le emorragie interne al sistema di istruzione attualmente non consentono di pianificare questa realtà già presente e attiva nella laicissima Francia e  in moltissimi altri paesi europei.

Vanno riviste le linee di finanziamento di tutta la Scuola Italiana (statale e paritaria) attraverso i costi standard di sostenibilità per allievo, un portafoglio in mano ad ogni alunno con cui scegliere se andare alla scuola pubblica o alla scuola paritaria vicina o lontana da casa sia nel caso che abbia disponibilita economica sia in caso contrario.

Questa sarebbe la vera libertà di scegliere il tipo di istruzione per i miei figli. Tutto il resto è regime statalista orientato a privarmi della vera libertà democratica e di respiro europeo che già in molte nazioni è realtà.

Ci si riempie tanto la bocca sul "ce lo dice l'Europa" e poi davvero su questi temi gravissimi siamo il fanalino di coda di fronte al quale, abbiamo già  leggi a sostegno dei cittadini, proprio sul valore della parità e su quello del valore della famiglia che ha il diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai propri figli. (Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo)

Dobbiamo rivalutare la nostra Costituzione con l'art 3  sulla parità di tutti i cittadini senza differenze, l'art 30 sul dovere educativo dei genitori, sull' art 33 riguardo la piena libertà educativa per tutti gli alunni.

Ogni anno 380 scuole paritarie chiudono... Una mattanza che carica il servizio statale lo rende pesante e sempre più scadente sul piano dell'offerta e della qualità oltre non concedere libertà di scelta educativa.

Di fatto, le scuole paritarie che stanno chiudendo sono le scuole del centro sud, delle periferie e quindi c'è da chiedersi chi sta aiutando questi governo ?

Stiamo dando una mano alle scuole dei ricchi per i ricchi, quando le scuole che i poveri potrebbero ancora scegliere, hanno rette da 3000/3500 euro l’anno per alunno.

Negare questo vuol dire alimentare la discriminazione consolidando un sistema classista.

L'esatto contrario di quanto auspica l’art. 2 della Cost. Italiana “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.

Sul costo standard per alunno  qualcuno dice che è un attacco alle scuole paritarie invece bisogna avere il coraggio di dire che la selezione di censo nelle scuole paritarie è un attacco alla famiglia, perché è un sistema che nega la libertà di far apprendere ai bambini poveri quello che invece spetta di diritto solo ai bambini ricchi.

Il portafoglio per alunno da spendere nella scuola che si auspica, sarà anche il modo per avviare sane competizioni tra scuole pubbliche e paritarie alzando  l'asticella della qualità dei docenti e creando sane competizioni per offrire ottime prestazioni di insegnamento in tutto il sistema di istruzione.

La politica e il governo attuale devono prendere un impegno concreto e puntuale.  L' ex ministro dell’Istruzione la sen. Valeria Fedeli ha dichiarato : “Mi auguro che la commissione sui costi standard di sostenibilità istituita con D.M. riprenda, e lo domando pubblicamente.”, aggiungendo “Ciò che è stato ben fatto da un governo non deve essere cancellato dal successivo”… soprattutto se quest’ultimo ha fatto dell’aiuto ai poveri la propria bandiera politica.

Ci aspettiamo dunque che il governo si assuma la responsabilità di garantire un diritto o cancellarlo, ma in questo secondo caso  dovrà dire: “per te genitore, contribuente povero, provvede lo Stato a istruirti il figlio… perché, vedi, solo il ricco può scegliere!” Strano , questo sistema classista, per un governo che ha fatto dei poveri la propria bandiera elettorale.

Dopo la grande vittoria del Consenso Informato preventivo nel novembre del 2018, raggiunta da tutta l'area delle associazioni del Family day, dopo cinque anni di battaglie, ci dice che l'impegno in favore della famiglia sostenuto pure dalle associazioni di genitori può avere  carattere incisivo!

Siamo pronti come Associazione Non Si Tocca La Famiglia  insieme alle realtà afferenti il Family day ad indire con tutti coloro che vorranno unirsi a noi, una giornata di sciopero nelle scuole perché si rifletta con altissimo senso di responsabilità su un tema così impellente di cui la politica in primis dovrà urgentemente farsi carico.

 

 Roma, 14 febbraio 2020

 

 

                                                    Il presidente dell'associazione Nazionale Non Si Tocca La Famiglia

                                                                                   Giusy D'Amico

 

 

Questo l'elenco degli intervenuti :

Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti CASELLATI

Promotrice dell'evento la Sen. Alessandra GALLONE

Rappresentanti dei Gestori delle Scuole Paritarie Cattoliche

Padre Luigi GAETANI, Presidente Nazionale C.I.S.M.

Madre Yvonne REUNGOAT Presidente Nazionale U.S.M.I.

Rappresentante dei Gestori e dei Dipendenti delle Scuole Paritarie Laiche

Luigi SEPIACCI, Presidente Nazionale A.N.I.N.S.E.I.

Rappresentante dei Gestori Istituti Dipendenti Scuole Paritarie

Padre Francesco CICCIMARRA, Presidente Nazionale A.G.I.D.A.E.

Rappresentanti dei Genitori della Scuola Paritaria e della Scuola Statale

Maria Grazia NASAZZI COLOMBO, Vicepresidente Forum delle associazioni familiari, Rosaria D’ANNA (A.G.E.) e Giancarlo FRARE (A.G.E.S.C.)

Rappresentanti delle Forze politiche di tutti gli schieramenti intervenuti.

Sen. Alessandra GALLONE (FI),  Sen Anna Maria BERNINI (FI) Sen. Lucio MALAN (FI), On. Valentina APREA (FI), Sen. Valeria FEDELI (PD), Sen. Mario PITTONI (Lega), Sen. Sandra LONARDO (FI), On. Paola FRASSINETTI (Fratelli D’Italia), Sen. Paola BINETTI (UDC), Sen. Simona Flavia MALPEZZI (PD), Sen. Giuseppe MOLES (FI), Sen. Roberta TOFFANIN (FI), Sen. Renato SCHIFANI

*IPERSESSUALIZZAZIONE DEI GIOVANISSIMI CON MATERIALE VERGOGNOSO MEDIANTE L' APP* _"I love safe sex_ACCADE IN TOSCANA...

Gira con questa firma www.regione. toscana.it la vergognosa proposta per i giovanissimi dove si legge di TUTTO, di più... anche l'inimmaginabile.
C'è da chiedersi perché produrre materiale simile per diffondere tra ragazzini(ma anche tra adulti) , informazioni tanto spinte e dettagliate visto che in rete, se proprio si vuole... si trova ormai di tutto?
Forse perché dietro continua ad esserci un mercato che vuole alimentare consumi,  aziende che cercano di diffondere il più possibile anticoncezionali di vario tipo, dai profilattici ai farmaci come la  pillola, e quella " del giorno dopo ", per non parlare di sexytoys e pratiche come il fisting anale, come fare sesso anale sicuro...come scambiarsi tra donne vibratori etc..cosa vuol dire la pratica del trombamico, rassicurazioni e raccomandazioni su masturbazione e dintorni con una serie di verità non dette oltre che scritte male... Insomma c'è n'è per tutti i gusti.
Peccato che tutto sia talmente di cattivo gusto che cercheremo di approfondire ulteriormente.
L'aspetto veramente grave di tutta la proposta è che in tutte le pagine dove si toccano gli aspetti più disparati e gravi della sessualità non compaiano mai le parole : amore, responsabilità, progetto... Come se i giovani avessero necessità di sole "istruzioni per l'uso" e non di una sana educazione davvero rispettosa del corpo dell'altro e del proprio.
Davvero pensiamo siano così sterili i loro desideri?
Eppure quando nelle scuole parliamo loro di "Amore per sempre" si commuovono, si coinvolgono e partecipano con il cuore ai percorsi cineforum dove quell'amore per sempre, non lascia posto al "qui per ora finché dura"... I giovani hanno desideri alti, sono assetati di eternità e di bellezza, offrire loro solo tecnicismi aridi è un tradimento nei confronti della loro dignità.

Se ne è parlato sabato 8 Febbraio in un  convegno a Chiusi, affrontando temi come Gender, Educazione, Famiglia.

 

 

 

Convegno su I temi della Famiglia, Gender, Educazione presso il teatro Mascagni di Chiusi (SI) - 8 febbraio 2020

 

Sabato 8 Febbraio 2020 su richiesta del vescovo della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza  Mons. Stefano Manetti, si è tenuto un convegno su I temi della Famiglia, Gender, Educazione presso il teatro Mascagni di Chiusi(SI) .

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ISTITUTO Comprensivo via Latina 303. ROMA

GENITORI CONTROLLATE LE ADOZIONI DEI LIBRI DI TESTO NELLE SCUOLE DEI VOSTRI FIGLI A.S. 2020/21

 

Ecco un libro di testo per indottrinare i bambini a far credere  che non ha importanza se sei maschio o femmina, non dipende nemmeno dal nome che porti

anche se è al maschile...si può accogliere l'arrivo di chiunque anche se non si sa se sia maschio o femmina.

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SAVE THE DATE

 

Prima tappa del Festival per la Famiglia. 19 Gennaio ore 17.00. Aprilia. Roma

Torna il Festival per la Famiglia giunto al quinto anno di vita dell'Associazione Non Si Tocca La Famiglia. Un ciclo di eventi annuali, pensati ogni anno per genitori, famiglie, docenti, educatori.

Una proposta di approfondimento su tematiche urgenti come la prevenzione alla violenza sulle donne, al bullismo, alle dipendenze da pornografia e rete, al valore della famiglia oggi.

Tematiche attuali e sfide educative che tratteremo con l'ausilio di esperti, la freschezza di "giovani in movimento", e la presenza amica del regista Pupi Avati con il quale l'associazione da diversi anni promuove progetti cineforum per le scuole, ispirati ai suoi film.

Quest'anno sarà presente anche un dirigente scolastico, padre e sposo oltre che attore : Pierluigi Bartolomei in compagnia del quale vivremo con ironia e sapienza le differenze tra uomini e donne nell'ottica di un sano rispetto per le diversità che rendono ricche di senso le relazioni affettive.

Nel primo appuntamento l'avvocato Giorgio Sacco responsabile della equipe legale di Non Si Tocca La Famiglia tratterà il tema delle ricadute in ambito legale e giuridico della violenza sulle donne, interverrà anche il presidente di Non si Tocca la Famiglia Giusy D'Amico sul tema della prevenzione al Bullismo, il medico pediatra Federica Dalmastri sulle dipendenze da pornografia e rete.

Un format replicabile nelle scuole, nei centri educativi o istituti di formazione per mettere al centro la sfida educativa in cui famiglia e scuola possono allearsi per il bene delle nuove generazioni.

Un appuntamento da non perdere che si concluderà con l'intera giornata di domenica 7 giugno dedicata alla festa della famiglia.

Tutte le info per ogni appuntamento verranno diffuse in itinere.

Roma 13 gennaio 2020

                                                                                           

                                                L’ASS.ne NON SI TOCCA LA FAMIGLIA

                                                                  LA SEGRETERIA

NON SI TOCCA LA FAMIGLIA ACCENDE I RIFLETTORI SU TORINO "ABUSO DIDATTICO EDUCATIVO NELLE SCUOLE DI CHIVASSO"

 

MASSAGGI A SCUOLA SU BAMBINI DI SEI ANNI!

*SCUOLA PRIMARIA "DASSO"

CHIVASSO (TO)

La "sperimentazione" con massaggi in punti vitali della testa in bambini di sei anni per curare stress iperattività traumi etc... Ad opera dell'associazione americana " Access Consciousness" .

di Giusy D'Amico

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LA VERA LIBERTÀ EDUCATIVA È SCEGLIERE IN QUALE  SCUOLA MANDARE I MIEI FIGLI.

STOP ALLE DISCRIMINAZIONI NELLE SCUOLE PARITARIE TRA ALUNNI RICCHI E ALUNNI POVERI.  Intervista di Giusy D'Amico presidente dell'associazione Non Si Tocca La Famiglia al Dott. Giuseppe Richiedei , ex dirigente scolastico e presidente dell’A.Ge. (Associazione italiana genitori)

Stimato amico in tempi educativi difficili come questi dove l'istruzione vuole porsi sullo stesso piano dell'educazione puoi condividere le tue riflessioni  con noi di  Non Si Tocca La Famiglia ?
Istruzione dunque uguale educazione?

Non confondiamo la parola scuola con il termine istruzione-educazione, cioè attenzione a confondere il contenitore con il contenuto. L'articolo 33 della Costituzione dice «la Repubblica istituisce scuole statali di tutti gli ordini e gradi» (art. 33), questo non vuol dire violare, la funzione di insegnare e di educare dei genitori e docenti. Non deve farlo lo Stato.

I finanziamenti che la Repubblica assegna perché le scuole siano “aperte a tutti” ha la sua finalità nel garantire il “diritto all’istruzione e all’educazione dell’allievo” e non  la funzionalità delle scuole, fine a se stessa.

Come accade per il diritto alla salute, dove i fondi non sono finalizzati agli ospedali bensì ai malati, perché «la Repubblica tutela la salute, come fondamentale diritto dell’individuo e garantisce cure gratuite agli indigenti» (art. 32). Titolari dei contributi pubblici, quindi, sono i malati, sono gli allievi; non gli enti ospedalieri, non gli istituti scolastici. Sono le persone (allievi, docenti e genitori) che possono esigere dalla Repubblica che sia garantito loro il diritto inviolabile all’istruzione e la libertà di scelta della scuola, come accade in tutti i paesi democratici avanzati (art. 2 della Costituzione).
- Ad oggi lo Stato come sostiene le scuole paritarie?

In settant’anni lo Stato è arrivato a riconoscere alle scuole paritarie (cioè in parte private dove si paga la retta in parte finanziate dallo Stato quindi si paga  meno di quelle solo private) fino a 500 euro annui per allievo, mentre il costo effettivo nelle scuole statali è di circa 5.000 euro annui.

- Perché sarebbe di 5000 invece ne vengono dati 500? Il sistema scolastico è egualitario sulla carta, ma nei fatti non consente ancora di superare le differenze di partenza tra studenti legate al contesto familiare e sociale, anzi le consolida: non tutti gli studenti hanno pari accesso a un insegnamento di alta qualità e questa disuguaglianza può spiegare gran parte dei divari di apprendimento osservati tra gli alunni più favoriti e quelli svantaggiati». I dati raccolti dall’Ocse dimostrano inoltre come l’alta percentuale di abbandono scolastico in Italia sia determinata principalmente dalle risorse economiche di cui dispongono le famiglie, problema da cui discende l’esigenza di «assicurare finanziamenti mirati alle famiglie più povere».

- Puoi dirci qualcosa per esempio delle famose scuole buone e sicure "delle suore". Come può una famiglia povera mandare suo figlio in quelle scuole così costose e stare pure sicuro di ciò che verrà insegnato al proprio figlio?

Con il costo standard anche le famiglie povere possono accedere alle scuole che prima potevano permettersi solo i ricchi. La scelta di una scuola paritaria oggi ha il limite del costo che ancora grava sulle famiglie, ma permette alla famiglia di scegliere la scuola più rispondente alle proprie convinzioni culturali, religiose e pedagogiche (art 14 della Carta Europea dei diritti fondamentali). Questo dovrebbe essere un diritto anche per i più poveri.

Questa scelta non può tradursi in una delega deresponsabilizzata da parte dei genitori, su cui continua a ricadere la “responsabilità in educando”. L’incontro tra genitori e docenti deve realizzarsi anche nella scuola paritaria nella trasparenza e nella condivisione delle scelte. Come dire che non si tratta né di subire né di imporre ad altri le proprie preferenze ma di condividere in modo consapevole. In questo senso “il consenso previo informato” è procedura valida anche nella scuola paritaria. Infatti l’offerta formativa, anche se scelta, non implica che lo sia a scatola chiusa, ma che sia conosciuta  e realizzata insieme in “continuità educativa tra scuola e famiglia. Questo non implica che l’esigenza del genitori possa avere la pretesa di stravolgere l’offerta educativa prescelta, ma più correttamente che domanda e offerta siano continuamente in dialogo e valorizzazione reciproca. - Quindi cosa propone la rivoluzione su cui poggia l'obiettivo di una scuola davvero  per tutti? La  proposta del “costo standard di sostenibilità per allievo”, inteso come la quota capitaria che lo Stato investe in favore di ogni allievo per la sua formazione. Spetterebbe poi all’allievo (o al genitore) attribuirlo alla scuola prescelta, la quale, a sua volta, accederebbe al finanziamento pubblico, ricevendo tante “quote capitarie” quanti sono gli allievi frequentanti, senza più rette aggiuntive per le famiglie. - Queste quote capitarie chi le versa?

La quota capitaria viene versate dallo Stato alla scuola prescelta in relazione al numero degli allievi iscritti. Qualora l’allievo si trasferisse per varie ragioni la quota o parte di essa verrebbe trasferita dalla scuola di partenza alla scuola di arrivo. Quindi non vi sarebbe trasferimento di contanti, ma la procedura metterebbe in chiaro che l’investimento della Repubblica è destinato all’allievo e al suo diritto all’istruzione non alla scuola. Tant’è che se non ci fossero iscritti, chiuderebbe la scuola.

Il criterio di finanziamento per quota capitaria è già in atto: ad esempio per i nidi gratis per famiglie con reddito fino a 25.000 euro di reddito annuo, oppure per ogni disabile che sceglie la scuola paritaria.

Chi si pone come ostacolo per impedire la realizzazione di un atto di libertà come quello di poter scegliere la scuola per i miei figli ? n altri termini, a me famiglia povera chi vuole impedire la scelta di una scuola di qualità che altrimenti non potrei permettermi ma che ritengo la scelta migliore per quel che propone ai miei figli in termini educativi?

La libertà di scelta educativa per tutte le famiglie  è ostacolata da istituzioni, associazioni, sindacati che temono gli effetti negativi che ne potrebbero derivare per i loro piccoli o  grandi interessi. La libertà pone sempre dei rischi e delle responsabilità sia per chi la esercita che per quanti ne sono coinvolti.
Le scuole statali e i sindacati del personale temono che le famiglie, anche le meno abbienti,  potrebbero preferire  le scuole paritarie, qualora potessero accedervi senza più l’onere delle rette aggiuntive. La competizione per la qualità dell’offerta tra le scuole statali e quelle paritarie potrebbe portare alla diminuzione di posti nella scuola statale che attualmente beneficia di un sostanziale monopolio. Per i politici di ogni Governo garantire previlegi  a un milione di lavoratori della scuola significa  assicurarsi probabili adesioni elettorali di molti,  tra parenti e conoscenti degli stessi. Senza contare i centri di potere ideologico che vede nel monopolio statale lo strumento principe per propagandare le proprie posizioni cultuali e politiche.

La storia ci ricorda che la scuola statale nasce, in alternativa alle scuole della Chiesa, con l’unificazione dell’Italia con la finalità di “formare gli italiani” fino ad allora divisi in stati  regionali. Non si può tacere che anche molti genitori, condizionati dalla tradizione secolare  che li rassicura con la delega deresponsabilizzata e convinti dall’ideologia statalista imperante, continuano  a diffidare persino della libertà di scelta, loro e degli altri genitori, considerati incompetenti e incapaci di educare i propri figli.  

Come concluderesti questa nostra chiacchierata? È tempo che si ponga fine alla discriminazione delle famiglie povere che vorrebbero esercitare il loro diritto a scegliere di educare i propri figli in scuole paritarie che paritarie di fatto non sono.

Grazie ad un amico di Non si Tocca la Famiglia e a un professionista impegnato nell'educazione  a fianco dei genitori da moltissimi anni  combattendo con successo moltissime battaglie. Una fra tutte quella condivisa con noi  del Consenso Informato preventivo raggiunto nel Novembre 2018

Roma, 30 novembre 2019

                                                           L’Associazione

                                               Non Si Tocca La Famiglia

 

Denuncia da parte di alcuni ragazzi del liceo “AMALDI” su un video che svilisce e deturpa la dignità delle donne 

 

 

 

 

 

Al Liceo Amaldi di Roma lo scorso anno  dopo aver distribuito un  questionario  con domande "intime" a ragazzini di 14 anni e proiettato il  film "Puoi baciare lo sposo" senza autorizzazione dei genitori, è la volta di un video che  dovrebbe agevolare l'apprendimento della lingua francese ma........ 

La segnalazione giunge anonima alla nostra Associazione Non Si Tocca La Famiglia da alcuni ragazzi del Liceo...

L'intenzione  potrebbe essere didatticamente corretta, purtroppo per imparare il francese in questo video  emerge molto altro... il più bieco stereotipo della donna " oggetto" che andando in onda in molte classi di ragazzi quattordicenni,  sta lasciando passare un messaggio altamente diseducativo : che la donna intraprendente vive di espedienti per concedersi una vita fatta di emozioni a basso costo, senza faticare più di tanto gestendo  il proprio  corpo come una  manager la quale  dimostra che se ben usato frutta molti soldi…

Le giornate della protagonista scorrono nell'avvicendarsi di azioni perlopiù illecite ma praticamente  avallate dalla  voce  del cronista che fa dell'attrice una furba, elegante,  che si gode la vita...

Ad esempio dopo una défaiance come soubrette vive da vera bohémien e alzandosi da un bistrot non pagando neanche il conto...incontra un gigolò che le dà forfait ... cosi per superare la débacle si reca ad una degustazione di nouvelle cusine dove riesce ad entrare grazie ad passpartout che si era procurata con un escamotage - il video mostra il suo sguardo sexy mentre sfila dalle tasche posteriori di un uomo il biglietto di entrata.

Il video raggiunge il suo apice quando Ariette si reca ad uno  chalet dove esercita la professione di Cocote(prostituta) un maggiordomo l'accompagna in una suite dove incontra un viveur con il toupet amante del bondage(sadomaso) - tiene in mano un paio di manette con sguardo ammiccante-- e  le propone un menage a tre con un clochard poiché il clochard non può può permettersi il cache  della signorina  potrà sfilarle solo una guepier e - il poveraccio in abiti e sguardo logori - dovrà accontentarsi senza aver soddisfatto le proprie fantasie di voyeur.

Dopo il tour de force col viver-l'immagine del voyeur sfinito sul letto è eloquente... - la signorina porta i soldi guadagnati in banca. Come potete constatare i vari vocaboli in francese raccontano le abitudini settimanali della cocote con i quali familiarizzare per apprendere il francese…?

Io direi per apprendere le  pessime abitudini di vita,  altamente diseducative e irriverenti  da metabolizzare dentro una cornice di giovani adolescenti che più che il francese impareranno a metabolizzare il terribile  rinforzo all'idea di una   donna intesa come oggetto  e protagonista di cattivi costumi con atteggiamenti lontani dalla  legalità quando vuol farla  franca in ogni caso. 

Come associazione Non Si Tocca La Famiglia realtà che lavora su tutto il territorio nazionale da anni in difesa della libertà educativa dei genitori, riteniamo inammissibile che si parli in questo modo delle donne lasciando sottintendere che va bene così..che si guadagna bene a vendere il proprio corpo,  visto che in tutto il video questo appare come  l'unica attività lavorativa della signorina. 


Come associazione di genitori, docenti, dirigenti, chiediamo che il suddetto video sia rimosso subito dalla programmazione scolastica nelle classi di ogni ordine e grado per la pessima raffigurazione al femminile proposta. È impensabile che in una scuola altamente inclusiva sia presentato il volto più basso della donna e posto al centro di un sapere fuorviante sulla dignità femminile. Cosa diffondiamo sulla parità di genere se poi questi sono i modelli che presentiamo ai nostri giovani?

La tanto decantata parità di genere noi la intendiamo come parità di diritti, di dignità e di opportunità per uomini e donne, non come visione distorta della femminilità da cui trarre insegnamenti contrari al cuore del valore che ogni donna porta con sé.

Le contraddizioni degli adulti sono la responsabilità epocale che abbiamo nella schizofrenia attuale  della nostra società. Educare al rispetto tra maschi e femmine nelle scuole passa ogni giorno nell'impegno serio di testimoniare la bellezza delle relazioni attraverso messaggi, linguaggi, decisioni coerenti, proposte che profumano di veramente umano, i nostri giovani hanno fiuto e sanno riconoscere le cose belle da quelle a buon mercato, abbiamo dunque una grandissima responsabilità, anche nel denunciare tutto questo perché si dia spazio ad altre proposte non solo dai contenuti più alti, ma anche rispondendo al desiderio vero di ogni ragazzo : credere in modelli pieni di dignità perché ricchi di valore.

La scuola se perde questo riferimento importantissimo di educare i suoi ragazzi e innalzare lo spirito e la loro dignità allora ha veramente fallito.

Attendiamo ora una risposta dal Dirigente Scolastico del Liceo Amaldi, nel frattempo segnaleremo l'accaduto al Miur e al Dipartimento delle Pari Opportunità.

Roma, 22 ottobre 2019

                                                                          L’Ass.ne NON SI TOCCA LA FAMIGLIA
                                                                                               Il Presidente
                                                                                               Giusy D’Amico

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