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NON SI TOCCA LA FAMIGLIA 
Yoga a scuola .
IL MIUR RISPONDE AI GENITORI !
 

Dopo le numerose segnalazioni che dal mese di Settembre   Non Si Tocca La Famiglia ha raccolto e inoltrato  al Miur sulla pretesa di alcune scuole di sostituire l'ora di educazione motoria con un'ora di  yoga o di attività  ad essa ispirate, scavalcando il Consenso dei genitori, oggi 11.2.2019 il Miur trasmette la seguente Nota MIUR (da Stampare) specificando che :

 

“La partecipazione, invece, a tutte le attività che non fanno parte del curricolo obbligatorio, quali la pratica dello yoga, rientrano nell'ampliamento dell'offerta formativa di cui all'articolo 9 del D.P.R. n. 275/1999, che, per sua natura, è facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori per gli studenti minorenni, o degli stessi se maggiorenni (nota MIUR prot. n. 19534 del 20-11-2018).”

 

La presente dunque  chiarisce e conferma quanto già affermato in quella n. 19534 emanata in data  20 novembre 2018.

Rassicuriamo quindi in riferimento ad essa,  che tutte le attività di natura extracurricolare presenti nel PTOF( Piano Triennale dell'Offerta Formativa)  per loro natura sono facoltative pertanto  devono essere  soggette al Consenso Informato  Preventivo dei genitori.

Un'attività extracurricolare, che non rientra nel curricolo obbligatorio delle discipline non può diventare tale perché  situata in orario scolastico/curricolare,  i genitori che  non condividono la proposta di attività relativa allo Yoga,  possono chiedere l'esonero per i propri figli e  in linea con l'autonomia scolastica di ogni  scuola  predisporre spazi e percorsi educativi alternativi.

 

La disciplina dello yoga e tutte le attività ad essa connesse rimangono proposte che non possono essere ritenute obbligatorie e tantomeno permeare le altre discipline con un" modus vivendi" che esula dal curricolo nazionale delle discipline, e scavalca l'educazione dei genitori che possono non trovarsi concordi su tali insegnamenti.

Roma, 11 febbraio 2019

                                                                 

                                                                 Il Presidente
                                                                Giusy D’AMICO                                                            

Il progetto cineforum di Non Si Tocca la Famiglia in collaborazione con il regista Pupi Avati e dal titolo "Amare le differenze per un amore che fa la differenza" sbarca nelle scuole di  Sondrio  all'I.I.S. "Pinchetti" .

Un progetto gratuito e appassionante portato avanti dalla prof.ssa Lorena Pini referente dell'Associazione Non Si Tocca La Famiglia e che in questo articolo degno di nota illustra …" la narrazione della bellezza"...il vissuto di un itinerario che scopre e rivalorizza la ricchezza dell'istituto matrimoniale, insieme alle ragazze dell'Istituto Pinchetti.

Un ringraziamento sentito alla Dirigente Scolastica Prof.ssa Rossana Russo e alla docente di scienze umane per la sensibilità al tema e la carica educativa esercitata negli spazi di ascolto aperti dopo la visione di ogni puntata, nel dibattito in classe , nella visita di una famiglia speciale che ha offerto spunti di significativa riflessione sul tema dell'amore che oggi e ieri  si coniuga sempre  in modi singolari a partire dal vissuto di ognuno e dalle spinte valoriali che ogni epoca porta con sé. 

Roma, 06 febbraio 2019

                                                        L’Ass.ne Non si Tocca la Famiglia

                                                                   LA SEGRETERIA  

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TESTIMONIANZA delle ragazze della Quarta C L.S.U. 2017/18 dell’I.I.S. “Pinchetti”, di Sondrio

NARRARE IL CORAGGIO DELLA BELLEZZA. Riflessioni a margine del Progetto “Amare le differenze. Per un amore che fa la differenza”.

«Amare non è guardarsi a vicenda,

ma guardare insieme nella stessa direzione».

(Antoine de Saint-Exupéry).

 

Nel corso dell’anno scolastico 2017/18 la classe Quarta C della sezione Liceo Scienze Umane dell’Istituto d’Istruzione “Balilla Pinchetti” di Tirano (Sondrio) ha partecipato al Progetto “Amare le differenze. Per un amore che fa la differenza”, attività coordinata dall’insegnante di Scienze Umane Lorena Pini, d’intesa con la Dirigente Scolastica prof.ssa Rossana Russo e in collaborazione con l’Associazione “Non si tocca la famiglia”, presieduta da Giusy D’Amico.

Come previsto dalle linee guida del progetto, la classe ha assistito alla proiezione, lungo l’anno scolastico, del film a puntate di Pupi Avati “Un matrimonio”, quindi ha incontrato una famiglia “speciale”- numerosa e con situazioni particolari, come la diversabilità, al proprio interno - che ha portato in classe la propria esperienza, e ha riflettuto, con la guida dell’insegnante, su quanto visto e ascoltato.

Dal confronto, sono emerse molte osservazioni, sia relativamente alla pellicola, sia rispetto alla testimonianza in presenza.

Partiamo da quest’ultima occasione, datata 17 aprile 2018, per richiamare e condividere i punti salienti del dibattito. Le ragazze (la classe è tutta al femminile) riscontrano una significativa differenza tra le famiglie del passato e quelle del presente, rispetto al fatto che le prime risultavano più forti e unite. L’interpretazione di alcuni valori, in particolare, rimarca tale differenza. Tali valori sono: amore, ricchezza (non certo materiale, ma morale), unione (soprattutto volontà di restare uniti anche di fronte alle difficoltà), sicurezza (la famiglia come fonte e garanzia di sicurezza), capacità di collaborazione e di sostegno reciproco.

Alle studentesse appare interessante anche riflettere sulla rappresentazione del proprio ruolo e dunque di se stessi all’interno del nucleo familiare, così come sul legame importante che si instaura (o meglio, per come stanno le cose demograficamente oggi, “si instaurava”) tra fratelli.

Altri valori che, in parte almeno, sono andati perduti sono: il coraggio (inteso come il saper accogliere con dignità tutto ciò che la vita ci presenta), la volontà e l’impegno nell’affrontare i problemi e gli ostacoli insieme, l’empatia tra i diversi membri della famiglia, la funzione di guida e di supporto delle figure genitoriali e adulte in genere, la cura dell’educazione (proprio anche nel senso del galateo, “questo sconosciuto”, si potrebbe chiosare), il fatto che la famiglia fornisca modelli per il futuro delle giovani generazioni e, infine, ultimo ma non meno importante, lo spirito di condivisione.

Per qualcuna, tuttavia, non è tanto da sottolineare la differenza tra passato e presente, perché molto dipende anche dalla persona stessa e dai valori in cui crede, il che fa sperare in una riedizione al presente degli scenari che, purtroppo, suscitano diffusamente nostalgia.

Si riflette a lungo anche sulla disabilità, sulla accettazione della disabilità dei propri familiari e in particolare sulla mancata accettazione sociale, che può talora indurre alla scelta drammatica dell’aborto.

In riferimento a questo delicato passaggio, il dibattito lascia spazio anche al confronto – significativo, ma pur sempre rispettoso - tra posizioni diverse.

Si considerano, infine, la semplicità del vivere maggiormente presente nel passato e le occasioni di crescita personale che la famiglia offriva più copiose rispetto a oggi.

Durante il cine-dibattito del 28 maggio 2018, si registra innanzitutto un generale apprezzamento per il film, giudicato molto godibile, e si raccolgono le seguenti osservazioni, in ordine rigorosamente sparso.

Qualche perplessità viene subito dichiarata rispetto al rientro a casa dopo il tradimento, da parte del personaggio di Carlo, e sulla “rapida” e istintiva accoglienza da parte di Francesca.

Si sottolinea, parimenti, il bisogno di Carlo di staccare e di tornare nel proprio ambiente sociale, esigenza compresa e accettata dalla moglie, moglie che all’inizio pensava che il suo amore potesse coprire tutto, mentre alla fine sente la necessità di un riscontro da parte del marito. Ecco, allora, che quando i due coniugi si lasciano e successivamente Carlo ritorna, lei lo riaccoglie perché apprezza il gesto stesso di ritornare.

Del resto, la testimonianza dell’importanza e del significato profondo del rimanere - nel bene e nel male - è presente anche nella vicenda matrimoniale dei genitori di Francesca (è molto bella, a questo riguardo, la scena nella quale la madre di Francesca legge al marito “I promessi sposi”, prima che lui muoia).

Francesca, quando suo padre muore, non vuole l’appoggio di Carlo, poiché protegge se stessa, innanzitutto, e i propri valori legati alla famiglia e percepisce lui, che non è più quello di un tempo, come inautentico.

Fino a quel momento, Francesca ha sempre messo gli altri davanti a se stessa, mentre ora fa qualcosa di suo, lo fa per se stessa. Per esempio, Francesca non vuole mai far pesare ai figli le difficoltà, la crisi con Carlo, ma il figlio maggiore ha le antenne, è molto sensibile, si accorge di quello che sta accadendo e chiama il padre.

La coppia Carlo e Francesca ripete spesso che ci vuole coraggio per fare cose belle, ed è quello che accade quando i due adottano la figlia Anna Paola.

Una studentessa afferma che questa frase le mette «una certa ansia» perché fa pensare, insieme, sia al futuro sia al passato, cioè a ciò che rimane ancora da fare e, al contempo, a ciò che ormai non si può più fare.

Visto con lo sguardo dello spettatore, il tradimento di Carlo appare inaccettabile, ma il vero amore può superarlo e persino fare maturare. Del resto, è pur sempre vero che è difficile giudicare certe situazioni senza averle vissute.

Si riflette poi sui personaggi del fratello di Francesca e sulle sorelle di Carlo.

Il primo appare ingenuo, perché si fa ingannare dall’attrice, ma si pensa anche che la sua ingenuità sia riconducibile all’innamoramento.

Alla fine, lui va in Brasile per fare anch’egli qualcosa di pazzo, ma di bello. E il tema della bellezza appare, una volta di più, come un fil rouge che attraversa la narrazione.

Francesca incarna la figura della madre che si sacrifica per la famiglia (ed è così normalmente, mediamente, anche oggi, secondo le ragazze).

La sorella cattiva di Carlo è molto legata alla sua classe sociale di appartenenza e lungo la vicenda non evolve molto. L’altra, invece, esprime valori diversi, soprattutto é connotata dalla tenerezza nei confronti dei bambini e accompagnata dal rammarico per non averne avuti.

È bella, infine, la vicenda di Anna Paola, che rinasce grazie all’adozione, anche perché la famiglia che la accoglie non le fa mai pesare l’handicap.

I fratelli e i genitori sono molto vicini e quindi si presentano e vivono come una vera famiglia.

Appare inoltre evidente, un po’ in tutta la vicenda narrata dal film, l’importanza del cibo, del cucinare secondo la tradizione (es. il ragù), del ritrovarsi tutti insieme intorno alla tavola. Questo oggi si è perso, in particolare in alcuni contesti geografici, come gli U.S.A., ma anche in altri Paesi. Le ragazze lo sottolineano anche perché lo hanno sperimentato personalmente a Dublino, durante lo stage linguistico di quest’anno.

È bello il momento nel quale Carlo rincontra i figli per cena e dice loro che ha l’amante e il figlio maggiore reagisce attaccandolo, perché sente che tocca a lui difendere la famiglia.

Questo è dunque un film corale e – a giudizio della classe - rispecchia molto bene la vita reale.

Per questo, anche i ruoli apparentemente secondari, come le amiche di Francesca, esprimono dei personaggi interessanti, che ci testimoniano qualcosa di forte, ad esempio quella che vuole abortire cambia idea perché ha il sostegno di Francesca.

Non è mai troppo sottolineata la positività della famiglia di Francesca, fondata dall’amore e sul risparmio. Analogamente, anche i genitori di Carlo si amano e soprattutto la madre risulta essere una figura positiva. Tra i due giovani sposi, invece, Francesca appare subito più concreta, infatti nel primo periodo del matrimonio lavora lei per mantenere lui.

Lascia un poco perplessi, in generale, il fatto che Francesca pianga, ma non si sfoghi; non è facile capire se si tratti di pudore, oppure della volontà di essere una donna forte, capace di mettere sempre davanti la propria famiglia e di non pesare su di essa con le proprie difficoltà.

A conclusione del dibattito, le ragazze ribadiscono che di fronte a un film come questo, che offre una molteplicità di spunti, ciascuno rimane colpito da aspetti diversi, sicuramente anche in base al proprio personale vissuto.

 

Le ragazze della Quarta C L.S.U. 2017/18 dell’I.I.S. “Pinchetti”,

con la supervisione della prof.ssa Lorena Pini,

referente del progetto Non Si Tocca La Famiglia Sondrio

COMUNICATO STAMPA

 

Giusy D’Amico Presidente NON SI TOCCA LA FAMIGLIA 

CONTINUA LA RACCOLTA FIRME Pronti a toccare quota 60.000 NO per la serie Rai  : "Alla lavagna"

 

Pronti a toccare quota 60.000 NO per la serie Rai  : "Alla lavagna"

60.000 NO per un programma di rieducazione sessuale a danno  dei bambini italiani e sfruttando il denaro pubblico dei contribuenti!

La Rai sponsorizza in ogni dove personaggi del mondo lgbt, per asservire le lobby che dietro la nobile lotta alle discriminazioni, vogliono venga imporre  un'idea di sessualità fluida su cui chi si oppone è etichettato come omofobo.

Pronti ad una mobilitazione nazionale davanti alla Rai!

Ci opponiamo alle incursioni di questi personaggi politici come l'onorevole   Santanchè che vorrebbero rappresentare il modello italiano su come si rieducano i bambini ai temi della libertà "sessuale e valoriale" mettendo al centro dell'esercizio della propria libertà: i soldi come affermato dall'on.le Santanchè

Testualmente è stato detto: "i soldi sono l'unico strumento di libertà, perché chi paga comanda!" VEDI VIDEO SANTANCHE'

Questi sarebbero gli insegnamenti da offrire ai nostri figli?

NO GRAZIE.

 Sono in atto delle vere colonizzazioni ideologiche pronte ad essere il veicolo di messaggi contrari alla vera natura dell'educazione che non deve " Riempire vasi ma accendere fuochi" non si possono obbligare le famiglie italiane a pagare il canone per vedere trasmissioni simili che scavalcano i genitori in termini di educazione.

Anche il caso recentemente segnalato a Bergamo dove in una scuola primaria i bambini sono tornati a casa schifati dopo aver partecipato ad un incontro di educazione  affettiva dove si parlava di sesso, omosessualità e sesso orale,  conferma  quanto non sia affatto interessante parlar loro di temi tanto sensibili e delicati in un'età così sensibile alle sollecitazioni esterne.

Conclude D’Amico, “I bambini e i giovani desiderano parlare e ascoltare quel che ha sapore di bellezza, di eternità, di ricchezza! Basta indottrinare i piccoli con argomenti dove solo la famiglia può entrare e dove solo persone di alta formazione etica e morale possono parlar loro  in forma  propedeutica,  con linguaggi semplici,  possibili per la fascia d'età, e soprattutto condivisi dai genitori preventivamente!” CONTINUA A FIRMARE E DIFFONDERE PER CONSEGNARE AL DIRETTORE RAI 60.000  NO alla trasmissione  "alla lavagna" e che venga chiesto scusa ai bambini e alle famiglie italiane.

Roma, 05 febbraio 2019

                                                      
                                                         L’Ass.ne Non si Tocca la Famiglia
                                                                    Ufficio Stampa

 

COMUNICATO STAMPA

 

L'Associazione NON SI TOCCA LA FAMIGLIA: La TV pubblica svilisce i bambini e le famiglie. Venga ristabilito il pluralismo, la serietà scientifica e la democrazia

Ieri sera RAI Tre, ha inscenato un itinerario di  "Rieducazione di GENERE" con una lezione del Sig. Vladimiro Guadagno (in arte Luxuria) bambini, tra i 9 e i 12 anni, completamente impreparati ad elaborare e ricevere in modo corretto, un tema così delicato e complesso come il cambio di sesso.

Tutti siamo dalla parte di percorsi educativi che stabiliscano dimensioni di accoglienza e inclusione verso ogni diversità, privilegiando la persona al di sopra di tutto, ma qui si è davvero oltrepassato il limite di uno spazio pubblico in cui si impone una visione ideologica e unilaterale.

Il target di destinazione del messaggio, l'argomento trattato, l'assenza di un contraddittorio ci portano a chiedere la  chiusura del programma "Alla Lavagna". E che il Presidente della RAI chieda scusa a bambini e famiglie. Non si tocca l'innocenza dei bambini sapendo quali impronte indelebili lasceremo nelle loro coscienze

Roma 21 gennaio 2019

                                                         Il Presidente
                                                         Giusy D’Amico

 

 

DIFRONTE AI SOPRACITATI FATTI, NON POSSIAMO STARE FERMI A GUARDARE PERTANTO FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE

INDIRIZZATA ALLA RAI, OVE COME ASSOCIAZIONE CHIEDIAMO:  No alle 'lezioni di transessualità' per bambini coi soldi pubblici:

chiudete il programma"Alla lavagna" su Rai3.  DIFFONDI FIRMA E FAI FIRMARE SONO IN GIOCO I NOSTRI FIGLI.

 

 

YOGA A SCUOLA, NON SI TOCCA LA FAMIGLIA INTERPELLA IL MIUR!

 

Può sostituire l'ora di motoria?

 

Sulla cattedra una campana tibetana … il suo “dong…” richiama i bambini ad una respirazione controllata quasi un atto di magia…

Si affidano ricerche di arte e scienze sui mandala, che secondo la maestra sono presenti in tutto l'universo, con conseguente richiesta anche ai genitori di aiutare i bambini a scoprirli nella frutta, negli alberi, nella natura…

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Cari genitori è tempo di iscrizioni a scuola !

Vi ricordiamo l'importanza di scegliere per i vostri figli una scuola che sappia corrispondere alla dimensione della vostra libertà educativa come  famiglia,  riconosciuta dalla nostra Costituzione e da  trattati Internazionali che ne tutelano il principio di democrazia.

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Proviamo ad analizzare alcuni punti chiave del testo con possibili domande e risposte,  facilitando la comprensione di un lavoro che davvero cammina nella direzione di un valore aggiunto al Patto di Corresponsabilità tra scuola e famiglia.
 
 
 
 
1 – Il “Consenso informato preventivo dei genitori” lede i diritti della scuola?
 
 
- Occorre anzitutto definire chi è la scuola intesa come comunità educante di cui fanno parte anche i genitori alla pari dei docenti.
Contratto sindacale 2018  art 24. 2. “Appartengono alla comunità educante il dirigente scolastico, il personale docente ed educativo, il DSGA e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, nonché le famiglie, gli alunni e gli studenti che partecipano alla comunità nell’ambito degli organi collegiali previsti dal d.lgs. n. 297/1994.
Come possono i genitori ledere i diritti della scuola di cui sono parte indispensabile,
esprimendo  il loro consenso consapevole e informato? 
 
 
 
Sembra il contrario: che non
possa esserci la scuola – comunità se non vi è la collaborazione e il consenso 
di una parte essenziale: i genitori
A riprova la Costituzione ( art. 34) afferma che “la scuola è aperta a tutti” coloro che vogliono liberamente frequentarla; dice che  “l’istruzione è obbligatoria” non la frequenza scolastica, tant’è che ogni famiglia può ricorrere all’”istruzione parentale”. 
 
2 – Il “Consenso informato preventivo dei genitori” lede l’autonomia scolastica?
 
“L'autonomia didattica è finalizzata al perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie e del diritto ad apprendere”.(Legge 59 - 1997 art. 21.9).
Se l’autonomia è il risultato dell’incontro di due libertà (dei docenti e dei genitori) significa che i genitori debbano essere d’accordo per poter esercitare delle scelte libere e non costrette.
Questo non significa che occorra raggiungere sempre l’unanimità né per i docenti né per i genitori o gli studenti, ma che in caso di dissensi
- nessuno abbia il “potere di veto” nei riguardi degli altri,
- e che, dall’altra, non si proceda con la prevaricazione, ma si ricerchi le soluzioni che rispettino le minoranze,  ed eventuali obiezioni di coscienza della singola famiglia.
Infatti  “Il Piano triennale dell’offerta formativa comprende  e riconosce  le  diverse  opzioni  metodologiche,  anche  di  gruppi minoritari, …  (comma 14.2 legge 107 del 2015).
 
 
 
3 - Il “Consenso informato preventivo dei genitori” lede la libertà di insegnamento?
 
 
DPR 275 – 1999, art 1.2. L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti”
Se la libertà di insegnamento non è arbitrio ma finalizzata allo sviluppo della persona umana e alla domanda delle famiglie, come può essere lesa  dal loro consenso, dalla loro domanda, dalla loro proposta?
 
 
 
 
4 -  Il “Consenso informato preventivo dei genitori” lede la professionalità dei docenti?
 
 
Ogni professionalità si confronta e acquisisce il consenso dei destinatari della propria prestazione. Nessun ingegnere, avvocato o artista pretende di imporre i propri servizi o i propri prodotti, anzi l’ampiezza del consenso è riprova di maggior professionalità, viceversa ogni imposizione burocratica o monopolio senza libertà di scelta danneggia la qualità delle prestazioni.
Il consenso dei genitori e degli allievi sono la riprova migliore della professionalità dei docenti.
 
5 -  Il “Consenso informato preventivo dei genitori” vanifica le scelte degli organi collegiali?
 
Le decisioni degli organi collegiali vanno prese in rappresentanza dei docenti, dei genitori degli studenti. Quindi la prima verifica che si impone è in quale misura i rappresentanti nel deliberare si sono fatti carico delle domande e delle attese espresse dai propri elettori.
Inoltre le delibere degli organi collegiali non possono mai prevaricare né la libertà di insegnamento dei docenti, né la libertà di scelta delle famiglie né danneggiare il diritto all’apprendimento degli allievi.
Non corrisponde al diritto affermare che il PTOF vada accettato nel suo insieme e  da tutti docenti, genitori, e studenti, tant’è che lo stesso sindacato nel Contratto sindacale 2018 ribadisce che:“ La progettazione educativa e didattica, che è al centro dell’azione della comunità educante, è definita con il piano triennale dell’offerta formativa, … nel rispetto della libertà di insegnamento. (CCNL 2018 art 24.3).
Quanto vale per la libertà di insegnamento non può non valere per la libertà educativa dei genitori (legge 59 – 1997 art 21.9).
 
6 -  Il “Consenso informato preventivo dei genitori” non conta nei libri di testo?
 
Il consenso/dissenso  dei genitori non può che essere preso in dovuta considerazione dai rappresentante dei genitori,  quando in consiglio di classe o nel Consiglio di Istituto concorrono all’adozione dei testi.
Qualora il Collegio docente e il Consiglio di Istituto, data la maggioranza per legge spetta al personale, adottino testi non condivisi dai genitori, questi non possono essere costretti ad acquistarli, dato che sono “i titolari dell’istruzione dei propri figli” (articolo 30 della Costituzione).
 
 
7 -  Il “Consenso informato preventivo dei genitori” non conta nei riguardi di quanto insegna il singolo docenti nell’orario normale di lezione?
 
Di fronte a insegnamenti, non condivisi dai genitori, questi in veste di “titolari dell’istruzione dei propri figli” (articolo 30 della Costituzione) possono intervenire:
- nei colloqui e negli  incontri assembleari con i docenti coinvolti,
- attraverso gli organi collegiali e le proprie associazioni genitori,
- con segnalazioni e reclami alle autorità, chiedendo conferma della legittimità di tali insegnamenti non previsti dalle Indicazioni Nazionali.
 
In ogni caso  vale quanto previsto dalla Nota Ministeriale (19534.20-11-2018) secondo cui:
“La partecipazione a tutte le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio, ivi inclusi gli ampliamenti dell’offerta formativa di cui all’articolo 9 del D.P.R. n. 275 del 1999, è, per sua natura, facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori per gli studenti minorenni, o degli stessi se maggiorenni. In caso di non accettazione, gli studenti possono astenersi dalla frequenza”.
 
Roma, 13 dicembre 2018
                                                                                                         L'ASS.NE NON SI TOCCA LA FAMIGLIA
                                                                                                                    LA SEGRETERIA
 
 
 
 
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